L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Mansilla + Tuñon. Auditorio e Musac a Léon.

Michele Costanzo

L'Auditorio e il MUSAC sono due opere realizzate a Léon da Luis Moreno Mansilla ed Emilio Tuñon. Entrambe, come prassi abituale del loro lavoro, sono frutto di una profonda riflessione sulle ragioni della loro essenza, considerata in rapporto al contesto in cui si collocano, e agli utenti destinati fruirne gli spazi. E, pur nella diversità dei programmi e del loro impianto formale manifestano un sottile filo analogico che idealmente le attraversa apparentandole. Disposte lungo il margine orientale dell'Avenida de los Reyes Leoneses, sorgono a poca distanza l'una dall'altra.
La zona in cui si trovano è parte della sua nuova espansione che lambisce il tessuto storico costeggiando il Duero, il fiume che attraversa tutte le province della Castilla y Léon.

L'Auditorio (1994-2002), si affaccia su un vasto spazio urbano aperto che si conclude in fondo con la mole del convento di San Marcos. A seguito della sua "difficile" ubicazione (la vasta spianata aperta che ha dinanzi), l'edificio si pone come fronte della nuova città, cercando di affermare la propria presenza attraverso una soluzione dalla forte valenza iconica, entrando in una tessitura di capisaldi formali che orientano la struttura spaziale della definita porzione del sistema periferico urbano.
Nel corso di una conferenza a Siviglia, nel 2002, poco prima dell'inaugurazione dell'Auditorio, i due architetti hanno avuto modo di delineare, attraverso pochi incisivi tratti, gli elementi distintivi del loro approccio al progetto che, secondo le loro affermazioni, nasce dal senso del disorientamento e dalla conseguente reazione a tale condizione; ma la risposta che essi danno non punta ad un'azione volta a riportare l'ordine nel processo ideativo, individuando funzioni definite e tecniche mirate, piuttosto, l'obiettivo verso cui si dirigono è la messa in atto di un processo inverso, che prende inizio "da alcune linee geometriche astratte (trame, orditure lineari, combinazioni spaziali), in definitiva, strutture che consentono minime variazioni. Poi, ci piace attardarci a lavorare su questo. Solo in un secondo momento cerchiamo di dare una forma a tutto questo, attraverso l'uso, il luogo, la tecnica".
A seguito di quanto accennato, l'organismo, nella sua volontà di adattarsi alla forma del lotto, si disarticola scindendosi in una doppia giacitura; così, la pianta della sala dell'auditorio (per 800/1200 posti) si dispone lungo la diagonale dell'avenida e il grande muro rivestito in lastre di travertino bianco, assume una posizione ruotata rispetto ad essa. Il muro, le cui finestre sono predisposte per dar luce al foyer, per il forte rilievo plastico del disegno della sua fronte principale, assume una consistenza volumetrica, nonché un'imponenza data dalla sua entità dimensionale, accentuata dal singolare disegno del suo prospetto: un gioco formale basato su una struttura figurativa geometrico/astratta composta di piani inclinati che creano illusori effetti, di tipo prospettico, di diversa profondità. Tale marcata rilevanza iconica consente a tale figura di riempire con la propria presenza il vuoto circostante cancellando il senso della dispersione visiva.




Il Museo de Arte Contemporáneo (MUSAC) a Castilla y Léon (2001-2004) non è soltanto uno spazio organizzato per ospitare esposizioni d'arte contemporanea, ma è anche un centro destinato ad accogliere molteplici eventi che possono svolgersi contemporaneamente: installazioni, performace, piccole mostre, grandi esposizioni, spettacoli teatrali, concerti, sfilate di moda, fiere botaniche, ed altro ancora.
In conformità a questo programma, il museo è concepito come una sequenza di moduli spaziali di forma irregolare che compongono uno spazio continuo e indipendente. Si tratta di una struttura a trama che non fa riferimento ad un centro, ma si sviluppa sul principio della contiguità dei diversi elementi. La disuniformità prodotta dalla geografia segreta dell'insieme di quadrati e rombi, che sono le sale e i patii tra loro concatenati, favoriscono, peraltro, percorsi interni lungo varie direzioni, con suggestive visioni, longitudinali, trasversali, diagonali.  
La costruzione è ad un solo piano e gli ambienti espositivi sono dotati di lucernari di diversa altezza; in questo modo, si potrebbe osservare che la complessità e la calcolata irregolarità della pianta si riflette anche nell'alzato.
L'impianto museale di Mansilla e Tuñon, che manifesta a un tempo il senso dell'ordine e della libertà, dell'uguaglianza e della diversità, è la diretta espressione del loro bagaglio espressivo. La condizione di "uguaglianza e diversità", essi affermano, "è sempre racchiusa in una cornice di possibilità e ambiguità", a cui solitamente essi uniscono nei loro progetti, "una forte vocazione a trarre forza dalle costrizioni della vita".
La possibilità di realizzare una trama il cui disegno non è alterato dall'aggiunta o dalla sottrazione di parti, ha consentito nel disegno dell'esterno di delimitare uno spazio cavo, denominato Forum, distinto dalle vetrate colorate, e destinato agli incontri o ad accogliere il riflesso delle attività culturali che si svolgono all'interno.
L'edificio è costituito da una struttura in cemento bianco rivestito esternamente da pannelli modulari di vetro, con interposto un isolante termico. Ogni ambiente è provvisto di un proprio sistema di climatizzazione; tutti gli impianti sono posti, in copertura, all'interno di gallerie ispezionabili che ne facilitano la manutenzione. La scelta del rivestimento ha consentito di praticare le aperture lungo le pareti per illuminare naturalmente l'interno, senza interrompere la continuità della superficie di rivestimento.
Nel 2007 l'opera ha ottenuto il Mies van der Rohe Award.

Auditorio di Léon

 
Progetto Luis Moreno Mansilla ed Emilio Tuñon
Committente Municipalità di Castilla y Léon
Acustica Higini Arau
Strutture COGAITE S.L.
Impresa  costruttrice J.C. Asociados
Collaboratori F. García Pino, A. Regueiro Morado, M. Linares, M. Pealta del Amo
Data del progetto 1994-1998
Data di realizzazione 2002
Superficie mq. 9.000

 

Museo de Arte Contemporáneo (MUSAC) di Léon

Progetto  
Committente Luis Moreno Mansilla ed Emilio Tuñon
Impresa costruttrice Municipalità di Castilla y Léon, Gesturcal SA
Collaboratori A. Regueiro Morado, L. Diaz-Mauriño, A. Prats, J. Gimeno, C. Moneo, O. F. Aguayo, G. Peñate, K. Vertenten, R. Lorenzana.
Consulenti J.C. Asociados, A. G. Gaite
Data del progetto 2001
Data di realizzazione 2004
Superficie mq. 10.000

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2008-03-05 n. 6 Marzo 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack