L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Complesso Milanofiori Nord PDF

ri logo smallComplesso Milanofiori Nord

OBR | Brescia e Principi

Il masterplan di Milanofiori è caratterizzato da una serie di funzioni (uffici, hotel, ristorazione, cinema, tempo libero, residenze) che insieme definiscono un cluster i cui elementi sembrano seguire una disposizione di tipo paesaggistico, definendo un parco pubblico come estensione del bosco preesistente a nord. Il progetto delle residenze ricerca la simbiosi tra architettura e paesaggio, affinché dalla sintesi degli elementi artificiali e naturali si generino la qualità dell’abitare e il senso di appartenenza da parte degli abitanti (Fig. 7). L’interfaccia tra giardino ed edificio diviene il campo di azione dove si genera interazione tra uomo e ambiente. Questa interfaccia, oltre che dall’impianto a “C” che abbraccia il parco pubblico, viene definita dalla porosità tra interno ed esterno che qualifica tutti i 107 appartamenti del complesso residenziale (Fig. 8).
Le due facciate sono caratterizzate diversamente: più urbana quella verso la strada esterna (Fig. 9) e più organica quella verso il parco interno. Verso la strada il disegno della facciata favorisce il senso di appartenenza grazie alla composizione dei marcapiani orizzontali e dei setti verticali che individuano con chiarezza le singole unità abitative (Fig. 10), generando al contempo un sistema di logge caratterizzate da elementi lignei scorrevoli di diversa densità (scuri totali o filtri parziali). Verso il giardino la facciata è costituita da un sistema continuo di serre bioclimatiche in cui la complanarità tra il vetro esterno della serra e quello del parapetto soprastante crea un effetto dove figura e sfondo invertono continuamente i propri ruoli, producendo effetti caleidoscopici dati dalla sovrapposizione della riflessione del giardino pubblico esterno con la trasparenza dei giardini privati interni (Fig. 11).
La geometria dell’edificio si configura attraverso leggere traslazioni dei livelli più alti in relazione all’irraggiamento solare ed attraverso leggere rastremature delle terrazze esterne a favore di una maggiore introspezione tra gli abitanti.
La serra bioclimatica che caratterizza ogni appartamento assume una doppia valenza: ambientale di termoregolazione ed architettonica di estensione dello spazio interno dell’abitazione verso il paesaggio esterno e viceversa, con modalità d’uso diverse tra estate ed inverno (Fig. 12). Attraverso la sovrapposizione tra i diversi layers naturali (il parco condominiale, le terrazze esterne e le serre bioclimatiche), il progetto ricerca una sorta di “olismo” naturale, in cui l’interazione tra i vari livelli produce all’interno delle abitazioni un paesaggio intensivo personalizzabile direttamente dall’utente.
In linea con le mutazioni dei modi di abitare contemporaneo le residenze Milanofiori sono abitazioni sensibili in perpetua evoluzione, un organismo che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra uomo e ambiente.
Il progetto di Milanofiori indaga i nuovi modi dell’abitare contemporaneo attraverso lo sviluppo di tre temi.

Nomadismo e stanzialità

La vita contemporanea porta ognuno di noi a vivere la casa come luogo in cui si arriva e da cui si parte continuamente, in una mutevole alternanza spazio-temporale. Questa necessità contemporanea ha fatto emergere un concetto nuovo: nel nostro habitat stanzialità e nomadismo convivono nel ciclo vitale dell’esperienza quotidiana. Per poter esprimere questa dualità non basta pensare in termini di tipologie abitative rispondenti ai molteplici requisiti di utenze possibili. Occorre invece un cambio di paradigma che sta proprio nell’invertire la direzione del discorso: dall’oggetto abitazione al soggetto che la abita, l’abitante.

