L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaCittà, Globalizzazione, Diritti

Un incontro con Saskia Sassen

Federica Fava

fava sassen 1Città, Globalizzazione, diritti: con questo titolo il 19 giugno si è concluso il ciclo di seminari organizzati dal Nuovo Cinema Palazzo in collaborazione con l’Istituto Svizzero di Roma e LUM - Libera Università Metropolitana. Quest’importante rassegna culturale dal titolo Dalle pratiche del comune al diritto alla città che nell’arco di quattro mesi ha visto susseguirsi addetti ed esperti su importanti temi della città raccolti, si è chiusa con un’ospite di eccellenza come Saskia Sassen.

Il Nuovo Cinema Palazzo nasce il 15 aprile del 2011 con l’occupazione, da parte di un gruppo di cittadini, di un cinema dismesso come protesta contro l’apertura di un Casinò a San Lorenzo, quartiere romano considerato tra i più critici quanto culturalmente attivi della città. Dopo la sua riapertura, il largo consenso ottenuto da questo movimento ha permesso l’avvio di un vero e proprio processo di riqualificazione dei suoi spazi, trasformando l’ex cinema in luogo per la cultura aperto a iniziative collettive. Attraverso installazioni temporanee e partizioni architettoniche in continua evoluzione, questo spazio è stato e continua a essere pazientemente ripensato, e in soli due anni ha modellato un nuovo spazio pubblico, fortemente protetto dalla comunità che lo abita e lo gestisce assiduamente. In questo particolare momento storico, in cui sembra necessario mettere in discussione ogni certezza, è forse possibile trovare in questa forza spontanea della città le tracce di una nuova era? (1)
«All’interno della città c’è un fenomeno che credo sia sistematico … Tutti abbiamo sentito parlare di più povertà, più diseguaglianza, di classi medie che stanno perdendo potere sociale ed economico. Io credo che ad un certo punto dobbiamo trovare delle altre categorie, dire semplicemente più di questo o più di quello non ci aiuta … Allora quello che stiamo vedendo non è semplicemente più povertà, più disuguaglianza ma è espulsione» (2).
Dalle idee chiare e coraggiose della Sassen emerge la ricerca di nuovi orizzonti che iniziano ritrovando parole, significati e obiettivi precisi. Nel presentare il suo ultimo lavoro, Espulsione: quando la complessità produce delle brutalità elementari, la Sassen non risparmia perciò parole forti, scelte consapevolmente con l’intenzione di rispondere alle richieste di giustizia spaziale provenienti a livello globale.
Come è evidente da questo lavoro, per capire la città contemporanea è oggi necessario ragionare in termini che vadano oltre l’urbano; l’interesse della Sassen si sposta quindi verso i fenomeni emergenti dal basso, dall’ascolto del “discorso della città”, che nel tempo ha resistito nonostante la pressione soffocante esercitata dal sistema economico e politico.
fava sassen 2Prodotto di questo “fare” è l’idea di densità. La realizzazione di quartieri residenziali o per uffici del tutto amorfi ma molto densi testimonia infatti l’inadeguatezza di questo parametro a garantire, da solo, la qualità della città. In contrasto con l’omologazione proposta, complessità e incompiutezza sono al contrario le caratteristiche individuate come responsabili dell’urbanità, capaci di restituire al territorio la “possibilità di fare” l’urbano, il politico, il civico (3).
Per queste ragioni, all’apertura della conferenza, la Sassen riconosce al cinema che la ospita la natura di territorio. Le relazioni tra spazio, storie e cultura che in breve tempo si sono solidificate intorno a questo laboratorio urbano lo rendono infatti uno spazio pubblico complesso, capace di restituire alla città la cityness mancante.
D’altra parte, l’irrequietudine di questo luogo sembra fare eco ai movimenti occupy intorno ai quali si concentrano i suoi studi più recenti. Nonostante le specificità locali che li definiscono, la globalità del fenomeno occupy presuppone infatti una tendenza sotterranea comune. A differenza di quanto accade agli sfollati, per la prima volta questi movimenti sono guidati da un ceto medio fortemente pragmatico. Piuttosto che animati dalla furia della disperazione estrema degli sfollati o degli emarginati, quella che oggi insorge – al Cinema Palazzo e globalmente – è infatti una “classe media amorfa”, smarrita davanti alle promesse infrante dallo Stato che finora aveva servito scrupolosamente (4).
Osservata da un altro punto di vista, la debolezza che oggi rende questi gruppi nascenti ancora marginali, rivela infatti il grado di apertura indicato dalla Sassen come indispensabile a realizzare l’urbanità desiderata (5). Riconosce il loro valore, espandere questa voce verso un pubblico più ampio è dunque il primo passo per realizzare un sistema differente.
“Essere deboli insieme” (6) è il consiglio suggerito da Marco Casagrande nel saggio Illegal architecture nell’ambito della ricerca promossa nel 2012 sull’architettura di Taipei. Se a livello sociale la cittadinanza emarginata riacquista, unendosi, il suo potere originale, i luoghi adatti alla sua piena espressione diventano dunque gli “spazi bianchi” della città (7). L’indeterminatezza di questi gruppi si rispecchia così in quella normativa e formale dello spazio, sintetizzata nel colore “bianco” ritrovando qui il corrispettivo spaziale della “debolezza” riscontrata a livello sociale.
La mancanza di regole rigide è infatti alla base la definizione di Global street proposta dalla Sassen. Contrariamente a quanto accade nel linguaggio comune, dove con la parola street viene indicato uno spazio strettamente funzionale, in questo contesto con street si intende invece uno «spazio con poche o nessuna delle pratiche ritualizzate o dei codici che la società riconosce. Uno spazio “rozzo”, facilmente riconoscibile come “incivilizzato”». Il concetto di indeterminatezza diventa quindi la condizione basilare attraverso la quale spazio-tempo-persone determinano la nascita di nuove capacità urbane (8).
Sebbene fortemente calata nella concretezza del reale, quest’inversione concettuale avviene in primo luogo nello spazio immateriale del pensiero. La libertà della mente è infatti premessa alla conferenza, spazio altro, indispensabile per vedere le possibilità offerte dalle problematiche odierne. Osservare la realtà liberi da categorie preordinate è la prima tra le operazione indicate dalla Sassen nella definizione delle analytic tactics necessarie alla ricerca; solo fuori dal metodo, nella sua ombra, possono infatti intravedersi nuovi significati. Oltre a una visione fortemente indirizzata verso il futuro, questo breve incontro sottintende dunque un’assunzione di responsabilità, la necessità di una ribellione intellettuale come atto creativo principale attraverso il quale riscrivere, ora, il domani.
Interrogata durante il festival della letteratura di Roma sul significato della creatività, Zadie Smith scrive: «A mio parere, un vero “Creativo” non dovrebbe accontentarsi di soddisfare una domanda preesistente, ma dovrebbe modificare la nostra idea di ciò che desideriamo … In questo senso, al cuore della creatività si trova un rifiuto. Perché un’opera veramente creativa evita sempre di vedere il mondo come lo vedono gli altri, o come viene generalmente descritto. Rifiuta le opinioni convenzionali e generiche: “rinnova”» (9).

