L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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L'area Masséna Bruneseau

Nell'area nord orientale del quartiere Masséna, la fase di studio prosegue ancora e prosegue oltre l'espletamento del concorso, vinto ormai da tempo dall'atelier Yves Lion (7). Le strategie di progetto non appaiono subito chiare; la SEMAPA (8) è costretta a riunire un'equipe di esperti. Dall’esame del cahier de charge emerge la volontà di Lion di allinearsi al contiguo intervento di De Portzamparc (che per inciso fa parte della giuria del concorso, insieme tra gli altri a Paul Andreu, Jean-Louis Cohen, Michel Corajoud), ma le due situazioni che all'apparenza potrebbero sembrare mutadis mutandis perfettamente sovrapponibili, nella realtà divergono in diversi punti. L'area di Lion subisce il peso di un difficile gioco d'equilibri tra due comuni, Parigi e Ivry-sur-Seine, collegati da un'arteria insufficiente, strozzata dalla presenza ingombrante delle grandi linee ferroviarie della SNCF. La grande infrastruttura del périphérique lascia vuoti difficili da gestire, e in questa incertezza generale si pone e si ripropone a ondate il tema delle torri, più volte rigettato e ripreso.
Già nel 1992 André Lortie scriveva: «[…] a est è il blocco totale. Il progetto parigino sottoposto a studio per il settore riva sinistra della Senna non riesce ad estendersi in maniera logica oltre il limite dipartimentale. Questo blocco riporta duramente alle difficoltà dei negoziati tra le parti delle due zone amministrative confinanti» (9).
Il tema della ricomposizione dei vuoti urbani, degli spazi indefiniti tra il maillage serrato e denso della città e le sequenze disordinate e imprevedibili di una banlieue comunque già consolidata, trova ancora impreparata la generazione contemporanea di architetti e progettisti. Di fronte al nodo città-periferia ci s'interroga ancora smarriti, oscillando tra un'audace collocazione di altissime torri (tra la disapprovazione generale della popolazione) (10) e una più empatica composizione verde, seguendo l'approccio "verdolatrico" che tende a trasformare tout court i vuoti urbani in deliziose aiole. Incertezze che non trovano soluzione efficace in nessuna delle varianti proposte da Lion.

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Anche in questa fase della complessa operazione Seine Rive Gauche, come sempre, saranno le logiche di mercato a prevalere e ad imporsi su quelle, più deboli, della compositio, pur nell'alea di un altro possibile flop commerciale, già registrato nell'area centrale del quartiere Masséna, dove i negozi tardano ad installarsi, nonostante la rilocalizzazione di un segmento importante dell'edilizia scolastica e universitaria. L'intera area risulta così condannata senza attenuanti ad una forma di schizofrenia, una sorta di supplizio di Sisifo, in cui il ritmo di apertura e chiusura degli isolati aperti (dalle 18  alle 8 chiusi da enormi cancellate), determina l'alternarsi  di un paesaggio en attente, spettrale e ostile fino allo schiudersi dei volumi sigillati dei palazzi.

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Ma se la periferia è, come sostiene Paul Chemetov, la forme arcaica della città contemporanea, sembra ormai sempre più vero che l'arcaismo risieda piuttosto in un approccio che tiene ancora saldamente in piedi la dialettica città-periferia, da tempo invece esaurita e scomposta nelle diverse forme intermedie che articolano il passaggio tra l'una e l'altra, rendendone intercambiabili molte parti.

Note

(1) Cfr. André Corboz, Avete detto spazio?, in «Casabella» n. 597-598, gennaio-febraio 1993.
(2) Joseph Balmont, Une hypothèse urbaine, in: Alain Charre (sous la dir de) Les nouvelles conditions du projet urbain. Critique et méthodes, Margada, Liège 2001, pp. 29-38, presidente della Mission interministérielle pour la qualité des constructions publiques.
(3) «L'idée d'un urbanisme unitaire a été préparée d'un cóté par des expériences comme la dérive et la psychogéographie, inventées et pratiquées par les lettristes; d'un autre cóté, par la recherche dans la construction qu'ont menée quelques architectes et sculpteurs modernes. Des deux cótés, le besoin de venir à l'aménagement de décors complets, à l'unité intégrale de comportement et d'entourage, amené à une action commune», in: Constant, Rapport inaugural de la conférence de Munich, in: «Internationale Situationniste» n. 3, december 1959.
(4) Cfr. Anne Cauquelin, Courte traité du fragmente. Usages de l’œuvre d’art, Aubier, Mayenne 1986.
(5) Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza, Roma-Bari 2002.
(6) Cfr. Ann-Caroll Werquin, Alain Pélissier, La consultation Masséna. Projets d’urbanisme pour un nouveau quartier de Paris, Skira, Milano 1997.
(7) Yves Lion viene d'essere insignito del “Grand prix d'urbanisme 2007”.
(8) La Semapa (Société d'économie mixte d’aménagement de Paris) è una società a gestione mista fondata nel 1985.  Il suo consiglio di amministrazione riunisce : la Ville de Paris (azionaria maggioritaria 57% del capitale), la SNCF (20%), la RIVP (10%), lo stato (5%), la regione Ile-de-France (5%) e diversi partners privati (3%).  
(9) André Lortie, Paris-phérie, «Casabella» n. 596, dicembre 1992.
(10) Consultare gli svariati blog sull'argomento: www.lejdd.fr, www.e-revue.com; parisobs.nouvelobs.com; www.parisdemain.com

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
SEGAPELI Silvana
2008-04-09 n. 6 Aprile 2008


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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