L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Centro visite e Parco archeologico Piano della Civita, Italia, Artena

2tr Architettura

Alfonso Giancotti

Il lavoro presentato, opera dello studio 2tr architettura, interessa il recupero e la valorizzazione dei resti della città di Artena, situata nel complesso dei monti Lepini a 40 Km a sud di Roma, e la realizzazione di un Padiglione a servizio di coloro che si apprestano alla visita del sito archeologico.
Il punto di partenza del progetto è stato l’esito degli scavi, che hanno riportato alla luce diversi edifici - tra i quali una villa costruita su un terrazzamento sostenuto da mure ciclopiche - e, soprattutto, una parte significativa delle opere idrauliche  che consentivano l’immagazzinamento e la distribuzione delle risorse idriche nel territorio.
La scelta di interrare i ritrovamenti per l’impossibilità di mantenerli in vista, con la sola eccezione della  villa sulla quale è stato praticato un restauro delle strutture murarie, ha determinato il disegno dell’immagine della Civita.
Agli occhi del visitatore il parco archeologico si offre come un sistema composto da una teoria di recinti, posti in relazione da un sistema di percorsi che ne disciplina l’attraversamento, marcati da un ciglio di pietra che perimetra una depressione del terreno rispetto al piano di campagna circostante.
Tale depressione  individua la giacitura e la dimensione originaria dell’edificio nello schema urbano dell’antica città. Un pannello informativo centrale ne illustra la funzione.
Gli spazi delimitati dai recinti si segnalano per la presenza delle cavità generate delle cisterne che consentivano all’edificio l’approvvigionamento dell’acqua.
La consistenza morfologica e tipologica dell’impianto planimetrico proposto fornisce ai progettisti lo spunto per il disegno del Centro Visitatori, situato nella zona centrale del parco nei pressi di un fontanile, all’interno di un’area marcata da un sistema di pavimentazioni in pietra e battuto di cemento il cui ritmo ricerca il dialogo con il disegno del suolo.
L’edificio, adagiato sul terreno, si propone di assecondare la consistenza orografica della Civita, con lo scopo di raccordare i piani artificiali della piazza con quelli naturali che segnalano i ritrovamenti. Al piano della copertura è assegnato il ruolo di naturale prosecuzione dei primi e allo spazio interno il ruolo di aprirsi visivamente e fruitivamente ai secondi.
Il padiglione si presenta come un volume puro di forma parallelepipeda il cui piano orizzontale di copertura, per affermare il dialogo con il paesaggio di cui si è appena parlato, presenta la stessa finitura dei piani naturali che ricoprono i reperti. Le superfici verticali che delimitano lo spazio interno sono composte da pannellature con orditura metallica, rivestite da assi di legno di diversa dimensione la cui sovrapposizione, oltre a modulare la luce che permea nello spazio interno, rimanda, per ammissione degli stessi autori del progetto,  a un ideale sezione di uno strato archeologico.
Tre pannelli lignei, collocati lungo i fronti maggiori dell’edificio, risultano scorrevoli, permettendo all’edificio di schiudersi verso il sopra e il sotto della civita, conferendo al volume, una volta aperto, di perdere la originaria compattezza, per acquistare una forte consistenza di leggerezza e permeabilità.
Il disegno dello spazio interno, ritmato dalla regolarità del sistema strutturale perimetrale, si configura come esito di un processo di rilettura dello spazio destinato ai ritrovamenti archeologici.
L’invaso ipogeo della cisterna emerge, infatti, nel Centro Visite, attraverso i volumi cilindrici rivestiti in pietre montate a secco, di sezione comparabile con quella delle cisterne stesse osservabili nel parco.
Per contrasto, nella definizione di questa rappresentazione in negativo, il pieno del terreno (che negli antichi edifici comprime la cisterna) si presenta come il vuoto che pone in risalto la consistenza materica dei volumi cilindrici stessi, disposti liberamente al di sotto del piano di copertura.
Un disegno essenziale, composto di pochi elementi, che permettono tuttavia all’edificio di dialogare e vivere in uno stato di “indipendente armonia” con il paesaggio nel quale si inserisce.

Dati progetto   
Nome
Centro visite e Parco archeologico Piano della Civita
Localizzazione
Artena (RM)
Progettista
2tr architettura, Capogruppo Luca Montuori
Committente Comune di Artena
Collaboratori S. Capra C. Malaspina E. Canu B. Montorselli
Strutture G. Giordano
Impianti Studio Calvanese
Consulenti
Paea (energia e ambiente)
Impresa SitArc srl

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2008-01-25 n. 4 Gennaio 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack