L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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14° Mostra Internazionale di Architettura

Federica Fava

Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta
T. S. Eliot, Quattro quartetti

biennale 2014Il 7 giugno è stata inaugurata la 14° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Fundamentals, diretta da Rem Koolhaas e che, per la prima volta, sarà aperta, come la Biennale d’arte, fino al mese di novembre. Nella conferenza stampa di inaugurazione, il Presidente della Biennale Paolo Baratta sottolinea come il prolungamento della durata di questo evento rappresenti un’occasione di ricerca tra architettura e pubblico, attraverso la quale sviluppare nuove capacità necessarie a rispondere alle mutate esigenze del mondo contemporaneo. Oltre che nella durata, la stessa volontà sperimentale si rintraccia nelle numerose novità introdotte all’interno della Biennale e sull’intera città di Venezia che, ancora una volta, torna ad essere palcoscenico di esperienze collettive (1).

Il progetto Mondo Novo. Gesto, luogo, comunità si sviluppa nello spazio pubblico della città, trasformando in maniera estemporanea la laguna in scena per la rappresentazione di nuove realtà. Nel mese di giugno Virgilio Sieni, direttore della Biennale Danza, ha invitato danzatori nazionali e internazionali a sviluppare progetti che interpertino i concetti di comunità e luogo attraverso creazioni artistiche dislocate in vari spazi di Venezia, per dar vita a nuove geografie urbane, camminamenti e aperture impreviste. La città viene quindi nuovamente immaginata come luogo del Mondo novo (2).
La collaborazione attiva con le arti della danza, del teatro, della musica e del cinema dentro e fuori gli spazi della mostra definisce un segno di riconoscimento significativo di questa edizione della Biennale di Architettura, trasformando l’Arsenale in “macchina creativa” in continuo mutamento. Per consentire lo svolgimento degli eventi, l’Arsenale prolunga i suoi orari di apertura, ospita palchi che interrompono con le prove degli spettacoli – molti dei quali svolti in prima mondiale nei mesi della Biennale (3) – il percorso espositivo, restituendo la sensazione di uno spazio instabile, di un “attraversamento” dentro un’altra parte di città. Tra gli intervalli che scandiscono questo nuovo “set urbano”, l’esposizione allestita alle corderie costringe però alla riflessione su questioni che, attraverso l’architettura, parlano in senso più ampio del vivere collettivo. In aggiunta al Padiglione Italia, l’Arsenale ospita infatti un ulteriore lavoro, Monditalia, dove il nostro paese viene analizzato come fondamentale per rappresentare, attraverso la complessità delle problematiche che segnano la penisola, questioni d’interesse globale. L’Italia viene quindi scansionata per latitudini, espediente geografico con cui vengono introdotte riflessioni sui significati politici, culturali e sociali contemporanei (Fig. 1). L’importanza delle questioni trattate in questo spazio e gli espedienti comunicativi utilizzati per raccontarli (4) testimoniano la volontà di costruire uno spazio aperto, capace di coinvolgere un pubblico non esclusivo, di superare gli esperti per toccare piuttosto “le persone” nascoste dietro ai ruoli che ognuno rappresenta nella società, i cui effetti sembrano manifestarsi già nelle prime due settimane di apertura nel notevole incremento del numero di visitatori (5).
Ai Giardini della Biennale vengono sperimentati, al contrario, due temi attraverso i quali, facendo il punto sulla realtà contemporanea e fermando il tempo presente, si indaga l’eredità culturale e fisica dell’architettura. La riproduzione scala 1:1 della Maison Dom-ino, all’ingresso del Padiglione Centrale, diventa punto di contatto tra le esposizioni Elements of Architecture e Absorbing Modernity, installate rispettivamente nel Padiglione Centrale e in quelli nazionali dei Giardini (Fig. 2).

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Fig. 1
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Fig. 2

