L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Centro per le Culture Contemporanee a Porta Portese, Roma

Tesi di laurea di Claudio Guerrieri
Relatore Luca Reale

guerrieri tL’area oggetto di questo lavoro è emblematica di come la vendita delle aree pubbliche dismesse possa produrre grandi occasioni di rivitalizzazione delle nostre città oppure parziali fallimenti, e molti rimpianti, se in assenza di un progetto lungimirante e adeguato al contesto urbano nel suo significato più ampio.
L’area di Roma compresa tra il Ministero della Pubblica Istruzione, la Scalea Ugo Bassi / piazza Ippolito Nievo e il Tevere rappresenta forse una delle maggiori opportunità di trasformazione del centro storico di Roma.

A ridosso delle Mura Gianicolensi, tutta la fascia urbana tra viale Trastevere e via Portuense era occupata, fino a poco meno di cinquant’anni fa, dal fascio ferroviario della vecchia Stazione di Trastevere, stazione di testa successivamente spostata un chilometro a sud e trasformata in stazione passante. L’area restò sostanzialmente vuota fino agli anni Sessanta, prefigurando la possibilità di un’auspicabile riconnessione tra Monteverde Vecchio – Gianicolo – viale Trastevere – Porta Portese – Lungotevere Portuense. L’Amministrazione romana, in maniera piuttosto miope, decise invece di sacrificare l’area all’edilizia privata più intensiva e speculativa, alla tolleranza verso appropriazioni del suolo abusive, alla continua realizzazione di recinti impermeabili all’attraversamento, come il deposito ATAC e l'autoparco dei Vigili Urbani. Il sistema insediativo dell’edificato (forse per una frettolosa definizione delle aree da alienare) si è peraltro sviluppato quasi seguendo, inspiegabilmente, la direzione longitudinale dei vecchi binari, senza procedere al rafforzamento della permeabilità trasversale verso il fiume, come invece alcuni decenni prima era stato fatto (felicemente) sul lato opposto del Tevere col quartiere di Testaccio.
L’area scelta per questa proposta interessa due Ambiti di Valorizzazione del NPRG di Roma (C6 – Viale Trastevere, deposito ATAC, ex- GIL e B10 – Arsenale Pontificio, Porta Portese), che tentano di rintracciare le ultime possibilità di riconnessioni trasversali di tutta l’area. Il progetto intende riportare vitalità e varietà di funzioni in un’area che richiede con grande urgenza un disegno generale o comunque una strategia che rileghi il Gianicolo al Tevere, o perlomeno viale Trastevere al Lungotevere Portuense, a partire dalla valorizzazione del tracciato delle Mura. Il primo intento è dunque quello di liberare la maggior quantità di spazio possibile facendo respirare un’area congestionata e compromessa da ripetuti interventi sbagliati e confusi, seppure piuttosto recenti, che le conferiscono oggi la condizione di retro; considerando anche la presenza di nuovi scavi archeologici come un elemento di arricchimento del luogo e non il pretesto per realizzare un ennesimo recinto. Connettivo dell’intero progetto diventa dunque lo spazio pubblico che da viale Trastevere conduce al recuperato Arsenale Pontificio sul lungofiume. La rigenerazione prende forma attraverso la riqualificazione dell'autoparco dei Vigili Urbani a Centro per le Culture Contemporanee, il restyling e la rifunzionalizzazione dell’hangar di Hitler, la realizzazione di residenze temporanee per artisti e operatori culturali, la demolizione dei manufatti incongruenti a ridosso delle Mura Gianicolensi.
Il progetto del Centro per le Culture Contemporanee si inserisce nel processo di “normalizzazione” dei centri sociali idonei ad ospitare l'autoproduzione culturale intrapreso dall’Amministrazione di Roma già da molti anni (la delibera 26 del 1995 prevede infatti la possibilità di assegnazione di spazi del patrimonio comunale a fini socio-culturali e ricreativi).
Per quanto riguarda le preesistenze adiacenti si propone la trasformazione del deposito Atac in sede del Museo della Scienza, il mantenimento e la riconversione del manufatto delle Corderie da integrare nella nuova piazza dove affaccia l'Arsenale (Centro per la Cultura Digitale). Si propone infine la rimozione di alcune baracche e superfetazioni sul Clivo Portuense, perlomeno di quelle che impediscono il collegamento Portuense – viale Trastevere (via Carcani), e la loro sostituzione con nuove botteghe per artigiani e piccoli negozi.

Luca Reale
 
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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