L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriC.A.R.A. Italia

Accoglienza per richiedenti asilo politico: servizi e residenzialità

Tesi di laurea di Silvia Coluzzi ed Elisabetta D’Armi
Relatore Francesca Giofrè
Correlatore Laura Valeria Ferretti

coluzzi darmi tIl flusso dei migranti irregolari nei Paesi dell’Unione Europea nei primi quattro mesi del 2014 è triplicato rispetto allo stesso periodo del 2013: da 12.400 si è passati a 42 mila ingressi irregolari e in Italia l’aumento è stato dell’823% (Frontex, 2014). Annualmente il numero di richieste di asilo politico in Italia è in media 27.000 (Acnur, 2008).

Tra i vari flussi illegali la rotta del Mediterraneo centrale è quella con il numero maggiore di passaggi. Gli sbarchi sulle coste dell’Italia Meridionale, in particolare in Puglia e Calabria, hanno raggiunto una certa intensità verso la fine degli anni ’90. A partire dal 2002 la destinazione principale è diventata la Sicilia, più precisamente l’isola di Lampedusa che rappresenta l’estremo confine a Sud dello Stato italiano. Tale collocazione geografica ne fa il primo approdo di terra per i migranti che dalle coste del Nord Africa arrivano, irregolarmente, verso il continente europeo.

Per far fronte a tale emergenza l’Italia ha istituito quattro tipologie di centri governativi:
-    centri di primo soccorso e accoglienza (C.P.S.A.);
-    centri d’identificazione ed espulsione (C.I.E.),
-    centri di accoglienza (C.D.A)
-    centri di accoglienza per richiedenti asilo (C.A.R.A.).
L’iter dei migranti prevede una prima accoglienza nei C.P.S.A. di 72 ore in cui vengono erogate le prime cure mediche e viene messa in atto la fotosegnalazione per poi procedere alla collocazione nelle altre strutture. Se destinati all’espulsione i migranti sono trattenuti nei C.I.E. per un massimo di 18 mesi in attesa del rimpatrio, altrimenti vengono ospitati nei C.D.A. e C.A.R.A. per un periodo variabile tra i 20 e i 35 giorni che spesso, nella realtà, si protrae più a lungo.
In questo scenario sommariamente descritto, la tesi di laurea affronta un tema di grande attualità legato in particolare allo sviluppo di una proposta progettuale per i Centri di Accoglienza per i Richiedenti Asilo. I C.A.R.A. sono stati istituiti nel 2002 con la denominazione di Centri di Identificazione e successivamente sono stati disciplinati dal Dpr. n. 303/2004 e dal D.Lgs. n. 25/2008, cui si deve l’attuale denominazione.
I C.A.R.A. ospitano i richiedenti asilo in attesa dell’esito della procedura di richiesta della protezione internazionale e offrono servizi di prima necessità quali: vestiario, materiale igienico sanitario e beni, assistenza sanitaria, socio-psicologica, di consulenza giuridica e di orientamento ai servizi sul territorio.
La tesi ha inizialmente effettuato un’analisi critica delle strutture presenti sul territorio nazionale, da cui si evince che la maggior parte dei C.A.R.A. sono localizzati in ex edifici militari rifunzionalizzati in maniera del tutto inadeguata alla nuova destinazione d’uso.
Partendo da tale criticità, la tesi ha sviluppato la proposta di un modello architettonico-funzionale, di indirizzo per la realizzazione di nuovi centri.  
Dall’analisi della normativa vigente e dalle esigenze dell’utenza, si è sviluppato lo studio dei servizi da erogare fino ad per arrivare alla definizione dei requisiti e le prestazioni delle singole unità ambientali.
Sono state individuate quattro macroaree:
1.    servizi d’accoglienza/assistenza,
2.    servizi generali,
3.    servizi interni,
4.    servizi per la residenzialità.
Le prime tre macroaree sono state organizzate in un unico centro servizi, mentre i servizi per la residenzialità sono stati trattati come indipendenti, ma sempre collegati agli altri.
Il metaprogetto di base, organizzato su una macrogriglia di 160x160 metri con modulo base di 40x40 metri, è studiato per 200 ospiti e vede il Centro Servizi come nucleo principale attorno al quale si sviluppano le Unità Abitative.
La viabilità interna è stata studiata per servire tutte le strutture presenti così come le opere a rete, ottimizzando la configurazione spaziale ed i costi realizzativi e di gestione.
La soluzione progettata è espandibile a seconda delle necessità ed adattabile a diversi contesti.
È stata effettuata una simulazione d’inserimento dell’intero progetto nell’area Est di Roma, nella zona di Anagnina. L’area è stata scelta in relazione a tre fattori: accessibilità, integrazione fisica con il tessuto circostante ed integrazione sociale con le comunità locali.
Il centro servizi.
L’edificio è concepito come un’architettura permanente ma caratterizzata da una flessibilità funzionale: cessata la fase di emergenza, l’edificio potrà essere riconvertito per una nuova destinazione d’uso. Le scelte tecnologiche sono state dettate da tale versatilità. La composizione è legata allo studio delle relazioni funzionali tra le diverse unità ambientali. Fra i possibili schemi aggregativi la scelta è ricaduta su una corte permeabile che si sviluppa su due livelli. Lo spazio centrale, fulcro di tutto il centro d’accoglienza, è stato concepito come piazza quale luogo di socializzazione, spazio per rappresentazioni, proiezioni ed altro.
Le unità abitative.
Pensate come strutture temporanee, nascono dall’aggregazione di unità ambientali minime, impostate su un modulo 2x2metri, per accogliere uomini, donne e nuclei familiari. Sono state studiate sei varianti distributive in relazione ai diversi gruppi di utenza. La scelta compositiva è stata quella di realizzare due piastre orizzontali all’interno delle quali collocare tre unità uguali più uno spazio aggregativo. Il sistema costruttivo adottato è l’X-Lam, ritenuto, dopo un’analisi comparativa tra diversi sistemi costruttivi, il migliore per rispondere alle esigenze di leggerezza, velocità, economicità, aggregabilità e reversibilità.  

Francesca Giofré
Silvia Coluzzi, Elisabetta D’Armi

Accoglienza per richiedenti asilo politico: servizi e residenzialità

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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