L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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caruso_tokyo.jpgPaola Nicolin

Palais de Tokyo. Sito di creazione contemporanea,

Postmedia Books, Milano 2006, 96 pp. e ill., € 15

Rossella Caruso


La particolare realtà museale rappresentata, a Parigi, dal Palais de Tokyo, inaugurato nel gennaio del 2002, è il soggetto di questo agevole testo di Paola Nicolin, giovane ricercatrice milanese, che ha appena concluso il dottorato di ricerca a Venezia, in Storia dell’Architettura e Scienza dell’Arte (tesi: T68. Il MONDO in una MOSTRA.
Il Grande Numero alla XIV Triennale di Milano. Arte Architettura Ambiente), e ha all’attivo specializzazioni presso MIT e Harvard.
L’autrice ne ricostruisce la storia - risalente alla fine degli anni Trenta - per giungere ad analizzare criticamente l’interessante esperienza curatoriale di Nicolas Bourriaud (paragrafo su L’estetica relazionale) e Jérôme Sans (intervistato dalla Nicolin; entrambi con contratto scaduto all’inizio del 2006); il lungo e soft cantiere architettonico (tra il 1999 e il 2001; architetti Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal), che ne ha ridefinito gli spazi; e la specificità di opere d’arte ivi prodotte ed esposte, da Liam Gillick a Thomas Hirschhorn.
A riguardo le questioni trattate sono più d’una, visto anche il carattere fortemente innovativo e sperimentale del museo, assimilabile piuttosto a un museo-laboratorio, o addirittura a un anti-museo, che rifletterebbe «una strategia museale diretta alla trasformazione anziché alla stabilità, che cerca l’effimero (come le mostre temporanee) a scapito della continuità, rifiuta l’opera compiuta per aprirsi verso molteplici aspetti della realtà, in un incessante divenire che porta l’arte a confondersi con l’esperienza vissuta (Maria Teresa Fiorio)».
Il Palais de Tokyo - «modello di una forma di creatività interdisciplinare» - diventa allora luogo paradigmatico per interrogarsi ancora sui rapporti opera d’arte/contesto, spazio/produzione-esposizione dell’opera, senza per questo mancare di riesaminare le vicende che ne determinarono la nascita e, attraverso lo spoglio della rivista “Mouseion” (dal 1927 prima pubblicazione periodica di museografia), le posizioni critiche, spesso conflittuali, all’epoca sostenute da personaggi come Henri Focillon, André Malraux, George-Henri Rivière e Louis Hautecoeur.
Come scrive l’autrice, infatti, «lo strano caso del Palais de Tokyo come unicum di arte e architettura, di arte e vita, di rappresentazione delle pratiche quotidiane e traduzione della galleria come scatola degli attrezzi, declina in un’altra scala il problema del museo come struttura di pensiero dove lo stile dell’arte è lo stile della vita, dove la perdita di scala di valori non è data dalla decontestualizzazione spazio-temporale, ma dal comportamento intersoggettivo, che s’instaura tra contesto, opera e spettatore».
Ci si può domandare se questa esperienza parigina possa effettivamente rappresentare un’ipotesi da perseguire; se sono comunque da preferire spazi museali architettonicamente poco ingerenti; se nella contemporaneità è opportuno superare l’idea del museo come contenitore di collezioni permanenti; se l’istituzione-museo debba in primis produrre e sostenere la creatività contemporanea. Tutte questioni ovviamente aperte, che non possono preludere a soluzioni assertive e ultimative. Mentre è auspicabile che esperienze già praticate e analizzate criticamente, come questa del Sito di creazione contemporanea di Parigi, forniscano necessari elementi di riflessione, e non solo per gli architetti e i curatori.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CARUSO Rossella 2007-10-01 n. 1 Ottobre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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