L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Giorgio Agamben. Che cos'è il contemporaneo?

Nottetempo, Roma 2008, € 3.

di Michele Costanzo


libri_checosilcontemporaneo_foto.jpgIl libro di Giorgio Agamben, Che cos'è il contemporaneo?, proposto da Nottetempo corrisponde al testo della lezione inaugurale che egli ha tenuto nel suo corso di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Arti e Design dello IUAV di Venezia.
Attraverso lo scritto, l'autore pone uno dei fondamentali interrogativi rispetto al proprio fare su cui ogni generazione di pensatori, studiosi, ricercatori, progettisti ciclicamente s'interroga ed a cui sistematicamente dà risposte che differiscono tra loro per uno scarto più o meno ampio. E questo, per il fatto che in ognuna di tali risposte si riflette un diverso modo d'essere rispetto al proprio tempo, peraltro in continua evoluzione, che presuppone, appunto, una diversa visione del mondo ed una, altrettanto diversa, interpretazione del reale.
Per cui, come sviluppo conseguente a tale premessa, osserva Agamben nell'incipit, quando capiterà di esaminare dei testi d'autori lontani nel tempo, per poterli meglio comprendere, sarà necessario essere contemporanei ad essi.
Nel corso della sua riflessione conseguente al quesito posto, lo studioso cerca di fornire una serie di risposte tutte volte a declinare il distacco tra presente e passato, tra contemporaneità e storia.
Egli prende le mosse dalla visione di Nietzsche, per il quale contemporaneo è l'intempestivo. Così, facendo riferimento alla critica che il pensatore tedesco rivolge alla sua epoca, fortemente condizionata dalla cultura storica ("penso che siamo tutti divorati dalla febbre della storia e dovremmo almeno rendercene conto"), l'intempestività è, dunque, lo scarto tra l'attualità e "la sua contemporaneità rispetto al presente". Per cui "è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso", e proprio per questo, è in grado più degli altri di percepire il senso del proprio tempo, in quanto "aderisce ad esso e, insieme, ne prende le distanze".
Un secondo modo d'essere contemporaneo è tenere fisso lo sguardo rivolto al proprio tempo "per percepirne non le luci ma il buio". La neurofisiologia, l'autore afferma, ci ha insegnato che la percezione del buio della nostra retina è dato dalle sue cellule periferiche le quali, una volta liberate dall'assenza di luce, entrano in attività producendo "quella particolare visione che chiamiamo il buio". Questo vuol dire che percepire il buio non è una incapacità, una inabilità, ma piuttosto un'azione che, nel caso in questione, porta a "neutralizzare le luci che provengono dall'epoca per scoprire la sua tenebra". E, dunque, contemporaneo è colui che non si lascia accecare dalla luce del secolo ed è in grado di percepire "il buio del suo tempo come qualcosa che lo riguarda e non cessa di interpellarlo".
Un terzo modo d'essere contemporaneo è dato dalla moda, che ha la peculiarità d'introdurre nel tempo un'aporia, data dalla compresenza dell'attualità e dell'inattualità, dal suo essere/non-essere-più alla moda; e questo, per il fatto che il tempo della moda è "costitutivamente in anticipo su se stesso e, proprio per questo sempre in ritardo". Ma proprio a seguito di tale duplice modo d'essere del presente ("non più e non ancora"), esso ha modo d'istituire più libere relazioni con "altri tempi", ossia con il passato o con il futuro, riuscendo a "mettere in relazione ciò che ha inesorabilmente diviso, richiamare, ri-evocare e rivitalizzare ciò che pure aveva dichiarato morto".
Un quarto esempio, nasce da questa libera relazione col passato. Per cui, la contemporaneità ha modo d'iscriversi nel presente nel momento in cui il passato è anche designato come arcaico. Infatti, nota l'autore, lo scarto e la vicinanza che, insieme, "definiscono la contemporaneità hanno il loro fondamento in questa prossimità con l'origine". Non a caso, egli aggiunge, "l'avanguardia che si è smarrita nel tempo, insegue il primitivo e l'arcaico". Il presente, è dunque "la parte di non-vissuto di ogni vissuto", per cui l'attenzione a "questo non-vissuto è la vita del contemporaneo. E essere contemporanei significa [...] tornare a un presente in cui non siamo mai stati".
Contemporaneo è, infine, colui che nel dividere e interpolare il tempo "è in grado di trasformarlo e di metterlo in relazione con gli altri tempi, di leggerne in modo inedito la storia, di 'citarla' secondo una necessità che non proviene in alcun modo dal suo arbitrio, ma da un'esigenza a cui egli non può non rispondere". L'essere contemporanei sta, allora, nel saper dare ascolto a quell'ombra e a quell'esigenza interiore.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2008-03-26 n. 6 Marzo 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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