Note
(1) Sassen S., Città, Globalizzazione, diritti, 2013, [on line] Disponibile a: http://www.youtube.com/watch?v=lRVveLIcCWg [accessed: 6/10/2013]
(2) Ibidem
(3) Sassen S., Does the city have a speech?, “Public Culture”, 2013, 25, p. 209
(4) Sassen S., Città, Globalizzazione, diritti, 2013, [on line] Disponibile a: http://www.youtube.com/watch?v=lRVveLIcCWg [accessed: 6/10/2013]
(5) Sassen S., Does the city have a speech?, “Public Culture”, 2013, 25, p. 213
(6) Casagrande M., Illegal Architecture, in Shu Wang e Ying-Chun Hsieh, Illegal Architecture, Taiwan, Garden City Publishers, 2012, p. 135
(7) Marini S., Architettura parassita, Macerata, Quodlibet, 2008, p.312
(8) Sassen S., Does the city have a speech?, “Public Culture”, 2013, 25, p. 214
(9) Smith, Z., Creatività e rifiuto, [on line], 2013 [on line] Disponibile a: http://www.festivaldelleletterature.it/it/testi/84/creativit-e-rifiuto.html#.UdQiEXIW7aE.facebook [accessed: 05/08/2013].

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
FAVA Federica 2013-10-16 n. 73 Ottobre 2013
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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