L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriUna metamorfosi osmotica

Residenze e servizi per la riqualificazione di Tiburtino III

Tesi di laurea di Sibilla Frattaroli
Relatore Vincenzo Giuseppe Berti
Correlatore Tiziano Tozzi

frattaroli_tIl progetto prende spunto da un concorso internazionale “PASS-Progetto Abitazioni Sociali Sostenibili” promosso dall’Ater di Roma, con oggetto la riqualificazione di parte del Piano di Zona N°15 bis, Tiburtino III. Tema del concorso è un progetto unitario di  riqualificazione di tutte le aree libere aperte e coperte, la realizzazione di 120 nuovi alloggi al piano terra e in copertura e l’inserimento di nuovi servizi per il quartiere. L’obiettivo del concorso è quello di trovare un nuovo assetto organico, che invertendo gli ordini di priorità esistenti sia in grado di restituire spazi pubblici agli abitanti e di dare al quartiere nuova linfa innestando mixitè sociale, approfofittando della nuova domanda di alloggi che caratterizzano il nostro momento storico.


L’area è situata nel quadrante Nord-Est di Roma, all’interno del Gra, nei pressi del Parco dell’Aniene. Il Piano di Zona N°15 bis è l’ultimo di tre (PdZ 14 e 15, Tiburtino Nord e Sud) che si formarono a cavallo degli anni ’60 e ’70, seguendo i modelli insediativi tipici degli anni ’70. L’identità di questo luogo ha però origini più lontane. Tiburtino III nasce in pieno regime fascista, nel 1924 il programma per la “Terza Roma” comprendeva un piano di sventramenti del centro storico, che contribuì a determinare un gran numero di sfollati, per i quali saranno realizzati nuovi insediamenti, denominati borgate, sparsi nell’agro romano. La borgata di Santa Maria del Soccorso, dall’omonima chiesa che venne realizzata nel 1937 da Tullio Rossi, fu realizzata tra il 1935 e il 1937 ad opera di Giuseppe Nicolosi e Roberto Nicolini, autori anche delle borgate del Quarticciolo, del Trullo e del Villaggio Breda. Il complesso comprendeva 20 fabbricati e 515 alloggi ed era pensato come un vero e proprio quartiere, con una complessa articolazione dello spazio pubblico che in fase esecutiva non fu realizzato. L’impianto, ortogonale alla via Tiburtina, presentava diverse tipologie con altezze variabili (ballatoio e schiera). L’architettura era semplice, in un’ottica di rispondenza alle ragioni di economicità che caratterizzavano simili interventi, edifici spogli di ogni ornamento con finitura di intonaco giallo ocra. Negli anni ’70 la borgata, che dopo il Piano di Zona prese il nome di Tiburtino III, era fatiscente.
Con la legge N 167 del 1962 Tiburtino III fu inserito tra gli interventi di ristrutturazione urbanistica.
Il progetto del 1972 porta la firma dell’Ing. Luigi Biscogli, Guido Gigli, Amedeo Moraggi, Gian Ludovico Rolli, Claudio Tiberi, Giorgio Zama e dell’Arch. Roberto Nicolini. Il nuovo insediamento non ricalca le giaciture della vecchia borgata e si allinea con il vicino Tiburtino Sud. Nel progetto sono distinguibili tre nuclei: il primo nucleo consiste in una serie di edifici in linea di 8 piani  e da edifici a C di 5 piani, che formano delle corti aperte su via Grotta di Gregna. Il secondo a Sud è caratterizzato da tre lunghi edifici che chiudono il quartiere, con la stecca su via Mozart posta in posizione baricentrica a destinazione mista. Il terzo nucleo consiste in edifici a blocco di 4 piani, disposti all’estremità dell’area, che furono realizzati solo in parte. Della vecchia borgata rimasero la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, il gruppo di edifici a 5 piani e due edifici di Nicolini nei pressi di via del Frantoio.A Tiburtino III, come nella gran parte dei Piani di Zona, si realizzarono solo le abitazioni a scapito dei servizi. Negli anni ’80 furono operati degli interventi di completamento e sostituzione degli edifici della borgata ancora esistenti. Tiburtino III oggi si presenta come un quartiere fantasma, la totale mancanza di spazi verdi attrezzati, luoghi di aggregazioni, servizi alla residenza rendono il quartiere desolato e vittima di totale abbandono. Tale condizione non è determinata da un’eccentricità o da uno scollamento con la città  che ormai ingloba il quartiere.
