L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Claus en Kaan. Reformed Church a Rijsenhout

Michele Costanzo

La nuova chiesa, realizzata da Claus en Kaan (2002-2007) a Rijsenhout, si trova nei pressi dell'aeroporto di Schiphol. L'incarico progettuale è stato conferito allo studio olandese dalla Schiphol Real Estate, la società che gestisce i diversi interventi costruttivi all'interno dell'aeroporto, il cui stato di continua trasformazione/ampliamento, condiziona la vita degli insediamenti circostanti. La società, infatti, compra le case dei villaggi vicini per poi demolirle. Negli anni Cinquanta è scomparso il centro di Rijk e negli anni Novanta quello di Rozenburg, lasciando in piedi solo la piccola chiesa in mattoni costruita nel 1926, in prossimità di una pista di decollo.
Come nota Kas Oostehuis, l'areoporto olandese è diventato un importante hub dell'aviazione globale, una sorta di ipercittà. Così, accade che «[...] ogni volta che qualcuno viaggia, anche frequentemente, tornando a Schiphol trova che qualcosa di significativo è cambiato: c'è un nuovo caffé, una nuova banchina; improvvisamente, si accorge che è operativa un'intera nuova ala con dieci o più gates, ci sono nuove opere d'arte» (1).  
Nel 2002 allo studio Claus en Kaan sarà affidato il compito, dunque, di redigere un progetto in previsione della demolizione della vecchia chiesa (cosa che avverrà nel 2005), con l'impegno da parte della Schiphol Real Estate nei confronti della comunità ecclesiale, di realizzare una nuova costruzione, a pochi chilometri di distanza dalla prima, vicino ad un villaggio che si trova nello stesso polder risalente al 1850; e caratterizzato da canali che corrono paralleli alla distanza di un chilometro e orientati, com'è tradizione, nella direzione del vento dominante.
L'edificio, nella prima soluzione elaborata dagli architetti, si allinea con gli altri edifici che sorgono nei lotti limitrofi, seguendo il rigido ordine geometrico dato dal canale e dal collegamento viario che corre parallelamente ad esso.
L'impianto dell'organismo si basa sulla definizione di tre volumi e sul reciproco rapporto che viene a stabilirsi tramite il vuoto che intercorre tra essi e che ha la funzione di vestibolo, di spazio destinato all'incontro. Su tale circoscritto insieme architettonico emerge la presenza svettante del campanile: un segno distintivo e di richiamo nei confronti dei fedeli.
La triplice distinzione volumetrica, che caratterizza il disegno della chiesa, corrisponde a tre specifiche funzione, che sono quelle: dell'aula ecclesiale, degli ambienti destinati agli incontri, della residenza. All'esterno si trova un ampio cortile destinato a parcheggio.
Nell'intento di ricondurre a livello iconico l'essenza del rigore spirituale che vige tra i fedeli della Chiesa riformata, nonché della severità rivolta agli aspetti materiali dell'esistenza, l'immagine architettonica elaborata dai progettisti è ricercatamente, asciutta e sobria nella definizione della sua concretezza oggettuale. Così, la configurazione esterna dei volumi, pur nella loro spoglia apparenza, è resa vibrante dall'impiego della pietra e cemento a vista: un effetto formale ricercato e studiato da Claus en Kaan, al fine di evidenziare, da un lato, la pesantezza materica e, dall'altro, la sapienza del lavoro artigianale. A questo, si deve aggiungere la presenza naturale di un pergolato che andrà a coprire il vuoto interposto tra i volumi, rendendo il luogo più confortevole e invitante.



La seconda e definitiva soluzione progettuale - dopo un faticoso percorso di "riduzione", in senso generalizzato, dell'opera da parte della comunità ecclesiale, teso a raggiungere il senso profondo dell'essere nelle sobrietà delle scelte ed a trasmettere tale sentimento nell'attenta selezione delle minime presenze materiali che, in questa mentale operazione di "rinuncia", assume un valore simbolico- può considerarsi un punto d'arrivo in ambito sia figurativo che concettuale. Per cui, nella estrema ricerca di sintesi i tre volumi saranno ricomposti in una unità volumetrica; ottenendo, in questo modo, una sorte di monolite che tende a non rivelare nulla di sé per non distinguersi più di tanto dalle altre semplici case del territorio circostante. Solo il campanile rimane come presenza rivelatrice del carattere religioso della sua destinazione, arricchito dalla scultura Pax Christi di Peter Otto e Reynoud Homan.
La realizzazione del campanile, bisogna osservare, è frutto di una mediazione tra i progettisti e la comunità ecclesiale che intendeva far prevalere l'idea di un centro multifunzionale per la collettività rispetto a quella di una tradizionale chiesa protestante con una sala centrale dotata pulpito e spazio per il coro; e questo, per il fatto che per la Chiesa riformata olandese respinge le rigide gerarchie e non considera centrale la liturgia, ma l'incontro tra i fedeli (che in questa comunità ammontano a circa 275).
Il programma edilizio sarà, dunque, in parte trasformato rispetto al precedente, attraverso l'individuazione di tre volumi di differente altezza, collegati da un corpo centrale, il foyer (alto m. 4,5). Gli altri tre volumi, sono: l'aula riservata al culto (alta m. 7), l'abitazione dei custodi, il ritrovo per giovani e una sala riunioni (entrambi alti m. 3).  
Le pareti della costruzione sono realizzate in cemento armato e rivestite esternamente con un getto d'intonaco realizzato con una miscela di cemento e ghiaia, con aggiunta di un pigmento giallo. All'interno, il vero centro dell'organismo è il foyer; esso è il luogo dove la gente s'incontra prima e dopo la funzione. Il suo invaso interno è rivestito di legno di rovere ed illuminato da un'asola di luce posta in alto. Due grandi porte lo collegano con l'aula riservata al culto (una grande scatola bianca di 11 x 17 metri, in grado di accogliere 250 persone), rifinita sobriamente e illuminata da una grande finestra, oltre che da tubi fluorescenti a soffitto disposti secondo un disegno a griglia. I suoi elementi d'arredo (il pulpito, il tavolo della mensa liturgica e l'organo) si presentano come semplici blocchi squadrati di legno di rovere.

 

Note 

(1) Kas Oostehuis, Ipercorpi. Verso un'architettura e-motiva, Edilstampa, Roma 2007.

 

Reformed Church a Rijsenhout 
 
Copyright
Claus en Kaan Architecten
Progetto
Felix Claus, Dick van Wageningen
Committente
Schiphol Real Estate
Impresa costruttrice
Rosbeek bv
Consulenti
Reynoud Homan
Inizio progetto
2002
Realizzazione
2007
Fotografie
Christian Richters

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2008-03-19 n. 6 Ottobre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack