L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Il terzo tema ha per titolo enfatizzazione del ruolo e della forma della finestra. Nora (2004) è una abitazione che sorge a Danderyd. Si compone di due appartamenti disposti su due piani, ciascuno con livelli sfalsati all’interno. Lo spazio è organizzato come una sequenza di ambienti a spirale. Si tratta di locali di grandi dimensioni senza una gerarchia determinata. Questo consente all’utente a di organizzare la propria vita con estrema libertà. Il progetto presenta due aspetti che meritano attenzione. Il primo è l’enfatizzazione della finestra che diventa elemento emergente, distintivo della facciata; ponendosi, in questo modo, come elemento simbolico rappresentativo della casa, e come tramite tra lo spazio interno protetto e la visione esterna della natura circostante Il secondo è la rimarcata centralità dell’organismo che viene espressa, ora attraverso un sottile legame tra l’interno e l’esterno dell’alloggio, ora attraverso la scala che tende a rimarcare la sua polarità avvitandosi attorno ad un asse centrale che percorre verticalmente l’organismo.

Västra Kajen (2009) è un progetto per due condomini di sei piani che dovranno sorgere a Jönköping (Svezia) in un’area frontistante il lago Vättern. Si tratta di due prismi a base quadrata rivestiti esternamente da un traliccio di legno con aperture di diversa dimensione (alcune delle quali a doppia altezza). Tale struttura è distaccata dalla parete dell’edificio, andando a creare una zona cuscinetto per consentire l’inserimento di balconi. Qui ai temi della geometria come strumento organizzatore e regolatore della forma e della finestra come protagonista nel disegno delle facciate, deve aggiungersi quello della scala posta centralmente come elemento dinamico dello spazio interno. I due condomini, infatti, sono organizzati attorno ad un ampio corpo scala – ciascuno concepito secondo una differente criterio – che attraversa verticalmente il volume canalizzando luce nello spazio circostante.

Il quarto tema ha per titolo ruolo spaziale della scala. Double Helix Tower (2011) è una torre di osservazione che sorge a Barkarbystaden Järfälla in un’area vicino alla superstrada E18 e alla linea ferroviaria che porta al centro di Stoccolma. L’impianto formale è basato sul principio della doppia elica, una figura a spirale dalla interessante per la complessità. In termini pratici, le doppie scale permettono ai visitatori di spostarsi autonomamente su e giù per la torre. Le due scale che si intersecano sono dipinte di colore rosso. Da lontano la torre è percepita come una silhouette grafica o più precisamente come un landmark: la sua sagoma, si staglia in maniera netta contro il cielo e il piatto paesaggio. La torre è in legno per cui è possibile smontarla e riutilizzarla altrove. La sua struttura è resa stabile da una trama di cavi d’acciaio che costituiscono una sorta di pelle trasparente che avvolge l’oggetto.

Il quinto tema ha per titolo nostalgia della tradizione. House Karlsson (2001) è situata sulla costa settentrionale del lago Mälaren (Svezia centrale). Il progetto punta a stabilire, in questo caso, una relazione con le costruzioni rurali e con i granai ancora presenti nel territorio. La costruzione si sviluppa su due livelli. Il piano terra riceve luce, sia dalle finestre, che da tre pozzi di luce che attraversano il piano superiore. Si tratta di una costruzione a basso costo (circa 30-50 per cento in meno rispetto alla media), per questa ragione sono state impiegate componenti edilizie standard. L’esterno è rivestito con pannelli in legno di pino di grandi dimensioni e trattati con catrame rosso: un modo di reinterpretare la tecnica dei tetti in legno in uso per secoli in Scandinavia (per lo più nel nord e nell’isola di Gotland nel Mar Baltico). Tutti i raccordi esterni e i dettagli sono verniciati con lo stesso colore della facciata. In contrasto con l’esterno, l’interno ha colori chiari.

Bergman Center (2010) è la sede del nuovo Centro della Fondazione Bergman a Fårö Island che ha il compito di gestire e sviluppare l’eredità artistica del regista svedese Ingmar Bergman. Situato vicino alla Chiesa di Fårö e alla residenza di Ingmar Bergman a Damba, la nuova sede sarà il fulcro delle attività pubbliche del Centro di Bergman e sarà dotata di una sala esposizione permanente ed altre sale per la cineteca, la proiezione di film, il boohshop, la caffetteria e uno spazio vendita. Sarà anche la base per l'annuale Settimana di Bergman. L’edificio è a L e nella nuova struttura sono incluse due costruzioni esistenti con tetto a doppia falda appartenenti ad una ex scuola. La costruzione ha due livelli. Quello superiore ospita: biblioteca, sale video, uffici e il museo Fårö. Il volume è un prisma dalle linee semplici e asciutte, e punta a stabilire una relazione diretta con l’architettura vernacolare locale dell’isola di Fårö. Il rivestimento esterno è in carta catramata industriale. L’intervento, nel suo insieme, si presenta come un’addizione riconoscibile per il suo aspetto chiaramente contemporaneo che, tuttavia, bene entra in rapporto con il carattere dell’ambiente circostante e del paesaggio agricolo.

