L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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architetture_cipollaL’atmosfera scolpita

Sulle terme di Vals di Peter Zumthor

Federica Fava

fava_zumthor_t«Gli alberi di albicocche esistono; le felci e anche le more di rovo esistono. Ma la bellezza?» (1)

Dov’è la bellezza? È intorno a questa domanda, difficile quanto affascinante, che da sempre si muove il lavoro di Peter Zumthor. A questo interrogativo, appuntato nel ‘98 in uno degli scritti che compone Pensare Architettura, l'architetto sembra formulare la sua personalissima risposta solo anni dopo, introducendo tra le categorie del suo lavoro una qualità estremamente poetica: l’atmosfera.
È questo allora, il segreto della bellezza delle Terme di Vals?

«L’edificio evoca una grande pietra porosa» (2). Con questa immagine Zumthor sintetizza uno dei suoi lavori più importanti, tracciando l’inizio di una narrazione che parla di scultura, di empatia e di poesia.
Come le Terme, Vals è un piccolo paese circondato dalla pietra delle montagne che custodiscono l’acqua termale, diventata da tempo la sua fortuna. Acqua e pietra non possono allora non tradursi nei materiali fondamentali di un’architettura che abbia come obiettivo quello di voler sembrare lì da sempre, per diventare strumenti carichi di significato nelle mani di un architetto che proprio della materia e della concretezza fa il filo conduttore che unisce tutti i suoi lavori.
Centrale infatti nella sua architettura, è il “saper riconoscere” per rivelare, attraverso il processo artistico, la natura poetica dei materiali, imparando ad avvicinarli fino ad ottenere uno spazio melodico che abbia, al pari della musica, la forza di coinvolgere completamente chi lo attraversa.
Pietra e acqua vibrano quindi all’unisono e, nelle terme di Vals, è per mezzo della sapienza scultorea che il corpo sonoro dell’architettura si concretizza; già negli schizzi preparatori sembra infatti chiara la volontà di svelare una presenza vivente nascosta nella stessa sostanza “solida” (Fig.1).

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Fig. 1

In un’intervista del 2001 Zumthor chiarisce questo aspetto che lega l’architettura all’arte affermando che «a partire dal XX secolo fare architettura è una vera e propria arte, in quanto, in modo simile alla pittura, crea l’esigenza di vedere in modo diverso le cose, di sviluppare potenziale critico» (3).
Vedere in modo diverso. Questo è il centro della rivoluzione personale dell’architetto; “osservare un po’ più a lungo”, per scoprire nella materia dell’architettura come nelle cose del mondo l’essenza autentica, sarà infatti la peculiarità che gli permetterà di riservarsi un posto tra gli architetti “atmosferici” nel lavoro di Tonino Griffero.
Proprio nelle pagine iniziali di Atmosferologia, nell’arduo tentativo di descrivere l’atmosfera, il filosofo usa la nota affermazione con cui Agostino introduce l’enigma del tempo: «Se nessuno me lo chiede, lo so: se voglio spiegarlo a chi me lo chiede non lo so più» (4), anticipando la complessità dell’argomento esaminato. Come è possibile allora progettare quelle atmosfere che sfuggono persino ad una precisa definizione?
È proprio nel tentativo di “fissare” questa caratteristica così sfuggente che l’atmosfera prende posto non solo come categoria della bellezza ma anche come “parola” all’interno di un vocabolario personale che Zumthor definisce nei suoi scritti. Corpo, luogo, memoria, cosa, passione, sensazioni, atmosfera sono i nomi che l’architetto dà alle “cose”, descrivendo un “modo di vedere” vicino all’approccio di artisti come Joseph Beuys, che a tratti sfiora la ricerca spirituale.

Atmosfera e stratificazione

Nelle Terme di Vals il processo costruttivo ha inizio dalla forte empatia con il paesaggio, con la potenza della roccia, che strato su strato ha definito l’orografia del territorio, le montagne e le valli; dalla dialettica che si instaura tra queste componenti, dall’ascolto delle “emozioni”, nasce infatti l’idea di utilizzare come principio regolatore generale quello della stratificazione.
Stratificare per rafforzare l’architettura; nei bagni termali è infatti la volontà di far esprimere l’aspetto monolitico ad animare la definizione dei dettagli e dei volumi. Questa volontà si ritrova allora nel costruire scavando la pietra fino a dentro la terra per far emergere l’acqua e insieme, arrivando in profondità nel pendio, fino a ricavarne un volume poroso. In questo una perfetta corrispondenza tra disegni e intenzioni è subito evidente: alla disposizione a gradoni degli ambienti in sezione, interamente sigillati nella roccia fino alla copertura che prosegue artificialmente il movimento del pendio, corrisponde, in pianta, la disposizione di blocchi compatti verso la montagna che, gradualmente, “si allenta” procedendo verso la valle, permettendo all’atmosfera densa e stratificata dell’architettura di lasciarsi attraversare da quella del luogo (Figg. 2-3).

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Fig. 2 Fig. 3

Questo meccanismo ulteriormente dichiarato nella progressione dimensionale dei percorsi dalla montagna al prospetto racconta inoltre, ancora una volta, la “fatica” del lavoro scultoreo dello scavo (Fig. 4). Dall’ingresso, al quale si arriva da una galleria sotterranea che connette la nuova struttura con l’albergo, si procede attraversando spazi stretti e allungati, completamente privi di illuminazione naturale; solo delle brevi pause tra i volumi permettono allo sguardo di traguardare, mentre l’altezza ridotta dello spazio aumenta procedendo verso la balconata principale, svelando in maniera ancora parziale il sistema spaziale.
La conquistata vista dominante che si ha in questo punto non è infatti ancora completamente libera ma, al contrario, continuamente contraddetta e ostacolata dai piloni che proteggono le piscine. I passaggi di quota che proseguono fin dentro le vasche d’acqua funzionano come un Raumplan ma, oltre a differenziare e movimentare lo spazio, sono espedienti necessari per dare origine all’atmosfera generale dell’opera stessa (Fig. 5).

fava_zumthor_04 Fig. 4
fava_zumthor_05 Fig. 5

L’ideazione dell’opera asseconda quindi la ricerca non di un’immagine prestabilita ma, piuttosto, la definizione di uno spazio in grado a sua volta di generare un luogo dai caratteri atmosferici.
La stratificazione fisica che ne emerge inizia perciò da un processo di stratificazione mentale, che significa sviluppare la forza del progetto a partire dalla realtà delle caratteristiche che lo condizionano. «Montagna, pietra, acqua, costruire in pietra, con la pietra, dentro la montagna, costruire fuori dalla montagna, essere dentro la montagna: il tentativo di dare di questa catena di parole un’interpretazione architettonica ha guidato il progetto e, passo dopo passo, gli ha dato forma» (5). Ogni elemento diventa allora funzionale a questo principio originale, studiato a sua volta per suonare la nota giusta dentro la melodia dell’architettura.



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

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Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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