L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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EMBT: Diagonal Mar a Barcellona

Michele Costanzo

Il Plan Cerdà del 1859 -il cui reticolo di strade ortogonali, la Diagonal che l'attraversa da est ad ovest, e gli isolati rigidamente quadrati (con i caratteristici angoli smussati), che rappresentano l'impronta primaria della Barcellona moderna, la traccia ordinatrice da cui prende l'avvio l'andamento della sua crescita metropolitana- nonostante il suo rigido disegno, la sua ferrea regola ha saputo altresì fornire, ai diversi progettisti che si sono succeduti dal Modernismo fino al presente, l'impulso necessario per sviluppare un processo creativo, a un tempo, libero e rispettoso della tradizione.
Un ulteriore aspetto che contraddistingue l'Ensanche è il suo chiudersi all'interno di una logica basata sulla ripetitività e sulla differenza, che porta a non considerare protagonista della scena urbana il mare, relegandolo in una posizione di fondo. Se si eccettua la Rambla, il viale che da Plaça Catalunya conduce alla Plaça del Portal de la Pau -un ampio spazio alberato dinanzi al mare- non ci sono altri significativi interventi otto-novecenteschi (anche se, proprio alla fine del Novecento, si debbono registrare alcuni importanti progetti e realizzazioni, a partire da quello per le Olimpiadi). La stessa Diagonal, che da Plaça de las Glorias procede verso la costa marina, nel piano di Cerdà si arresta, dissolvendosi in una sorta di parco.
Sarà l'occasione del Forum della Cultura -una iniziativa con cadenza quadriennale che, nel ricercare sedi sempre diverse, punta ad incentivare il compimento di un vasto programma di obiettivi urbanistici- a fornire alla Diagonal la sua logica conclusione a mare, e ad una vasta area scarsamente definita -occupata in parte da varie strutture di servizio, da un importante impianto di depurazione, e dal quartiere marginalizzato della Mina- la possibilità di una totale integrazione con la città. Si tratta di un vasto intervento di riqualificazione che si attua attraverso l'immissione di una nuova composita realtà: hotel, uffici, attrezzature pubbliche, residenze, impianti sportivi, un porto turistico, e la Scuola di Vela, dove domina la mole della pergola fotovoltaica.
La "riconquista del mare" fa parte del relativamente recente processo di riorganizzazione in senso spaziale della città catalana, del suo sviluppo edilizio -strettamente legato alle profonde trasformazioni avvenute, nell'ultimo trentennio, nel tessuto economico e sociale del paese- e, in particolare, del diverso modo di vivere la dimensione urbana da parte dei cittadini.
Il progetto del Forum prende inizio intorno al 1988, quando l'amministrazione barcellonese incarica Eric Miralles, Eduard Bru, Lluìs Mateo di elaborare delle proposte di ristrutturazione dell'area prescelta. I primi elaborati ufficiali risalgono al 1999. Come afferma Benedetta Tagliabue, l'intento iniziale era quello di preparare il «[...] terreno per sapere poi che cosa fare nel Forum. L'idea di lanciare un concorso è venuta durante queste riunioni». Lo studio preliminare del Forum, sarà consegnato dai tre architetti nel marzo del 2000, il concorso sarà bandito nel luglio dello stesso anno.
Parallelamente a tale lavoro, lo studio Miralles Tagliabue (EMBT) porta avanti il progetto per la Diagonal Mar Park, situato nella parte finale dell'asse urbano.
La sopravvenuta malattia di Miralles non consentirà allo studio EMBT di partecipare all'importante competizione internazionale, ma solo di concludere gli incarichi in atto. Così, sfumata la possibilità del concorso, il progetto per il parco rimane, per EMBT, l'unico contributo concretamente realizzato per l'area del Forum.
Per la realizzazione della Diagonal Mar Park c'era un accordo, articolato in diversi punti, tra la municipalità barcellonese e degli imprenditori americani, uno dei quali era quello di impiegare architetti locali. In questo modo, saranno incaricati Oscar Tusquets e Eric Miralles, il primo si sarebbe occupato degli edifici che avrebbero circondato il parco, il secondo si sarebbe dedicato alla progettazione del grande spazio pubblico aperto alla città.
Gli edifici che intendevano costruire gli imprenditori americani erano delle torri, che contrastavano con la tradizione urbanistica della città. «Questo è stato veramente una specie di compromesso. La città sapeva che non avrebbe potuto fare un intervento di queste dimensioni da sola. Il patto è dunque stato: va bene, sarà una città di tipo diverso, ci saranno altezze, però ci sarà l'integrazione dei vicini, attraverso un grande parco che non è il parco degli edifici, è quasi come il Central Park, circondato da tanti edifici però aperto a tutto il resto del quartiere» .
L'idea da cui prende le mosse il progetto, come lo stesso Miralles delinea in uno dei suoi appunti in forma poetica, è quella di un percorso alternativo, rispetto a quello della Diagonal, che porta al mare: una passeggiata nel verde che si può fare a piedi, con i pattini, con gli skate-boards, o con la bicicletta.

«Diagonal Mar Parc es un gran parque que se alarga relacionando la Avenida Diagonal y la playa.

Diagonal Mar Parc está ordenado siguiendo una serie de caminos, algo parecido a las ramas de un árbol, se ramifican hacia todas direcciones.
El paseo principal, una especie de Rambla, conecta directamente la Diagonal con la playa próxima, cruzando el Cinturón Litoral a través de un puente peatonal de próxima construcción.
A su vez, este pase, como el resto de los caminos que cruzan el parque se van transformando en una serie de pistas de juego: patinar, tren, bicicletas,.....etc........» .
Lungo questo percorso che costeggia un laghetto posto al centro dell'area, si trovano ampi luoghi sosta con alberi, panchine, pergole, spazi gioco per i bambini, o per attività sportive ed altri, più appartati, in cui è possibile rimanere in silenzio, assorti nella lettura o nei propri pensieri o solo rimanere a guardare le evoluzioni dei gabbiani attorno allo scultoreo groviglio dei tubi metallici che come un filo che si dipana da un gomitolo si distende e si aggroviglia, percorrendo in questa maniera dinamicamente scomposta tutto lo spazio del parco. A tutto questo insieme di elementi naturali-artificiali dal forte impatto formale si deve aggiungere la presenza di grandi vasi di ceramica che, in parte, si presentano come oggetti scultorei che, in parte, tendono a richiamare su di sé l'attenzione del pubblico e, in parte, a riconfluire nel sistema della vegetazione circostante, a legarsi idealmente ad essa.

«.....Pasear

El paseo principal sigue el borde de un gran lago, que quizás junto con la superficie arbolada son quien dan carácter al parque .....Es una gran superficie de agua en la que distintas fuentes, un salto de agua y la vegetación de los bordes permiten oxigenar el agua, para que sea un lugar de recreo.....pequeños barcos, juegos de agua, etc.......
La presencia del agua caracteriza la vegetación de la zona.....De un modo resumido la vegetación se desarrolla siguiendo el carácter de marismas cerca del mar y del lago, para ir creciendo en altura y en densidad hasta llegar a las calles colindantes.

La llegada de la vegetación y los caminos a los bordes del parque se forman una serie de pequeñas plazas.

En esos lugares una serie de grandes vasos de cerámica se unen con la vegetación existente, en algo parecido a un jardín de una casa.....

bancos, pergolas, bar..........» .

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2007-10-01 n. 1 Ottobre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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