L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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architetture_cipollaIstituto comprensivo "Raffaello" nel quartiere Romanina

Un'opera romana di Herman Hertzberger

Claudia Bernardini

01 AHH I Mosaici School sketch Herman Hertzberger
«La continuità, mediante la quale una serie di gradi conduce l’osservatore dalle unità minori alle maggiori, contribuendo così a connettere insieme l’intera struttura, è requisito primario e fondamentale di tutto il comporre artistico.» (1)

Di quattro unità architettoniche, una palestra, una mensa e un auditorium si compone l’istituto comprensivo “Raffaello” alla Romanina, progettato dall’ Architectuurstudio HH in collaborazione con l'Arch. Marco Scarpinato.
La coerenza, nella forma e nella struttura, alla scala architettonica e a quella urbana, sembra essere il requisito che più di ogni altro riesce a definire sinteticamente quest’opera, che nasce da un sistema spaziale in grado di garantire autonomia al singolo edificio, e stabilire allo stesso tempo quelle relazioni che lo legano al contesto urbano.
L’edificio scolastico è stato presentato lo scorso 28 settembre 2012, con una lezione tenuta dal  Prof. Arch. Herman Hertzberger nell’auditorium della scuola, durante la quale sono state illustrate le principali scelte progettuali.

Otto aule, un patio, e una serie di uffici e ambienti di servizio, sono gli elementi che costituiscono ogni unità architettonica. La volontà di dotare ogni nucleo di aule con una corte centrale è il presupposto da cui ha origine la forma a U di ogni unità, adatta ad ospitare il patio, intorno al quale si organizzano gli ambienti interni.
Le quattro unità architettoniche sono aggregate intorno ad un asse centrale, al quale si agganciano richiudendosi sulla corte. Lungo quest’asse, proprio come nella “strada principale” di una città, si incontrano le funzioni collettive, necessarie per lo svolgimento delle attività scolastiche, che costituiscono l’eccezione al sistema più regolare delle aule: la mensa, l’auditorium e la palestra.
Coerentemente con le unità architettoniche, anche l’impianto strutturale è basato sulla ripetizione per file parallele di unità elementari: lunghe travi, sorrette da file di pilastri, coprono interamente la dimensione trasversale dell’edificio.

Seguendo la stessa logica, sia la struttura che la forma ricorrono ad un sistema impostato sull’iterazione di elementi simili, che affidano al tipo di aggregazione la conformazione di spazi differenziati, garantendo anche la possibilità che l’edificio cresca o si modifichi nel tempo, a seconda delle necessità.

 

02 AHH I Mosaici School Model
Architectuurstudio HH, fotografia del modello.
03 AHH I Mosaici elementary building units
Architectuurstudio HH, diagramma delle unità architettoniche.
04 AHH I Mosaici School scheme structure 2
05 AHH I Mosaici School scheme structure 4
Architectuurstudio HH, diagrammi della struttura.

La scuola si trova qualche metro più in basso rispetto alla quota urbana, quasi a ricordare la traccia di un vecchio rudere. L’area sulla quale insiste costituisce in questo modo un recinto, fortemente riconoscibile proprio grazie al limite rappresentato dal salto di quota. Le gradonate/sedute che circondano il terreno di gioco, che si estende su due lati dell’edificio, risolvono il passaggio tra le differenti quote, e identificano i due ingressi alla scuola: ne risulta uno spazio ampio, aperto alla vista ma ben circoscritto fisicamente, protetto dalla strada ma visibile anche da lontano, funzionale anche per attività didattiche all’aperto.
L’impianto architettonico è impostato su due assi: uno longitudinale strutturante l’edificio, l’altro trasversale individuato dalla presenza dei due ingressi. Entrambi organizzano lo spazio alla scala architettonica, e si legano al contesto urbano in quanto prosecuzione ideale delle strade esistenti.

06 bing
Vista aerea dell’intervento
 

L’edilizia scolastica è un tema progettuale ampiamente sperimentato da Hertzberger, che sottolinea l’importanza di adottare soluzioni spaziali in grado di supportare e alimentare il lavoro educativo della scuola, a qualsiasi livello di apprendimento.
«L’esattezza non è vista come morta immobilità, ma come equilibrio attivo di forze concentrate;….. Una persona, o un animale, esige chiarezza e semplicità per potersi orientare; equilibrio e unitarietà per godere di tranquillità e funzionare bene; varietà e tensione per esserne stimolato.» (2)
Alla semplicità progettuale di quest’opera corrisponde una forte complessità spaziale. Il metodo adottato, basato sull’individuazione di unità elementari ripetute in modo da configurare assetti differenti, viene utilizzato come strumento per ottenere quella ricchezza spaziale che caratterizza ogni singolo ambito, concepito come  variante di un sistema più ampio e complesso. La qualità degli spazi che ne risulta è ottenuta sia grazie a scelte di tipo geometrico/spaziali, sia grazie a soluzioni più di dettaglio.
L’asse centrale tiene insieme, e al tempo stesso distribuisce, gran parte degli ambienti della scuola, sia interni sia esterni, offrendo a chi lo percorre continui cambi percettivi dovuti alla dilatazione e al restringimento dello spazio. Questa sequenza spaziale di volta in volta  cattura lo sguardo su ciò che avviene lateralmente: la presenza di una corte attraverso la quale si intravedono le aule, la mensa oltre la quale si vede il terreno di gioco, le gradonate dell’auditorium che proseguono fisicamente anche all’esterno.
La trasparenza degli spazi votati all’apprendimento alimenta il confronto reciproco ed è uno stimolo per il lavoro di ognuno.
Ogni aula ha un rapporto fisico diretto con lo spazio esterno del patio, e una relazione visiva con le aule ad esso adiacenti. Vetrate a tutta altezza delimitano la superficie delle aule, che può essere estesa nello spazio di distribuzione interno, fino alla corte. Ne deriva una continuità spaziale che permette un utilizzo completo e specifico di tutti gli ambienti della scuola che risultano versatili alle esigenze del lavoro didattico/educativo. La condivisione degli spazi di lavoro, intesa sia per attività di gruppo sia per compiti individuali, stimola il reciproco interesse verso le attività didattiche proposte. Come sottolinea Herman Hertzberger, la condivisione degli spazi è di per sé una forma di educazione, rappresentando un “collante sociale” che costituisce la “metafora di un modello di società”.
La flessibilità degli spazi d’uso, garantita a gran parte degli ambienti scolastici (dalle aule alle mensa), arricchisce di possibilità e di stimoli il quotidiano svolgimento delle attività didattiche, permettendo di sfruttare tutti gli spazi della scuola nella maniera più appropriata in base alle differenti esigenze di studenti e insegnanti.

   
   
  


Note
(1) R. ARNHEIM, Verso una psicologia dell’arte, Torino, Einaudi, 1969
(2) Ibidem

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
BERNARDINI Claudia 2012-11-22 n. 62 Novembre 2012
 
Hortus

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Alter-azioni

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hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

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