L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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La tomba di Rocco Scotellaro a Tricarico

Maria De Propris

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La tomba di Rocco Scotellaro, nella cittadina d'origine arabo-normanna di Tricarico, vicino  Matera, si colloca lungo il muro di cinta del cimitero; fondale prospettico del viale principale bordato da alti cipressi, rivolto verso oriente.
Il monumento, opera dello studio BBPR, guarda un'estesa vallata, "nel versante lungo del Basento", luogo assai caro e ricorrente negli scritti del poeta. E' composto da un recinto di 4 x 4 metri , delimitato per tre lati da un basso muretto di pietre a secco e, nel quarto lato che guarda la valle, è dominato da un piano verticale "squarciato" nella parte centrale; realizzato con blocchi di pietra sovrapposti e sfalsati in modo che l'apertura più ampia della base si restringe verso l'alto senza chiudersi. Si sono ipotizzate, nella determinazione delle sue dimensioni, relazioni con quelle del Modulor lecorbuseriano e, nello stesso tempo, riferimenti e richiami di modelli arcaici. Sulle pietre sono incisi gli ultimi versi della poesia Sempre nuova è l’alba, che si trova nella raccolta É fatto giorno, pubblicata postuma, a cura di Carlo Levi, nel1954 e che nel 1955 ha vinto il premio Viareggio.

Ma nei sentieri non si torna indietro / altre ali fuggiranno/ dalle paglie della cova, / perchè lungo il perire dei tempi / l'alba è nuova, è nuova.

