L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Jean Nouvel. Ampliamento del Museo Reina Sofia a Madrid

Tiziana Proietti

Il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (MNCARS) a Madrid (2000-2005) rappresenta oggi uno dei poli fondamentali del patrimonio artistico spagnolo e, per l'importanza delle opere in esso esposte, costituisce altresì un punto di riferimento per la cultura internazionale.
Alcuni interventi di restauro che hanno interessato il manufatto negli anni Ottanta (ossia, tra il 1980 e il 1988) gli hanno conferito l'attuale aspetto.
Negli anni recenti, per la necessità di ampliare gli spazi espositivi ed inserire nuove attrezzature di supporto è stato realizzato un ampliamento ideato dall'architetto Jean Nouvel, inaugurato nell'anno 2005 dopo quattro anni di lavoro.
Tale struttura accoglie: alcune nuove gallerie per mostre temporanee, due sale per esposizioni permanenti, un auditorium, due sale congressi, una biblioteca disposta su tre livelli, una caffetteria e un ristorante; l'insieme è raccolto in tre edifici sormontati da un'ampia copertura lineare color ciliegia, perforata per illuminare lo spettacolare atrio d’ingresso.
Il gigantesco tetto di metallo, lucido e brillante, tagliato in punti strategici per far passare la luce, rappresenta l'idea base che ha permesso all'architetto francese di vincere il concorso; a cui hanno preso parte nomi illustri, quali: Zaha Hadid, David Chipperfield, Santiago Calatrava e Tadao Ando.
La luce in tale corpo aggiuntivo ha un'importanza fondamentale, il che si traduce in aperture, trasparenze ed enormi vetrate. L'obiettivo è stato, sin dall'inizio, quello di far coesistere il nuovo con l'esistente, l'enorme volumetria mantiene così il colore rosso mattone dei tetti della capitale spagnola e si avvicina alla cornice dell'antico museo senza toccarla, lasciando intravedere una lama di luce come simbolo di unione, ma allo stesso tempo di separazione e di rispetto tra le due diverse realtà.
Ancora nella fase progettuale l'architetto francese aveva assicurato che i tre nuovi edifici non avrebbero eclissato il resto del museo; riferendosi, in particolare, all'edificio Sabatini del XVIII secolo e all'edificio Villanueva, aveva affermato: "quello che propongo è un approccio gentile e naturale".
L'ampliamento della struttura museale, costato 92 milioni di euro, ha consentito una crescita degli spazi espositivi pari al 60%, per una superficie totale di circa mq. 84.000.
Ognuna delle funzioni è sistemata intorno ad una piazza centrale, creando un nucleo di importante aggregazione urbana in grado di ospitare, per le sue molteplici caratteristiche funzionali, una pluralità di utenza.
La biblioteca si trova a sud. La zona ovest ospita spazi destinati a funzioni sociali: auditorium, sale lettura, bar e ristorante. A nord sono sistemati gli spazi espositivi per gli allestimenti temporanei.
Tutti e tre gli edifici sono collegati ad alcune terrazze, in parte pubbliche, in parte riservate al personale.
La parte concernente la zona di ristoro ospita una caffetteria arredata da un altro progettista con fantasiosi tavolini che con le loro forme sembrano disegnare delle continue geometrie risalenti e avvolgenti in grado di assolvere la doppia funzione di tavoli e pavimentazione. Zone di buio, probabilmente accentuate dalla scelta fatta da Nouvel dei colori rosso e nero, interessano numerose porzioni del complesso smaterializzando gli elementi interni.  
La biblioteca ha un'altezza di 14 metri ed uno sviluppo su diversi livelli che si articolano nella parte antistante l'edificio ottocentesco. L'accesso del pubblico è possibile dalla corte interna sovrastata dall'enorme copertura di connessione con la preesistenza storica. Sul soffitto, un sistema d'illuminazione composto di particolari lampadari, enormi cupole di vetro sospese e grandi vetrate schermate, diffonde nell'ambiente una luce zenitale.
Infine, l'auditorium con i suoi cinquecento posti si presenta nel suo incredibile fascino come fosse uno scrigno prezioso rivestito di acciaio e vetro.
Il complesso risulta, inoltre, alleggerito da varie aperture trasversali, scorci geometricamente delineati verso l'informe disegno celeste e da superfici in acciaio specchianti che conferiscono all'insieme un effetto percettivo di immaterialità.
L'intervento, con il suo lotto trapezoidale, risulta assolvere pienamente quella funzione di cerniera urbana tra la stazione di Atocha e il quartiere Lavapies, luoghi legati ormai sentimentalmente alla città di Madrid anche a seguito degli attentati avvenuti l'11 marzo del 2004 su quattro convogli diretti ad Atocha.
L'intervento di Nouvel rappresenta un importante tentativo d'integrare il museo con la vita quotidiana consentendogli di svolgere quel ruolo di coordinatore di elementi attivi e propulsi all'interno della metropoli. Il museo trova oggi all'interno del complesso nuovi spazi di allestimento,  garantendo, di fatto, un maggiore spazio di utenza ai visitatori; recuperando anche un altro grande numero di presenze da parte di coloro che sono attratti all'interno dell'organismo per altri interessi, grazie al potenziamento delle attività parallele in precedenza descritte.
Un polo d'attrazione culturale plurifunzionale, snodato tra differenti funzioni strettamente connesse e fuse in un'unità attraverso una grande copertura in grado di assolvere anche concettualmente a quell'idea di irrinunciabile connessione e in grado di garantire la riuscita di un intervento tanto importante per la città.
Il museo ha, come si è visto, una storia recente che coinvolge direttamente le vicende culturali, non solo della città di Madrid, ma dell'intera Spagna, assolvendo una funzione di riferimento mondiale atta a rappresentare l'arte spagnola contemporanea in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Dati progetto   
Nome
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia
Destinazione d'uso
Museo
Localizzazione
Madrid (Spagna)
Progettista
Ateliers Jean Nouvel
Committente Ministero de Education y Cultura – Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia
Consulenti  Gilles Clément (progettazione del paesaggio), Yann Kersalé (illuminazione esterna), Patrick Blanc (parete vegetale), OTH (impianti), Arcora (facciate), Avel Acoustique (acustica), Observatoire N°1 (illuminotecnica museale)
Importo dei lavori € 54.882.000 (€/mq 2.553)
Progetto 2000
Completamento
2004
Dati dimensionali utile mq. 21.500; lorda mq. 23.800

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
PROIETTI Tiziana 2008-01-15 n. 4 Gennaio 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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