Abitare il giardino

Per affrancarsi dalla presenza ipertrofica del “domicilio” occorre rendere manifesta, al posto dell’abitazione come spazio fisico, la totalità del luogo. Ciò non vuol dire semplicemente sfumare la distinzione tra interno/esterno, ma ricercare quel continuum in cui spazio e tempo si unificano in un’entità non separabile. Per far ciò è stato individuato un espediente: il giardino. Nel giardino (privato, condominiale o pubblico) spazio e tempo si unificano, diventano continui, recuperando – evocandolo – il significato essenziale di abitare nel senso di “aver cura”.

Da complesso residenziale collettivo a sistema polivalente interconnesso

Il progetto ha previsto una serie di spazi aperti destinati alle relazioni sociali in sinergia con gli altri edifici previsti dal masterplan. In questo senso, il tipico utente conduce una “vita interconnessa”, con frequenti spostamenti anche all’interno dello stesso cluster. Si cerca di superare il concetto di “Unità” (d’Habitation) a favore di un sistema polivalente svincolato dai comportamenti della tipica famiglia mononucleare e dalla separazione tra alloggio e luogo di lavoro imposta dalla civiltà industriale, verso nuovi modelli di mutue relazioni, scambi e trasversalità.

 


OBR | Brescia e Principi

Paolo Marcoaldi

OBR, acronimo di Open Building Research, nasce dall’idea di creare una rete tra diverse professionalità ed esperienze, per indagare gli scambi dinamici che avvengono tra uomo e ambiente, nelle aree di confluenza tra architettura e paesaggio. Paolo Brescia (Chiavari, 1970) e Tommaso Principi (Firenze, 1970), dopo un’esperienza di lavoro presso lo studio di Renzo Piano, fondano nel 2000 lo studio OBR, creando un network di studi tra Genova, Milano e Londra, esteso in un secondo momento a Mumbai, Pechino, Il Cairo, Rio de Janeiro e Istanbul. Entrambi collaborano con la Facoltà di architettura di Genova.
Nei progetti di OBR, natura e architettura sono tra loro in empatia, non solo in un rapporto dialogico, ampiamente rimarcato attraverso il sapiente uso di trasparenze e grandi aperture degli edifici sul paesaggio, ma anche, ed in modo molto più interessante, attraverso l’uso di soluzioni tecnologiche mai banali e mai ostentate, in cui si riconosce l’influenza di Renzo Piano. Questa empatia così forte non restituisce all’osservatore un frammento di natura, ma una sua ricostruzione artificiale, una rappresentazione artificiale del mondo.
I progetti di OBR hanno ricevuto premi e riconoscimenti (ar awards riba 2007, plusform 2008, urbanpromo XI biennale di Venezia 2008, Medaglia d’oro all’Architettura italiana della triennale di Milano 2009, Europe 40 under 40 Madrid 2010, Premio In/Arch-Ance 2011, European Architect Forum Award 2011) e sono stati esposti alla biennale di Venezia (2006) e alla mostra londinese Architecture: where to (2007), alla V Bienal de Arquitetura di Brasilia e alla XI Bienal Internacional de Arquitectura di Buenos Aires (2007), all’AR Award Exhibition (Berlino, Budapest e Seoul nel 2008), a Pechino (2009) e all’International Expo di Shanghai (2010). Tra i progetti realizzati in Italia, vanno in particolar modo ricordati :
-    il Museo di Pitagora a Crotone (Fig. 13), in cui i progettisti, sfruttando intelligentemente l’orografia del terreno, danno origine ad un museo che sembra una lingua di terra improvvisamente fuoriuscita dalla collina;
-    le residenze milanofiori Nord del gruppo Cabassi, progetto che è valso ad OBR il prestigioso WAN Award (World Architecture News) per la categoria migliori residenze del 2011.
I progetti più recenti di maggior rilievo sono il nuovo ospedale dei bambini di Parma (Fig. 14), il nuovo lido di Genova Levante e la Shantou University in Cina (Fig. 15).

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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