Una ringhiera di ferro ha sostituito il disfatto muro a secco di cinta del cimitero, al di là non c'è più nulla che si possa avvicinare alla descrizione della contrada fatta da Rocco ne L'uva puttanella. Sono scomparsi i campi d'ulivi, non ci sono più le vigne: una distesa incolta che termina oltre i monti della Serra con la visione del fiume Basento.
Il monumento funebre è stato realizzato nel 1957 su proposta di Carlo Levi e finanziato da Adriano Olivetti.
Attraverso la convergenza di Ernesto Nathan Rogers, che più da vicino seguirà l'opera, Carlo Levi e Adriano Olivetti sulla figura del poeta Scotellaro, saranno approfondite alcune tematiche che caratterizzeranno il dibattito sull'architettura in quell’ultimo scorcio degli anni Cinquanta, carichi di speranze e intensi sentimenti.
Poeta, intellettuale e meridonalista, Rocco Scotellaro (Tricarico, 19 aprile 1923 - Portici, 15 dicembre 1953) è membro del Comitato di Liberazione cittadino, opera per il rinnovamento della vita politica e democratica nella Basilicata del dopoguerra. A soli 23 anni è eletto primo sindaco di Tricarico dell'Italia repubblicana, diventando protagonista del momento epico dell'occupazione delle terre e della riforma agraria. Dopo l'ingiusta esperienza del carcere (1950), si trasfersce a Portici presso l'Osservatorio di Economia Agraria dove, con Manlio Rossi-Doria, collabora agli studi per il Piano Regionale di Sviluppo per la Basilicata.
Profondo sarà il suo legame con Carlo Levi, il Movimento di Comunità di Adriano Olivetti; attraverso cui parteciperà alle indagini sulla civiltà contadina in Lucania condotte da George Peck, Friederick G. Friedmann, Ernesto De Martino.
Aperto al dibattito culturale italiano, lascia un "centinaio di liriche che", a giudizio di Eugenio Montale, "rimangono certo tra le più significative del nostro tempo [...] in lui l'impasto tra la vena che direi internazionale e la vena popolare hanno trovato un'insolita felicità d'accento".
Proprio da questa felice congiunzione tra cultura d'élite e popolare che il poeta nella sua breve esistenza saprà sviluppare in maniera originale, rimarranno affascinati: Carlo Levi, che aveva conosciuto Rocco ai tempi del confino, Adriano Olivetti, che nel 1949 gli aveva assegnato una “borsa di studio” e che aveva pubblicato i suoi scritti su Comunità e soprattutto Rogers, che a qualche mese dalla morte aveva pubblicato il noto editoriale su «Casabella - Continuità», Le responsabilità verso la tradizione. In esso l'architetto asseriva: "Da quando ho letto È fatto giorno, le poesie di Rocco Scotellaro, e – con ancor più diretto interesse – la sua oggettiva prosa nelle interviste dei Contadini del Sud, la figura di questo nuovo vate è assurta a custode dei miei sentimenti come quella di un antico santo, che, mentre indica pateticamente la meta da tentare, ammonisce e fustiga. Ammonisce e fustiga perchè ci sentiamo molto da meno di lui, noialtri che siamo troppo spesso ai margini della verità vissuta".
Per delineare i termini di "continuità nel dialettico scambio di rapporti" tra energie della tradizione spontanea ed energie di quella colta, quale patrimonio universale del pensiero (che in architettura diviene impostazione metodologica contro ogni formalismo), Rogers sceglie proprio Scotellaro e Alvar Aalto, come figure esemplari. "Percorrendo opposti cammini, – conclude l'autore – questi due uomini [...] hanno offerto la fatale testimonianza del nostro tempo; il poeta è salito dai suoi semplici nascimenti alla città, ai luoghi della cultura; l'architetto, denso di cultura, è sceso alle radici della sua terra. Ma quanta fatica, quante dure lotte entrambi, perchè l'uno e l'altro sono profeti di progresso".
Manfredo Tafuri, riflettendo sulla tomba di Rocco, la definisce una "allegoria dello stato d’animo" che muove le ricerche degli architetti italiani in quegli anni e che accomuna le opere dei BPR (in particolare la Torre Velasca del 1958) alla Casa alle Zattere a Venezia di Ignazio Gardella, terminata nel 1958. In queste opere si tratta di "di far parlare una memoria privata - quella dell'intellettuale - considerata per elezione depositaria di doveri rispetto alla memoria collettiva". E aggiunge, a proposito dell'editoriale sopra citato: "E in esso che Rogers parla della saldatura in un'unica tradizione della cultura popolare (spontanea) e di quella di élite come di un «dovere»: autenticità e capacità critica, in tale ipotesi, verrebbero a fondersi. L'articolo è di grande importanza, esso esplicita tendenze già vive nell'architettura italiana dando ad esse fondamenta teoriche ed è indice  dei modi in cui la cultura settentrionale vive l'afflato populista. Dentro tale ottica - populismo come garanzia di autenticità per un linguaggio teso all'interpretazione critica - opere come quelle di Gardella dei Bpr e di G. De Carlo negli anni cinquanta divengono assai più comprensibili".
L'adesione dell'architetto triestino al pensiero di Rocco Scotellaro, tuttavia, non si ferma alla ricerca della relazione tra cultura popolare e di élite, ma si apre al problema del rapporto tra passato e futuro, a quello della continuità e crisi, alla posizione etica dell'intellettuale e, in definitiva, alla definizione del rapporto dell'artista con il mondo contemporaneo.
Dalla relazione del progetto si legge: "questa tomba vuole rendere omaggio allo spirito del poeta e dell'uomo d'azione", i versi che vi sono incisi "con libera calligrafia", sono una chiave per interpretarne il significato.
L'alba è l'immagine che ricorre più spesso nella poesia di Scotellaro. Non è semplicemente il  simbolo della speranza del futuro, ma esprime altresì la necessità, il dovere morale, il dramma di dover ricominciare sempre da capo, "di nuovo": rendere viva e sempre nuova la tradizione e la storia.
Ma l'alba è anche l'indistinto, il vago, l'inconoscibile che, nei versi del poeta, coincide con il suo sentimento verso il contemporaneo; in cui l'artista pur aderendo al proprio tempo deve sapersene distaccare, percorrere "i sentieri" da cui non si può tornare indietro; e attraverso la felice immagine del volo che sempre "di nuovo" si ripete, si fa luce una potenzialità possibile, qualcosa che è rivolto verso il futuro pur nella "continuità come continuità di rinnovamento".

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE PROPRIS Maria 2008-04-09 n. 7 Aprile 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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