Il sesto tema ha per titolo rapporto empatico con la natura. Tree Hotel (2010) è un singolare albergo ideato per l’estremo nord della Svezia, vicino al piccolo villaggio di Harads e al Circolo Polare Artico. Un rifugio sugli alberi, una struttura in alluminio leggera appesa ad un tronco, una scatola rivestita in vetro specchiante di 4x4x4 metri. L’esterno, dunque, riflette l’ambiente circostante e il cielo. L’interno è tutto in compensato e le finestre offrono una vista dei dintorni a 360 gradi. Dal punto di vista funzionale è previsto che struttura sia composta di: un soggiorno per due persone, un letto matrimoniale, un bagno piccolo e una terrazza sul tetto. L’accesso alla cabina avviene attraverso un ponte di corde.

Il settimo tema ha per titolo metafora della matrioska. Garden House (2006) è situata vicino al lago Mälaren ad ovest della città di Stoccolma. La scelta della pianta triangolare deriva da un ripido pendio che attraversa in diagonale il sito. Ma si voleva, inoltre, evitare di esporre un lato della casa all’ombra del nord, che avrebbe reso difficile l’attività del giardinaggio. La Garden House, quindi, è rivolta solo ad est, ovest e sud, verso cui si rivolge facciata più ampia. La doppia altezza del giardino d’inverno funziona anche come un naturale ambiente pre-riscaldatore della fresca aria locale. Il giardino, in effetti, in questo progetto ha un ruolo centrale, per cui attraverso la presenza di questo spazio l’interno ed l’esterno si fondono in una unità. É da segnalare il ruolo della struttura a griglia di legno che si sovrappone, parzialmente, alla facciata per completare la figura di un prisma a base rettangolare. La sua funzione è quella di essere un supporto per la vegetazione, ma per l’autonomia (o il distacco) dalla costruzione che avvolge, si presenta (e quindi è) un contenitore che accoglie in sé l’edificio. Da qui la metafora della matrioska.

Il Moderna Museet a Malmö

Il Moderna Museet Malmö, aperto al pubblico nel dicembre del 2009, è la nuova sede del Moderna Museet di Stoccolma progettato da Rafael Moneo nel 1998 (già presentato su «hortus»). Il museo che sorge lungo la Gasverksgatan nasce dal recupero e dalla trasformazione di una ex centrale elettrica progettata nel 1901 da Giovanni Smedberg. L’intervento di T&V Arkitekter ha richiesto l’aggiunta di un nuovo volume per realizzare a piano terra l’ingresso con uno spazio di accoglienza, la caffetteria e, superiormente, una galleria espositiva. Anche la struttura dell’ex centrale ha richiesto al suo interno delle trasformazioni. Sono state inserite due nuove scale per consentire ai visitatori di spostarsi dalla sala delle turbine alle sale espositive della nuova costruzione. Le scale sono racchiuse tra due pareti che, a loro volta, dividono in tre ambienti, di diversa dimensione, la sala delle turbine che è lo spazio espositivo più ampio. Il nuovo volume aggiunto si contraddistingue per il rivestimento metallico traforato di color arancione che avvolge la struttura in cemento armato come una seconda pelle. La scelta del colore, in qualche modo, cerca di richiamare quello della facciata esistente in mattoni, ma soprattutto tende a richiamare su di sé un’attenzione: il segno di una nuova presenza e di una sensibilità del tutto contemporanea. La superficie forata conferisce alla facciata una profondità visiva attraverso l’ombra dinamica che si viene a creare per via della presenza, a pochi centimetri di distanza, di un vetro retrostante, corrispondente all’ampia finestra che illumina la caffetteria.


Note   
(1) Josephine Minutillo, Una coppia di svedesi scuote l'establishment architettonico con un design semplice, «Architectural Record», http://archrecord.construction.com/features/designvanguard/2009/09Tham-Videgard.

Moderna Museet Malmö
Committente Stadsfastigheter i Malmö
Progettisti Tham & Videgård Arkitekter
Responsible Architects Bolle Tham and Martin Videgård
Project Architect Mia Nygren
Architetti Carmen Izquierdo Làzaro (Façade Architect), Helene Amundsen, Susanna Bremberg, Andreas Helgesson, Eric Engström, Mårten Nettelbladt, Marcus Andrén, Dennis Suppers, Alina Scheutzow, Suzanne Prest, Julia Gudiel Urbano
Impresa NCC
Ubicazione Gasverksgatan 22, Malmö, Svezia
Inizio costruzione 2008
Termine costruzione 2009
Superficie mq 2650
Area espositiva mq 925

Si ringrazia Tam & Videgård Arkitekter per aver consentito la pubblicazione di foto e disegni dei diversi progetti.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2012-12-27 n. 63 Dicembre 2012

 



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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