L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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EMBT. La sede di Gas Natural a Barcellona

Michele Costanzo

La nuova sede di Gas Natural a Barcellona (1999-2006), realizzato dallo studio Miralles-Tagliabue (EMBT), com'é nella tradizione del suo fare progettuale, nasce da uno stretto rapporto logico/empatico con il luogo. Lo spunto ideativo e poi configurativo, che trae linfa, per così dire, da un'attenta e riflessiva analisi delle caratteristiche dell'ambiente urbano circostante, trova la sua traduzione nella fisicità dell'oggetto e nella rappresentatività/significatività della sua immagine. Tale soluzione formale conclusiva si pone, in questo modo, come il punto d'arrivo di un percorso mentale che tiene conto di molteplici piani di lettura e, contemporaneamente, come la trasfigurazione di tale complesso nucleo di questioni in una figura architettonica che cerca, essenzialmente, di coinvolgere emotivamente il riguardante (sia esso il distratto passante, che l'impegnato utente dell'organismo) e ad attrarlo a sé con l'oscura forza del suo magnetismo. Tale effetto è il risultato di una sorta di rovesciamento di senso, in cui il momento razionale subisce un processo di sublimazione nella forma ed essa, a questo punto, si esprime col linguaggio che le è proprio: quello, appunto, del suo messaggio estetico, nonché dei materiali che lo sostanziano rendendolo cosa concreta, tangibile.
«Questo luogo è veramente speciale», scrive Benedetta Tagliabue, «Da qui si può vedere quasi tutta la città. Molte aree convergono qui e il progetto vuole porre in evidenza proprio questo. L'edificio ha preso forma dalle forze che arrivano insieme qui. Un'incredibile energia che proviene dal movimento delle automobili, della gente che passa...del Villaggio Olimpico, con le torri olimpiche...L'edificio vorrebbe essere una sorta di tentativo di mettere tutto questo insieme» (1).
Il progetto consiste in una sommatoria di volumi distinti, ricomposti in un'unità formale. In questo modo, allora, la massa frammentata dell'edificio consente alle sue parti di rivolgersi direttamente ai differenti aspetti, situazioni compresenti nel contesto, che sono un insieme di "emergenze" a carattere sociale/culturale, quali: il vicino porto di Barcelloneta, le sue basse case e le nuove torri, la ferrovia, l'Arco di Trionfo, la Ronda del Litoral, ed altre ancora.

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L'idea progettuale del nuovo palazzo per uffici, fin dai primi schizzi di Miralles del settembre del 1999, accompagnati da brevi e incisive riflessioni sull'essenza dell'edificio e sul carattere formale che l'intervento avrebbe in seguito assunto, tende a svilupparsi lungo due linee, due attenzioni: verso la città e l'ambiente circostante, e verso l'oggetto in sé e le ragioni organizzative della sua immagine, dei suoi spazi.

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Così si legge negli schizzi-appunti di Miralles:
      Bisogna definire l'edificio di Gas Natura come l'assemblaggio di due modelli:
A.   una torre (sottile quanto più possibile)
      "Un cristallo", pannelli di vetro con protezione interna...
B.   e un edificio orizzontale...
      Entrambi gli edifici hanno una tradizione rispetto agli edifici per ufficio...
      In questo caso proponiamo il loro
      assemblaggio...
      Nello stesso tempo organizziamo
      i volumi intorno ad un canale-vestibolo interno di grande altezza
      che permette la trasformazione urbana del vicino
      campo di pallone...
      e di incorporare la memoria delle vecchie costruzioni dell'Associazione del Gas.


La concezione dell'impianto su cui si basa il progetto è quella, dunque, di una contrapposizione di due distinti volumi: l'uno a sviluppo verticale, e l'altro ad estensione orizzontale, composto da un lungo braccio sospeso, realizzato in travi reticolari in acciaio ed ancorato ad una sottostante struttura verticale. I due corpi sono collegati in alto da una struttura a ponte; e questo, consente all'edificio di avere un vuoto centrale, utilizzato come percorso d'attraversamento e d'ingresso alla hall, che si trova all'interno di un ulteriore volume, dal taglio triangolare, direttamente collegato al corpo verticale; il suo taglio diagonale, che lo rende fortemente sporgente, proteso in avanti fin forma quasi aggressiva, appare singolarmente "sbocconcellato"; e tale effetto di "frammentazione" è realizzato mediante un rivestimento in vetro temperato, deformato, che riflette immagini; come analogamente avviene con le superfici vetrate che avvolgono l'intera costruzione.
Tale elaborato gioco di rimandi, di sovrapposizioni d'immagini e di rispecchiamenti delle presenze del mondo esterno che vanno a rifrangersi sulle superfici variamente modellate dell'edificio, conferiscono all'oggetto un effetto di "immaterialità", in senso percettivo, che lo rendono, pur nel suo voluto e perseguito radicamento nel contesto, un oggetto concreto/astratto, secondo un approccio formale/concettuale molto praticato nella progettazione contemporanea che, tuttavia, mette in rapporto, in questo modo, rispetto a tale risvolto programmatico, peraltro non marginale, ricerche assai distanti tra loro.

 

Note

(1)  Il brano di Benedetta Tagliabue è tratto da: EMBT. Enric Milalles, Benedetta Tagliabue. Work in progress, Col.legi d'Arquitectes de Catalunya, Barcelona 2002, p. 196. 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2007-12-13 n. 3 Dicembre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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