L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaMonica Bruzzone, Lucio Serpagli

Le radici anonime dell’abitare moderno

Il contesto italiano ed europeo (1936-1980)

Luca Arcangeli

bruzzone_serpagliIl testo è frutto di due tesi di dottorato condotte a Genova, coordinate da Aldo De Poli e discusse nel 2005. Diviso in due parti, affidate rispettivamente ai due autori, il libro si pone l’ambizioso obbiettivo di illustrare le fonti definite “anonime” della modernità.
Occorre sottolineare che un generale interesse per queste tematiche è costantemente presente nella cultura architettonica moderna. Va altresì rilevato che in questi anni la tematica sembra riaffacciarsi in maniera più acuta, come testimoniano le ricerche coeve, o di poco antecedenti, condotte oltreoceano (1).


Il tema affrontato porrebbe immediatamente un problema di carattere semantico proprio della nostra lingua: come già rilevato anche da altri, ad esempio Alessandro Carrera dell’Università di Houston, “l’argomento al quale ci si riferisce non ha nemmeno un nome preciso: è l’architettura fatta dal popolo e non dagli architetti, l’architettura popolare, primitiva, spontanea, vernacolare. Mentre in inglese si è ormai optato per vernacular architecture, in italiano sussistono ancora incertezze terminologiche…” (2). A tale problema il libro non fornisce risposte, dando per scontato che ci si riferisca all’architettura, magari incolta ma di grande tradizione delle capanne dei pastori dell’Agro Pontino, dei trulli di Alberobello, delle cascine della Lombardia o delle case in pietra dell’isola di Capri. Soprassedendo a questa mancanza di precisione si può iniziare la lettura.
Il libro si apre con il saggio di Lucio Serpagli. Diviso in due parti il testo si occupa, nella prima, della relazione tra architetture e paesaggio, e nella seconda della scala architettonica. L’indagine storico-critica, basata sulla costruzione di categorie a carattere puramente estetico e non ben definite, lascia confusi. In sostanza il testo manca di una struttura chiara e leggibile e il risultato sembra essere più vicino ad una piacevole dissertazione che ad una ricerca di cui siano chiari strumenti ed obbiettivi.
Monica Bruzzone, autrice della seconda parte del libro, scende di scala e contemporaneamente avanza nel tempo occupandosi del periodo che va dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. Nel suo testo si pongono due tematiche chiave, ovvero l’approccio al dettaglio e il ruolo dell’architetto, ma anche qui l’analisi è debolmente strutturata e i temi proposti vengono rapidamente sintetizzati.
Il breve testo di Nicola Braghieri e qualche citazione di opere e architetti stranieri contenuta nella “trattazione” della Bruzzone, sembrano essere gli unici spazi in cui gli autori intendono rispondere alla questione europea. Tematica che pertanto sembra essere affrontata solo marginalmente e in modo non approfondito, al punto renderne poco giustificata la presenza nel sottotitolo del libro.
Il testo inoltre non è supportato da un apparato iconografico sufficiente a renderlo comprensibile senza bisogno di materiale aggiuntivo.
Tuttavia occorre dire che dal punto di vista didattico il libro può essere comunque utile in quanto cita numerosi esempi e testi che possono costituire, per un lettore digiuno di tali argomenti, un primo basilare quadro di riferimento da cui partire per successivi approfondimenti.
In conclusione il maggior pregio del testo sembra essere quello di aver nuovamente sollevato la questione del ruolo della componente “anonima” nella costruzione della modernità italiana, questione che tuttavia non risulta trattata in maniera esaustiva.

Note

(1) Basta ricordare, tra tutte, l’articolo del 1997 di Francesco Passanti The vernacular, Modernism and Le Corbusier, o il libro Vernacular Modernism: Heimat, Globalization, and the Built Environment di Maiken Umbach e Bernd Huppauf, del 2005, o ancora Modern Architecture and Mediterranean: Vernacular Dialogues and Contested Identities di Michelangelo Sabatino e Jaen-Francois Lejune del 2010, ma forse più di tutti il bel testo dello stesso Sabatino, Pride in Modesty: Modernist Architecture and the Vernacular Tradition in Italy del 2011.
(2) CARRERA A., Dalla capanna alla nuova architettura, in “Cultura”, 2010, 8.

Autore Monica Bruzzone, Lucio Serpagli
Titolo Le radici anonime dell'abitare moderno
Editore Franco Angeli
Città Milano
Anno 2012
Pagine 160
Prezzo € 21
ISBN 9788856835212

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
ARCANGELI Luca 2012-06-12 n. 57 Giugno 2012
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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