Per il centenario del progetto di Le Corbusier, quest’oggetto che viaggerà per un anno in diverse città del mondo, sintetizza i principi, le qualità e l’influenza globale che il Movimento Moderno ha assunto nel panorama contemporaneo, e su cui ogni nazione è stata chiamata a lasciare un personale contributo attraverso la propria modernità, come suggerito dal Direttore della Biennale. (6)
L’esposizione Elements of Architecture scompone l’architettura in soffitti, finestre, corridoi, pavimenti, balconi, facciate, caminetti, muri, bagni, scale mobili, ascensori, scale, rampe, tetti. La crisi del concetto di “durata”, vissuta dall’architettura a causa dell’introduzione di nuove tecnologie tra cui, per prime, quelle del telaio in acciaio e dell’ascensore, determina secondo Koolhaas la fine del primo capitolo della storia dell’architettura e l’inizio di una “seconda modernità”, priva di simbolismi e di solidità (7). Questi presupposti istituiscono quindi il bisogno di tornare ad osservare l’evoluzione e la complessità dei singoli elementi dell’architettura per ritrovarne, nei frammenti, significati e relazioni solitamente assunte per certe nella pratica architettonica. I quattordici elementi selezionati ed esposti in scala originale assumono quindi la valenza di “strappi d’architettura” (8), catalogo gigante per un’osservazione microscopica del suo corpo fisico (Figg. 3, 4).
Entrambe le esposizioni raccontano, con mezzi differenti, la realtà di un mondo frammentato. L’idea di “ricominciare dal principio” che la mostra sottintende, gettando uno sguardo verso il passato, lascia però aperta la possibilità di trovare nella ricerca un modo per scrive un futuro diverso, che trova una prima testimonianza, sebbene temporanea, nel Leone d’Oro alla Repubblica di Corea, a riprova di come la cultura possa ricucire le divisioni che ancora segnano la realtà contemporanea (9).

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Fig. 3
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Fig. 4

Note

(1) La mostra curata da Virgilio Sieni a Ca’ Giustinian, L’idea del corpo, racconta attraverso una ricerca nell’archivio storico della Biennale esperienze di sperimentazione attraverso la danza, svolte tra il 1960 e il 1976 dagli artisti Merce Cunningham, Steve Paxton, Julian Beck, Meredith Monk e Simone Forti.
(2) La Biennale di Venezia (2014) Festival Internazionale di Danza Contemporanea: Mondo novo - gesto luogo comunità [on line] disponibile a: http://www.labiennale.org/it/danza/news/10-04d.html?back=true.
(3) Ibidem.
(4) Tra le menzioni speciali di Monditalia, viene premiato il progetto Intermundia che, attraverso un’istallazione dalla luce e dal suono tombale, ricorda la condizione degli migranti irregolari ai bordi dell’Europa. «Il progetto, introducendo Verfremdungseffekt, richiede sobrietà e ri-azione e non soltanto empatia». In: Fundamentals: Biennale di Architettura 2014. Catalogo della Mostra, Venezia, Marsilio, 2014, p. 366.
(5) Il 23 giugno 2014 il sito della Biennale di Architettura pubblica i seguenti dati: «25.000 visitatori (25.132), a due settimane dall’apertura, la 14. Mostra Internazionale di Architettura – Fundamentals – della Biennale di Venezia. A questi si aggiungono i partecipanti alla vernice, pari a 12.214, +17,35% rispetto all’edizione del 2012. La stampa presente in vernice ha registrato 2.192 giornalisti, di cui 1.323 stranieri e 869 italiani (accreditati e presenti), con un incremento del 23% rispetto alla Biennale Architettura 2012.» [on line] disponibile a: http://www.labiennale.org/it/architettura/news/23-06b.html.
(6) Koolhaas R., Absorbing Modernity 1914 – 2014. In: Fundamentals: Biennale di Architettura 2014. Catalogo della Mostra, Venezia, Marsilio, 2014, p. 22.
(7) «Il telaio in acciaio e l’ascensore hanno messo improvvisamente fine al primo capitolo della storia dell’architettura (quello su cui ancora indugiamo) e hanno dato inizio ad una seconda modernità, privo di simbolismi e di qualunque traccia di solidità. Il nuovo periodo provvisorio e standardizzato dell’architettura produce ripercussioni consistenti su tutti gli elementi, spingendone alcuni fin quasi all’estinzione (il caminetto) e gonfiando in maniera esagerata l’importanza di altri (la porta di sicurezza dell’aeroporto).» Koolhaas R., ibidem, p 193.
(8) Introducendo l’allestimento della mostra L’incanto dell’affresco. Capolavori strappati realizzata al Museo d’Arte della Città di Ravenna, M. Nastasi in “Lotus 154”, p. 54 scrive: «Queste opere, reificate seguendo un principio collezionistico, hanno per lo spettatore di oggi un diverso tipo di attrattiva, simile alla bellezza ‘convulsa’ indicata da Breton, per la quale un oggetto produce una certa eccitazione grazie al fatto di essere sentito come separato dal proprio ambito di esistenza naturale. Molte di queste opere hanno, in effetti, un’enfasi sulla cornice, così come molte fotografie hanno un’enfasi sul taglio e sulle inquadratura, avvertita ‘come uno strappo nel tessuto continuo della realtà’».
(9) La Repubblica di Corea espone per la prima volta insieme le esperienze delle due Coree con un lavoro dal titolo Crow Eye View: the Korean Peninsula.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
FAVA Federica 2014-07-31 n. 82 Luglio 2014
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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