L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Nio Architecten. The Aquarians 

Michele Costanzo

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Nel panorama della produzione edilizia contemporanea, l'attività progettuale di Nio Architecten si caratterizza per la sensibilità e il coinvolgimento partecipativo indirizzato nei confronti di temi progettuali in cui si può individuare, come sfondo stabile e continuo, il rapporto tra architettura e società. In questa prospettiva, le opere che si sono andate via via susseguendo nei recenti anni, riguardano dunque strutture di servizio, interventi di riqualificazione/riconfigurazione urbana, insediamenti abitativi. La  ricerca di Nio Architecten si distingue, altresì, per l'attenzione indirizzata alla rifunzionalizzazione, nonché al recupero d'immagine di spazi urbani definiti "tecnichal spaces": luoghi culturalmente spenti, privi di qualità ambientali dove s'incrocia la vita quotidiana degli utenti della città, come i sottopassaggi pedonali/veicolari o gli snodi stradali o gli spazi urbani marginalizzati dalla presenza di grosse infrastrutture.

Si tratta, dunque, d'interventi progettuali che, nonostante l'elaborata ricerca formale che li contraddistingue, destinata a far convergere l'attenzione su sé stessi, tendono ad esprimere un forte interesse per il contesto, nei confronti del quale viene a svilupparsi un complesso rapporto di negazione/accettazione che comporta, nell'andamento progressivo di tale dialettica, uno svolgimento di tipo narrativo. Non a caso, Maurice Nio, per ogni progetto sente il bisogno d'individuare un titolo e poi di elaborare un breve racconto, parallelamente al progredire dell'idea progettuale.
Così, in base alle specifiche caratteristiche del luogo, il progetto prende la forma tramite un rapporto di tipo oppositivo. L'area dell'intervento, quindi, non è trattata come «[...] un ambiente o uno sfondo, ma come un oppositore, come un giocatore di un'atra squadra, qualcosa che devi contrastare. E' l'unica maniera di costruire una tensione tra contesto e codice, tra ambiente e progetto. All'interno di questa tensione, come utente o passante, potresti vivere un'esperienza. Forse questa è la ragione per cui certi progetti possono apparire astratti» (1).
Il codice, in particolare, oltre ad organizzare la tensione tra i poli, rappresenta anche il punto centrale del percorso immaginativo, attraverso cui è possibile definire il senso del progetto, la sua configurazione, la determinazione dei dettagli, i materiali e i colori.

The Aquarians è il titolo scelto da Nio per il progetto di 22 ponti realizzati per il centro di Den Bosch, in Olanda (2004-2007). In questa recente espansione residenziale di De Grote Wielen è significativo considerare che, prima di costruire i percorsi stradali, sono state realizzate le vie d'acqua e le case.
I 22 ponti, dunque, sono la struttura essenziale per istituire: una circolazione pedonale e veicolare, una trama di passaggi provvista di una forte valenza figurativa/funzionale che fungerà da importante supporto alle relazioni tra gli abitanti, una rete di più immediati collegamenti con una loro carica iconica che va a riflettersi sulla qualità spaziale dell'insediamento abitativo.
L'idea progettuale che lega i 22 interventi è stata quella di prendere spunto dalla forma di una goccia d'acqua per modellare l'intricata trama di tubi d'acciaio che caratterizza il disegno dei parapetti e di parte della superficie di calpestio dei ponti.
«La manifesta rigidità e resistenza dei materiali è totalmente catturata», scrive Nio, «dalla tensione che corre lungo la superficie, ora curvandosi ora torcendo la loro forma a goccia da un lato all'altro della banchina...» (2).  
Questa sorta d'energia interiore che percorre idealmente la struttura, si rispecchia anche nel disegno della pavimentazione dei ponti che nella parte centrale si allargano conferendo all'insieme della figura architettonica incisività e nello stesso tempo un carattere avvolgente.

Note 

(1) Cfr. intervista a Nio in: Emanuela Guerrucci, Maurice Nio, Edilstampa, Roma 2005, p. 14.
(2) Dallo scritto di accompagnamento al progetto.

22 ponti a Den Bosch
Progetto NIO architecten
Committente Municipalità di s'-Hertogenbosch, Holland
Impresa costruttrice Ippel
Strutture Copier Staalconstructiones
Calcolo strutture DHV Ruimte en Mobiliteit
Collaboratori Joan Almekinders, Radek Brunecky, Maurice Nio, Alexander Paschaloudis
Inizio progetto 2004
Realizzazione 2007
Costo € 2.626.000

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2008-03-26 n. 6 Marzo 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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