L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

recensioni_verzaAntonello Marotta

Mansilla+Tuñon

Michele Costanzo

mansilla_tu_on_libroIl libro di Antonello Marotta sull’opera di Mansilla+Tuñon è un intreccio ben strutturato di indagini tematiche, di percorsi storici, di analisi progettuali, di riflessioni e approfondimenti critici, di profili intellettuali e di elaborazioni creative. È come un obiettivo di una macchina fotografica che, manovrato con un preciso intento critico, cerca di mettere a fuoco gli elementi di un dipinto: ora le figure in primo piano, ora il contesto in cui si collocano, ora le altre presenze con cui si relazionano, ora i dettagli che mettono in luce alcuni dei loro specifici caratteri. In questo senso, dunque, il testo rappresenta un intreccio di letture che alla fine si fondono, cogliendo l’essenza del lavoro dei due progettisti e del loro stesso modo di essere e di concepire la progettazione.


Il percorso teorico del libro è scandito in sette tappe, ovvero sette capitoli, più le schede riguardanti le opere: un itinerario che attraversa e avvolge la ricerca di Mansilla+Tuñon delineando, nel contempo, un quadro delle vicende culturali che hanno contraddistinto gli ultimi decenni.  
Per un lungo periodo – dopo la laurea all’ETSAM di Madrid (Tuñon nel 1981 e Mansilla nel 1982) – lavorano presso lo studio di Rafael Moneo, per poi formare nel 1992 un proprio studio che diventerà, nel corso dei recenti anni, un punto di riferimento per la cultura architettonica spagnola.
Emilio Tuñon e Luis Moreno Mansilla fanno parte di quella generazione di architetti che hanno visto nel riduzionismo formale (per non abusare del termine “minimalismo”), nella liberazione della figura architettonica da ogni eccesso, un modo per ritrovare gli elementi di controllo del processo ideativo. E questo, per la loro volontà di riportare il tema progettuale a porsi come una costante risposta alle esigenze materiali e spirituali dell’uomo. Si tratta, come sottolinea Marotta, di un’esigenza fortemente sentita in Spagna, che avrà un suo particolare sviluppo dopo la scomparsa di Franco. Una spinta al cambiamento che non è solo una presa di distanza dal postmoderno, ma un bisogno di rinnovamento percorso da una forte tensione critica. Non a caso, nel 1993, Tuñon e Mansilla fondano con Luis Rojo la rivista on-line Circo (a disposizione di chi accede al loro sito e strutturata, nel suo formato, in modo da essere stampata). Un “bollettino tecnico”, come i due architetti spagnoli amano chiamarla, che punta ad aprire un dialogo con artisti, intellettuali e, naturalmente, progettisti. Il contatto (diretto e indiretto) con artisti quali Calder, Marcel Duchamp, Max Bill, Donald Judd ed numerosi altri, risulterà essere per Mansilla+Tuñon un fondamentale fattore di stimolo creativo.
La loro produzione in un primo momento sarà incentrata sull’assetto geometrico del ‘contenitore’ architettonico, sulle questioni tecniche che lo riguardano, sui materiali, sulle sue modalità costruttive. Successivamente, emergerà l’interesse nei confronti dell’esterno dell’oggetto, delle sue caratteristiche, dei rapporti tra costruzione e paesaggio (naturale o artificiale).
Marotta, di questo percorso, individua tre passaggi: il primo è costituito dalla definizione del volume, «[…] essenziale, concluso e da scoprire all’interno, quando l’esperienza minimalista viene recuperata per la capacità di riduzione, di espressione materiale e di strutturazione costruttiva; il secondo dalla geometria che «[…] diventa un campo combinatorio, sviluppato per successive moltiplicazioni di una cellula, che può cambiare conformazione, sul principio, da loro sempre auspicato , dell’uguaglianza e della differenza; e il terzo, «[…] che, rivolgendosi ad interventi in aree di mediazione tra la città compatta e quella diffusa o in ambienti paesaggistici, unisce la ricerca totemica del minimalismo con quella processuale delle piattaforme Land Art» (1).
Questo ultimo nucleo tematico è efficacemente rappresentato dal progetto per il Museo della Cantabria (2003) scelto, peraltro, da Marotta come immagine di copertina. In questo progetto Mansilla+Tuñon prendono come punto di riferimento una precisa sagoma di montagne, con l’intento di creare una sorta di bosco artificiale composto da rocce che sono però lo sviluppo in altezza di una sommatoria di figure trapezoidali che, come nel progetto per il MUSAC, compongono la pianta. Tali volumi irregolari non sono altro che dei grandi lucernari.
«Queste montagne rocciose», osserva Marotta, tendono ad individuare un punto di continuità con il «[…] ciclo della energia che si rinnova, con la circolarità come luogo del sogno e dell’origine della vita» (2).
Nel Museo della Cantabria ritornano, anche, le architetture di pietra del passato, il senso contemporaneo dello scavo, dell’erosione, dell’adattamento al suolo, della costruzione di dimore all’interno di masse rocciose. Il museo comunica una natura incombente, granitica, che oppone la sua resistenza al perdurare del tempo» (3).
Poco dopo l’inizio della distribuzione del libro di Marotta, è stata annunciata l’improvvisa morte di Luis Moreno Mansilla, all’età di 53 anni. La sua scomparsa lascia aperto il futuro di Mansilla + Tuñón, uno degli studi d’architettura spagnoli tra i più apprezzati in campo nazionale e internazionale.

Note
(1) Antonello Marotta, Mansilla+Tuñon, Edilstampa, Roma, 2012, p. 67.
(2) Ibidem, p. 78.
(3) Ivi.

 

Autore Antonello Marotta
Titolo Mansilla+Tuñon
Editore Edilstampa
Città Roma
Anno 2012
Pagine 192
Prezzo € 22

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele
2012-06-13 n. 57 Giugno 2012
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack