L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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For a more human architecture in harmony with nature. Hundertwasser

Chiara Leone 

"L'assenza di kitsch rende insopportabile la nostra esistenza. Senza romanticismo non ce la possiamo fare”.
Hundertwasser

Il 19 febbraio ricorre l’anniversario della scomparsa del grande pittore-ecologista, Friedensreich Hundertwasser, una vita all'insegna dell'armonia, vissuta in sintonia con la natura.
Famose sono le sue creazioni eseguite su strutture architettoniche preesistenti. Durante i suoi numerosi viaggi, si arricchì di molte idee, esperienze e conoscenze, mettendole in pratica più tardi, quando iniziò a ristrutturare edifici o a progettare costruzioni nuove.
Friedensreich Hundertwasser non si definisce architetto bensì “medico di un’architettura ammalata“.

“La nostra sporcizia, i nostri rifiuti vengono gettati lontano. In questo modo avveleniamo fiumi, laghi e mari oppure li trasportiamo in complicatissimi e costosi impianti di depurazione, raramente in fabbriche centralizzate di compostaggio, o invece i nostri rifiuti vengono annientati. La merda non ritorna mai ai nostri campi e nemmeno là da dove viene il cibo. Il circuito dal cibo alla merda funziona. Il circuito dalla merda al cibo è interrotto”.                                             


Per ricordarlo, all’Art Forum Würth di Capena, Roma, s’inaugura sabato 23 febbraio la mostra del pittore austriaco a 80 anni dalla nascita, una raccolta i suoi dipinti per una personale in mostra dal 25 febbraio al 28 ottobre 2008.
È una figura eclettica dell’arte moderna, un pittore idealista che ha cercato risposte e molte problematiche, anche al di fuori dell’arte, riuscendo a plasmare i suoi sogni costruttivi sia in pittura che in architettura. Precursore dei movimenti ambientalisti, ha lasciato tracce concrete delle sue concezioni, visibili soprattutto nelle zone in cui ha vissuto, e dove è riuscito a sensibilizzare le amministrazioni comunali con le sue teorie.

“Dipingere è sognare. Quando dipingo, io sogno. Quando il sogno volge al termine, non ricordo più nulla di quello che ho sognato, ma il quadro resta”.

L’artista nasce a Vienna nel 1928 con il nome civile di Friedrich Stowasser, che ha modificato nell’arco degli anni. Nel 1949 prende il famoso nome d’arte Hundertwasser (letteralmente, “cento acque”), nei primi anni Sessanta durante il suo soggiorno in Giappone adotta il nome Friedensreich (letteralmente, “regno di pace”). Più tardi si aggiungono altri pseudonimi: Dunkelbunt (policromo scuro), perché era la concentrazione massima di un colore saturo o Regentag (giorno di pioggia), perché i colori sotto la pioggia risplendono maggiormente.
Sin da giovane sviluppa la passione per l’arte. Frequenta per alcuni mesi l’Accademia delle Belle Arti di Vienna, ma lascia la formazione accademica e si susseguono numerosi viaggi studio in Italia, Francia, Spagna, Marocco e Tunisia dove acquisisce importanti stimoli per la sua crescita personale ed artistica, in particolare dai maestri Egon Schiele, Gustav Klimt, Paul Klee e Walter Kampmann.
Spontaneamente si pensa ad un lavoro equiparabile per l'entusiamo, a quello di Gaudì, architetto spagnolo, in effetti una sua fonte di ispirazione, così come lo stile Liberty. Si batte con ferma convinzione per una vita in armonia con la natura.
Negli anni Cinquanta e Sessanta sviluppa una sua personale ed inconfondibile forma di linguaggio, con i suoi manifesti attacca il razionalismo dell' architettura lottando per una architettura vicina alla natura ed a misura d'uomo e si pone in contrasto con le nascenti correnti del Tachisme e dell’Espressionismo Astratto. Grazie alla sua instancabile attività è riuscito a dare forma a questi suoi progetti. Dagli anni Ottanta alcuni progetti realizzati da Hundertwasser, come ad esempio il complesso di appartamenti nella Kegelgasse, la ristrutturazione della chiesa di S. Barbara a Barnbach nella Stiria, il Kunst Haus Wien, l'impianto per l' incenerimento dei rifiuti di Spittelau e molti altri, hanno riscosso un grande interesse a livello internazionale ed hanno aperto una nuova discussione sull'architettura.

"Solo quando architetto, muratore e occupante formano una trinità come Padre-Figlio-Spirito Santo si può parlare di architettura ".

Friedensreich Hundertwasser può essere definito un vero e proprio creatore di realtà paradisiache, non solo nella pittura; nessun altro artista si è infatti adoperato quanto lui per la tutela dell’ambiente e per una vita in armonia con la natura. Il suo impegno ecologico ebbe origine ancora prima della nascita del movimento ambientalista. Colpisce l’abbondanza organica delle forme rotonde, di cerchi e spirali, queste ultime considerate simbolo del ciclo della vita.
Le sue opere, molto colorate, decorativamente serpeggianti, riflettono il suo confronto con la natura e la società, trasudano sensazioni e trasmettono grandi emozioni, dove la fantasia fa entrare in un mondo parallelo, fatto di sogni. Crea pitture, stampe, francobolli, singoli edifici, scrive manifesti e libri, in osmosi con la natura e pensati come la vita: non lineare, non razionale, ma colorata e multiforme.

"Al giorno d'oggi viviamo in un caos di linee rette, in una giungla di immorali linee rette. La livella e il metro dovrebbero essere vietati, sono il simbolo dell'ignoranza e il sintomo della disintegrazione della nostra civilizzazione".   

Art Forum Wurth
Viale della Buona Fortuna, 2 - Loc. Scorano - 00060 Capena (Rm)
info Tel. +39 06 90103800 - Fax +39 06 90103400
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http://www.artforumwuerth.it/

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
LEONE Chiara 2008-02-18 n. 5 Febbraio 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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