L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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architetture_cipollaDue edifici di Danilo Guerri

Massimo Dicecca

guerri tUn cercatore indefesso, questa la definizione che Guerri dà di se stesso. Dopo aver passato in rassegna anche solo alcune delle sue opere, tappe di un percorso oltremodo coerente, si comprende che l'architetto in effetti, a differenza di molti suoi colleghi, calibra il lessico. Sceglie le parole, sfuma i significati come tempere. Spesso uno parla come costruisce, quindi conveniamo. Una ricerca mai smessa della perfezione del dettaglio, o della calcolata imperfezione nello stesso; di una curvatura del reale dal fotorealistico all'artigianale. Guerri cita nomi di falegnami e cementisti, fabbri e piastrellisti, con la stessa luce negli occhi che altri avrebbero nel nominare giunte e renderisti, software e immobiliaristi.

Non un ismo, un inglesismo, tra le sue parole. Uno smette per un attimo gli indumenti parametrici e riscopre solai a capannucce, false catene, "capriate alla contadina", colmi piani e gronde inclinate "alla Lewerentz". Guerri si dedica ad un'arte matura, fatta di consapevolezza costruttiva e ritagliata su una cifra stilistica del tutto personale. Informata da perlustrazioni sempre più accurate del patrimonio dei suoi maestri. Possiamo riconoscere gli strumenti che l'architetto si procura per comunicarci, anche e soprattutto per mezzo dei particolari più minuti, i suoi sommessi messaggi di più grande portata.
Per la biblioteca S. Giovanni a Pesaro, ecco predisposte macchine giocose di catene, montanti e puntoni, di acciaio e di legno, tenuti insieme (magicamente) da un magistrale buonsenso, figli di una tecnica fattasi poesia strutturale. Macchine come quelle di Munari, con la differenza che queste sono tettoniche. Persino difficili da immaginare. Avrebbe dovuto essere un luogo di incontro per i pellegrini, poi se n'è fatto una biblioteca (non che le due cose non possano essere accomunate): il concorso non era stato neanche vinto, poi per fortuna il progetto si è realizzato, tra il 1996 e il 2001, con la preziosa collaborazione di Massimo Carmassi e Gabriella Ioli. Degli architetti toscani è abbastanza chiara la mano nell'uso del laterizio e più in generale nel felice accostamento di materiali e spazi, già ben sperimentato nella biblioteca comunale di Senigallia qualche anno prima.
Una slanciata pensilina, lungo la quale si innesta una serie gotica di putrelle HEB connesse a capriate in legno lamellare, accoglie il visitatore in un ordine gigante difficilmente misurabile o con qualcos'altro commensurabile. L'effetto straniante di trovarsi nello spazio di una forma archetipica ma per gradi alterata nelle sue componenti e nei suoi materiali è una soluzione assai raffinata, dotata oltretutto di una sua autonomia estetica; ricorda certi esperimenti di Louis Kahn, intento a scardinare modelli sedimentati con la chiave della tecnologia, come per i tubolari in acciaio virtualmente studiati sulla cattedrale di Beauvais. Ci si accosta alla preesistenza con atteggiamento pratico, ma talmente calibrato da diventare poetico, potremmo dire in definitiva poietico: così nei corridoi-zone studio che affacciano sul porticato esterno con i montanti della vetrata strutturale che triplicano il passo dei pilastrini su cui scarica la sopracitata struttura esterna, così nel livello superiore dove la capriata, vero fil rouge di tutto l'intervento, viene rialzata e dotata di bucature per ottenere illuminazione zenitale.

Guerri esercita la pratica del disegno sapiente, serafico e risoluto come... il rosso della macchia di vino che si asciuga sulla tovaglia. Questa la prima immagine che gli balza in mente quando parla del rosso dei muri della cantina Fonte Zoppa a Civitanova. Nessuna capriola lessicale che rimanda a esoterici sottoboschi culturali; sembra di sentirlo l'odore di quel vino che si rapprende. Così per i suoi edifici: il disegno sublima e diviene forma costruita. La cantina e la foresteria come altri dei suoi lavori, all'esterno fermi, geometrici e fieri come grossi minerali, caldi, familiari e lirici all'interno; fatti di episodi perfetti, pensati perchè uno si fermi a esaminare per un quarto d'ora come rigira una balaustra. La scala a profferlo della foresteria è dipinta di bianco "alla Alvar Aalto". Microcosmi tettonici da far impallidire, composizioni sfacciatamente contemporanee, ma col cappello classico. Il solaio è squarciato da una bucatura triangolare, che sembra ci sia passato Gordon Matta Clark ed è attraversato da un camino "che tanto non verrà mai acceso". Le sue opere sono unità dalla complessità tangibile, nel vero senso della parola, tattile. Puoi toccare e accompagnare il ferro nella sua voluta o saggiarne lo spigolo, puoi esperire con le dita la sapienza tutta italiana di un magnifico infisso in legno, puoi leccare il corrimano. Tranquilli l'ha fatto anche Ridolfi, al grido di «É cioccolata!». Un buongustaio questo Ridolfi. Dobbiamo pur dare ragione di tanto in tanto ai maestri, e non assecondarli solo nelle loro bizzarie. Continui i riferimenti all'architetto di viale Etiopia, una lezione di qualità con cui confrontarsi continuamente, una specie di manuale da interpretare nella progettazione: della scala che distribuisce l'interno ad esempio, della quale il tondino del corrimano è proprio lui, quello che usava Ridolfi. Ma altrettanto continui sono gli accenni ai fabbri della cui collaborazione si avvale, da cui ha appreso il disegno del ferro, da cui ha appreso il mestiere dell'architetto.

La platea applaude, quel tanto in più da suscitare un imbarazzato sorriso sul volto dell'architetto, che accenna ad un inchino. La sua, una lezione umile quanto basta per diventare difficilmente dimenticabile.

Considerazioni e appunti scritti in occasione della conferenza di Danilo Guerri tenutasi presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Perugia, venerdì 8 Marzo 2013.

Biblioteca comunale San Giovanni a Pesaro
Committente Comune di Pesaro 
Progettisti Danilo Guerri con Massimo Carmassi, Gabriella Ioli
Collaboratori Alberto Pozzi, Cristiana Neri, Marta Papakristo, Roberto Pesaresi 
Strutture Rodolfo Antonucci con Luciano Federici, Simona Ragaglia
Progetto 1996-1998 
Esecuzione 1998-2001 
Costo € 2.107.500 
Cantine Fonte Zoppa  
Committente Cantine Fonte Zoppa
Impresa esecutrice Haarlem immobiliare s.r.l
Località Civitanova Alta (MC)
Cronologia 2001 - 2006

Tutte le foto sono di Alberto Guerri.

Breve bibliografia di riferimento
"Costruire in laterizio", n. 115, Danilo Guerri, Gennaio-Febbraio 2007.
ANDRIANI C. , Tre progetti di Danilo Guerri, in "AU-Arredo urbano", 1988.
ALBERTI F. , PUGNALONI F. (a cura di), Nei luoghi del progetto urbano: Danilo Guerri, tecniche ed immagini del mutamento, Alinea, Firenze, 2001.
ROSA G. , Dettagli di architettura di Danilo Guerri, Officina, Roma, 1991.
TURCHI M. (a cura di), Danilo Guerri. Architetture, Politi, Milano, 1997.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DICECCA Massimo 2013-11-05 n. 74 Novembre 2013
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
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Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

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