Ad inasprire le problematiche legate all’inadempienza alle regole del Piano di Zona, infatti, è un’impostazione di progetto che sembra aver determinato l’abbandono e il degrado di tutte le aree esterne e dei piani terreni liberi. Il piano alla quota 0.00 pur senza delimitazioni o confini presenta numerosi ostacoli alla percorrenza pedonale e carrabile, da ricercare nella fitta rete di elementi che caratterizzano il progetto architettonico. L’automobile governa il disegno a terra ed impone un insieme di elementi costruiti troppo denso che complica l’accessibilità e la permeabilità visiva e nega il collegamento diretto, sia pedonale che carrabile, tra via Grotta di Gregna e via Mozart.
Il Piano terra porticato è caratterizzato dall’alternanza di vuoti, di cantine e vani scala che seguono una composizione molto rigida; a questo si aggiunge che tutta la piastra del piano terra è rialzata rispetto alla quota stradale di 70 cm e delimitata lungo tutto il perimetro da parapetti in cls. La continuità con il paesaggio, riferimento basilare nell’utilizzo dei piani porticati in epoca moderna, risulta venire meno. La frammentazione e la mancanza di illuminazione adeguata hanno reso questi spazi sottoutilizzati e spesso soggetti a vandalizzazione.
La proposta mira alla definizione di un progetto che funga da collante tra la moltitudine di elementi che in passato si sono aggiunti e sostituiti seguendo la logica della necessità, senza un disegno ordinatore comune e senza mai volgere uno sguardo interessato all’intorno. Il progetto tenta di ritrovare le relazioni perdute nella stratificazione storica senza regole al fine di riscoprire nell’identità della vecchia borgata, ancora fortemente percepita dagli abitanti, quell’impulso in grado di ridare nuova linfa al quartiere. Il progetto si inserisce in un contesto eterogeneo e frammentato e lo spazio aperto, che investe simultaneamente tutte le parti della città, attraversandole, diventa inevitabilmente la chiave di lettura. Ricucire i margini. Ritrovare le relazioni e le continuità con il tessuto della borgata, che l’impostazione del Piano del ’72 aveva completamente ignorato. Restituire funzioni al margine opposto, mediante l’inserimento di nuovi servizi, come previsti dal Piano del ’72, al fine di identificare un fronte su via Grotta di Gregna. Da questa nuova linfa anche lo spazio aperto del quartiere trova una nuova configurazione, propagandosi come un impulso esso si sviluppa relazionandosi agli elementi che incontra lungo il proprio cammino, talora prevalendo, talora regredendo o incurandosene.
Il suolo si deforma per effetto dell’impulso, instaurando relazioni con il contesto e gli edifici stessi del quartiere, con una direzione prevalente est-ovest e definisce tre macro aree destinate ed attrezzate per funzioni diverse.
I numerosi vincoli imposti dalla fitta maglia strutturale a croce sono divenuti strumento per l’identificazione degli alloggi al piano terra, il telaio strutturale a vista diviene una corona che incornicia le stanze della casa e, opportunamente carterizzato, diventa alloggiamento dei nuovi impianti. Gli alloggi in copertura sono in pannelli autoportanti in legno intelaiati, al fine di gravare il meno possibile sul solaio di copertura, e pensati quasi come degli alloggi “ a patio interno” per sfruttare l’ombreggiamento e la ventilazione naturale. Al fine di contenere lo scorretto comportamento termico e l’elevato grado di infiltrazione dell’acqua, dovuti a materiali e tecnologie impiegate in maniera scorretta e che comportano ingenti costi di gestione e manutenzione, si è optato per lo smantellamento degli elementi prefabbricati in c.a e la sostituzione con parete ventilata rivestita in cotto.
Vincenzo Giuseppe Berti
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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