L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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La nuova sede dell'Ambasciata dei Paesi Bassi a Roma

Tiziana Proietti

L’ambasciata del Regno dei Paesi Bassi attualmente trova sede in un antico villino neo-rinascimentale, realizzato nel 1929, situato nel quartiere Parioli, a Roma. L'edificio preesistente ospitava, un tempo, le residenze private dell’Ambasciata olandese adiacente.
Una serie d'interventi hanno interessato la struttura a partire dal 1947, ma soltanto negli anni Novanta nascerà un nuovo progetto disegnato dall’architetto olandese Jan Pesman e realizzato dall’architetto italiano Claudio Catucci e da Alba Costruzioni.
La realizzazione del nuovo complesso, iniziata nel 2006, sarà portata a compimento nel 2007. Si tratta di un'opera di alto livello qualitativo per la sua capacità di dialogo con l’ambiente circostante e di integrazione con l’importante preesistenza.
L’attenzione per la scelta dei materiali e l’adeguatezza dell’intervento si esprimono in una riuscita fusione di colorazioni; il rivestimento dell’edificio in Corten  e la sua tonalità marrone-rossiccia rendono possibile una ottimale integrazione con il paesaggio e con i colori delle alberature circostanti.
La costruzione si presenta all’esterno come una sorta di grande scatola "impenetrabile" per il sistema di chiusura dell'involucro e per il disegno delle aperture che si risolvono in un processo di "incartamento-scartamento" della facciata stessa dal caratteristico colore.
Il vano ascensore ed il corpo scala adiacente, sovrastati da un lucernaio, dominano con la loro posizione centrale l’assestamento degli ambienti interni divenendo nucleo dell’edificio e fonte di luce.
Interessante è, inoltre, la decisa contrapposizione dell'involucro esterno con gli ambienti interni, caratterizzati da una forte permeabilità ed evidenti trasparenze. La scelta dei materiali risulta fondamentale per la definizione del carattere dell'edificio e l’inserimento di numerose superfici in vetro traslucido garantisco una inattesa fluidità, lucentezza e trasparenza.
L’arredo interno è stato appositamente pensato e disegnato per valorizzare i vari ambienti, creando eleganti ed affascinanti spazi di riunione e svago spesso caratterizzati da sinuose forme. 

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Gli spazi interni, è da rilevare, sono arricchiti da una importante collezione d’arte in dialogo con gli ambienti circostanti; un interesse particolare è manifestato per la fotografia che sembra aver avuto una veloce evoluzione nei Paesi Bassi negli ultimi anni.
Per l’esterno è stata appositamente selezionata una scultura dell’artista Irene Fortuyn e Robert O’Brien intitolata Cave Canem: l'opera rappresenta due cani ed è volutamente posizionata in cima all’edificio; con un lieve tono ironico i due "guardiani" sembrano sorvegliare dall’alto l’Ambasciata strizzando l’occhio alla vicina Ambasciata Israeliana, protetta da veri cani da guardia.
All’interno la collezione si articola in diversi livelli: nell’atrio principale è possibile ammirare sculture in vetro dell’artista Dora Dolz e un’ulteriore scultura dell’artista Hans van Bentem e Iris Roskam intitolata 3 Shaslicks caratterizzata da oggetti in vetro accuratamente posizionati in tre file e appesi al muro, alludendo quasi ad un quadro in rilievo.
L’introduzione di opere scultoree è stata pensata in ragione della poca disponibilità di superfici dove poter esporre quadri, integrate dunque dalla presenza di queste sculture in vetro provenienti da Leerdam; e questo sembra, in un qualche modo, legare concettualmente l’Olanda all’Italia, essendo tale città considerata attualmente la Murano olandese.
In differenti spazi è possibile scorgere fotografie della collezione Cupole di Jan Dibbets che cercano un legame con la città e con la sua storia, perfettamente inerente alle importanti  antiche architetture romane. Altri artisti sono presentati con le loro collezioni fotografiche tra cui: Anoek Steketee e le sue opere che rappresentano la popolazione iraniana e le sue storie, Charlotte Dumas e il suo studio sugli animali e la serie, in particolare, scattata a Roma Day is Done dedicata ad un reggimento di cavalieria.
La stessa selezione delle opere d’arte sembra continuamente voler mantenere quell’irrinunciabile obiettivo d'integrazione con la città, presente nell’idea progettuale dell’edificio e costantemente mantenuta mediante un filo logico in grado di legare ogni intervento e decisione riguardante l’intero progetto.
Un atteggiamento di coerenza che interessa l’intero intervento e si risolve in una rete di legami e scelte del tutto appropriate.

Dati progetto   
Nome
Sede dell'Ambasciata dei Paesi Bassi, Roma
Destinazione d'uso
Uffici
Localizzazione
Roma
Indirizzo
Via Michele Mercati 8
Progettista
Jan Pesman
Costruzione
Claudio Catucci ed Alba Costruzioni
Progetto
2005
Completamento
2007
Superficie 1.375 m2; 5.375 m3
Costo
€ 7.000.000

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
PROIETTI Tiziana 2008-02-17 n. 5 Febbraio 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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