L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaUn tavolo di lavoro partecipato per gli Orti urbani a Roma

Alessandro Camiz

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Degli orti ti mostrerò, Silvino,
le culture, e i subietti, onde già pria,
Mentre le messi liete, e i don di Bacco
Cantava, e a te Pale, e il mel celeste,
Virgilio a noi fuor delle anguste mete,
Di trattar dopo sè lasciò la cura (1).

Si è svolto, Domenica 7 Luglio 2013, alla Festa dell'Unità di Roma, il dibattito dal titolo “orti e giardini condivisi, gestione collettiva dello spazio pubblico”. Organizzato e coordinato dallo scrivente, l’evento si è svolto nonostante le condizioni metereologiche particolarmente sfavorevoli ed ha avuto una partecipazione significativa di pubblico.

Abbiamo inteso dare voce ad alcuni dei rappresentanti di un movimento che a Roma, secondo il censimento di Zappata Romana, è costituito da oltre 150 gruppi: cittadini che in modi diversi si sono messi a coltivare la terra all’interno della metropoli. La questione dei regolamenti è centrale per il futuro dell’orticultura urbana ha affermato Daniel Modigliani, Presidente dell’INU Lazio. In Europa e nel mondo sono numerose le esperienze di pianificazione urbana che prevedono, anche per tempi brevi, lo strumento degli orti urbani per la gestione dei suoli e del verde, anche a Roma ci sono iniziative come l’installazione mobile “ortolino” ai giardini di piazza Manfredo Fanti che, con il coinvolgimento delle scuole, operano in maniera significativa come illustrato da Mosè Ricci, professore di urbanistica all’Università degli studi di Genova. La questione dell’inquinamento del suolo e dei biosensori per la misurazione degli inquinanti è stata esposta da Lucia Mosiello, ENEA Unità Tecnica Sviluppo Sostenibile e Innovazione del Sistema Agro-Industriale. Venticinque interventi programmati hanno illustrato le diverse esperienze, ciascuna caratterizzata in modo particolare: dall’agricoltura su suoli confiscati alle mafie dell’Associazione daSud, agli orti con forte valenza estetica e il coinvolgimento delle persone con disagi psichici dell’associazione zerotremilacento-arte pubblica relazionale (2) di Frosinone, fino all’orto antico romano nel Parco dell’Appia antica realizzato da Zappata Romana (3) e agli orti di Blera dell’associazione Tempo creativo. Ognuna delle esperienze illustrate assume un’identità particolare ma entra in relazione con le altre, presentando l’agricoltura urbana “dal basso” come anticipatorice di un nuovo modello economico, con forme di partecipazione, definite “nuova democrazia”, e meccanismi di integrazione sociale. Alcuni degli orti romani si propongono come veri aggregatori e luoghi di integrazione sociale, come il progetto dell’università di Roma Tre, SàrSan, alle porte della città a Tor Sapienza, con la partecipazione di bambini Rom o gli Orti Urbani Tre Fontane che hanno coinvolto nella coltivazione alcune famiglie di origine bulgare. Gli orti urbani alla Garbatella ancora sono uno dei modelli per chi oggi a Roma intende avviare un’esperienza di gestione partecipata del Verde. Ci sono esperimenti di orticultura su terreni privati come gli Orti di Veio (Giustiniana) o il progetto, Coltivare RappORTI di Terra!Onlus. La Cooperativa Agricola Coraggio sta lavorando da tempo per permettere l’assegnazione dei terreni agricoli di proprietà pubblica ai giovani agricoltori. Significativa l’esperienza esposta da Antonia Labonia, Centro di Educazione Ambientale - Orti Urbani (ex Municipio Roma VII, ora Quinto Municipio) forse l’unico esperimento riuscito di orticultura romana realizzato da un  municipio. Anche al Pigneto il giardino di Castruccio, realizzato e gestito dalla Città delle mamme, costituisce un valido esempio di gestione partecipata del verde pubblico. È intervenuta Paola Marzi, responsabile Orti Urbani del Comune di Roma, illustrando l’impegno del comune sul tema degli orti urbani. Gianluca Peciola, consigliere SeL del Comune di Roma, nelle conclusioni ha riconosciuto in questa iniziativa un vero e proprio laboratorio operativo. Ha proposto di convocare a breve un tavolo di lavoro partecipato anche con gli assessorati al Patrimonio, alla Trasformazione urbana e al Sostegno sociale e sussidiarietà della Giunta capitolina, proposta che è stata accettata e rilanciata con determinazione da Estella Marino, Assessore all'Ambiente del Comune di Roma nelle sue conclusioni. Salvaguardia del territorio, stili di vita responsabili, riciclaggio dell’umido, decoro urbano, agricoltura biologica, gestione partecipata del verde e integrazione sociale sono solo alcune delle questioni alle quali il fenomeno Orti e giardini condivisi riesce a dare una risposta immediata e proattiva. Una delle emergenze a Roma sono i rifiuti: una rete municipale di orti urbani partecipati con la raccolta di comprensorio dell’umido per il riciclaggio in terra biologica, come sperimentato nell’orto didattico del Casale Garibaldi con l’associazione Lavangaquadra (nova Arcadia) (4), potrebbe dare un contributo significativo alla gestione dei rifiuti urbani riducendo la quota che finisce in discarica o negli inceneritori.

Note
(1) Lucius Junius Moderatus Columella, Carmen de cultu hortorum, De re rustica, X, 1-5,
trad. B. Del Bene, 1808.
(2) http://www.zerotremilacento.it/
(3) http://www.zappataromana.net/
(4) http://www.lavangaquadra.com

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CAMIZ Alessandro 2013-10-14 n. 73 Ottobre 2013
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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