L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaMariavaleria Mininni

Approssimazioni alla città

Massimo Dicecca

mininni"Dedico questo libro a Cristoforo Colombo, un viaggiatore instancabile. Eppure, era uno che si era perso". Apre così la Mininni, con un pensiero originale su una figura affascinante, ma col tempo divenuta abbastanza banale. La dedica funziona. Ci porta con rapidità a collocarci in un territorio mentale prima ancora che fisico, entro il quale abbiamo la sensazione, più che la netta coscienza, che passando attraverso ripetute indagini e ricerche troveremo qualcosa, molto probabilmente diverso da quello che ci aspettavamo, ma forse più prezioso.

Una zona fertile già ben descritta da Corboz nei Tre apologhi sulla ricerca, che lì in particolare prende il nome di cingalismo, sinonimo dei tre principi di Serendip (Corboz, 1998). Cosa fa uno studioso che deve aprire una scatola di conserve su un'isola deserta se non dispone di alcun arnese? Suppone di possedere un apriscatole. Dal canto suo, l'autrice di Approssimazioni alla città suppone, e nella pratica professionale è intenta a dimostrarci, che lo strumento di conoscenza valido per accedere ai meccanismi di funzionamento del suburbano è il progetto stesso di quegli spazi. Ovvero la pratica progettuale, condotta nell'ambito dell'attività professionale, attraverso riflessioni che scaturiscono via facendo, può avviare i più validi processi di comprensione. Per cui la tesi, l'apriscatole supposto, è che la periurbanità o la dimensione della campagna urbana (Donadieu, 2005) palesa la sua essenza nel momento in cui una pratica riflessiva come quella progettuale, spesso basata sull'incertezza e sul comportamento emotivo dell'incertezza, può diventare generatrice di nuova conoscenza. E appare giusto e sensato riportare in una posizione centrale il progetto di ambiti che si situano ai margini della città, dopo che se ne è a lungo parlato e scritto. Affrontare il tema del periurbano con una logica e secondo un'ottica per forza di cose laterale, personale: l'autrice focalizza l'attenzione sui margini, per farne centro. Nella prima delle tre parti in cui è diviso il testo Mariavaleria Mininni ci guida attraverso un approfondito rendezvous intorno agli spazi definiti riflessivi della periurbanità, fornendoci innanzitutto le motivazioni della ricerca: questi luoghi difficilmente descrivibili, ostili a lasciarsi definire in modo univoco, assolutamente e forse fortunatamente non autorali, sono in realtà scenario privilegiato nell'ambito del quale osservare comportamenti ed evoluzioni del vivere urbano, sorta di incongrui palcoscenici da cui distillare informazioni per il futuro delle città. Se n'è accorta l'Europa, che nei principali obiettivi per lo sviluppo delle città europee inserisce temi come quelli del rapporto città-campagna (1), delle programmazioni delle politiche agricole comunitarie (2), oltre a programmi di più ampio respiro come Horizon 2020. Facciano però attenzione quanti staranno pensando all'ennesimo testo sugli onnipresenti orti urbani, o sulla incombente diffusione edilizia e tematiche affini. Sin dai presupposti teorici che ne informano poi gli esiti progettuali, qui il periurbano è più città e più campagna, è un complesso e spesso sbilanciato contenitore di azioni che prendono luogo in un ambito di soglia con un suo spessore e una sua densità variabile, parametri che ne determinano la vitalità. Uno spazio dove finalmente lasciamo da parte questioni identitarie e possiamo concentraci su ciò che accade, senza nessun fardello semantico ereditato. Il periurbano qui è un luogo che non aspira a diventare comunità a tutti i costi, ma che di comune può e deve avere alcune sfide che passano per il governo e la risoluzione dei conflitti negativi nonchè per la cura e l'incrementazione di quelli positivi. Un territorio che non si analizza con tracciati e retini, ma con concetti come grana, porosità, percolazione, gradiente. Li ritroviamo tutti nella parte centrale del testo, in cui l'autrice illustra tre esperienze lavorative che la hanno vista coinvolta in prima persona: il Ptcp di Lecce (di P. Viganò, con B. Secchi, C. Bianchetti et al. , 1998-2001) con l'interessante nozione di paesaggio infrastruttura, il Ptpr della regione Puglia, uno dei più avanzati in materia di studio e governo del territorio (2007-2010), con la redazione del Patto città-campagna, e la ricerca IMCA (integrating monitoring coastal areas) sfociata poi nella pubblicazione del testo La costa obliqua. Un atlante per la Puglia (Donzelli, 2010). Nella terza parte si ritorna al più generale discorso sul progetto in prossimità, evidenziando strumenti, dispositivi, politiche e processi per la sua redazione: anche qui, continui sono i riferimenti a esperienze progettuali in cui tali misure sono state sperimentate sul campo. L'approssimazione del periurbano alla città e/o alla campagna che la Mininni propone dunque fa riferimento ad una prossimità interculturale prima di tutto, guidata da una cosciente e lucida etica professionale, auspicata e auspicabile a tutte le scale.

Note
(1) Aea (Agenzia europea dell'ambiente) - Ccr (Centro comune di ricerca) della Commissione Europea, Urban Sprawl in Europe. The ignored challenge, Bruxelles 2006.
(2) Commissione Europea, The 2nd scar foresight exercise. Synthesis report. New challenges for Agricultural Research: Climate Change, Food Security, Rural Development, Agricultural Knowledge System, Bruxelles 2008.

Autore Mariavaleria Mininni 
Titolo Approssimazioni alla città. Urbano, rurale, ecologia 
Editore Donzelli 
Città Roma 
Anno 2013 
Pagine 194
Prezzo 25 €
ISBN 9788860368554 

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DICECCA Massimo 2014-04-09 n. 79 Aprile 2014
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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