L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaAlessandra Criconia

L'architettura dei musei

Daniela Fonti

criconia_museiDiciamo subito che il libro, che trae spunto dalla lunga esperienza didattica condotta dall’autrice, si presenta in una veste volutamente castigata come uno strumento didattico finalizzato a guidarci nella comprensione di uno dei fenomeni più complessi che le società avanzate hanno promosso negli ultimi tre decenni: lo sviluppo dei musei e in particolare di quelli dedicati all’arte contemporanea; fenomeno che ha investito più che riguardato le società avanzate e che sembra ora in una positiva fase di ripensamento.

Dietro questo obbiettivo apparentemente modesto il libro cela una struttura ricca e complessa, che sistematizza e governa una serie di dati che non riguardano solo l’architettura del titolo (già di per sé materia sufficiente per una pubblicazione), ma tutto un ordine di considerazioni molto più ampie e non ricomprese nell’analisi dell’evoluzione formale del contenitore museo; vale a dire che affronta la tematica del dialogo fra il contenitore e le collezioni, fra lo spazio e l’allestimento, fra il museo e l’ambito urbanistico che lo ospita o lo promuove, e da ultimo la dinamica stabilita fra le politiche culturali dei paesi avanzati e le operazioni rese visibili dalla costruzione del museo.

Il libro supera così l’ambito ristretto di tanti specialismi che di rado dialogano fra di loro; in primo luogo quello degli architetti che presentano sulle riviste di settore gli edifici museali appena costruiti e ne permettono quasi sempre la pubblicazione da vuoti, perché se ne apprezzi appieno la qualità – se non l’originalità – degli spazi, ma così facendo dimenticano che il museo non è un edificio che si possa pensare vuoto, perché le opere non ne sono l’arredo, ma il necessario complemento organico senza il quale semplicemente quegli spazi, per come sono progettati, non hanno ragione alcuna di esistere. Gli altri specialismi sono quelli rappresentati dai museologi, che molto spesso ragionano in modo astratto delle funzioni legate al museo, della loro integrazione e dell’organizzazione, mettendo da parte le esigenze dello spazio destinato a rendere il museo quello che è, cioè un edificio che concretamente riveste la funzione di una forma. Infine si possono aggiungere i teorici di altre discipline recentissime, come la teoria dell’allestimento, nella quale di nuovo si confrontano le ragioni dello spazio e quelle imposte dall’ordinamento per percorsi conoscitivi delle opere; solo in parte, l’ordinamento, coincidente con l’organizzazione dello spazio pensato dall’architetto, dagli economisti della cultura ecc…
Ora il libro mette in rete in modo assai conseguente tutte queste diverse competenze, dando al volume una completezza di approccio sin qui inedita nelle molte recenti pubblicazioni di settore, che si risolve nell’ammirevole chiarezza assegnata alla distribuzione dei capitoli. La chiarezza espositiva non è mai riduzione, banalizzazione o scappatoia dalla complessità. Nell’ampia introduzione storica si ripercorrono le tappe evolutive di questo edificio che, fin dall’origine, nasce come un’architettura così carica di valori di natura simbolica, così intrinsecamente connessa alla natura delle società moderne e alla loro evoluzione (soprattutto in relazione all’esternazione del potere dominante), che occorse immediatamente porre un argine alle derive formali vincolandone concettualmente la forma ad un modello ideale, quello proposto dal francese Durand (1802), che di fatto ha retto per quasi tutto l’Ottocento.
L’autrice distingue tre fasi evolutive articolate in tre disomogenee tranches cronologiche. Il museo nasce già come un organismo moderno nell’ottavo decennio del Settecento; ai duecento anni durante i quali si svolge la sua lunga vicenda nella modernità segue l’accelerazione segnata dal museo contemporaneo, chiuso nel ventennio che va dall’inaugurazione del Pompidou di Piano - Rogers a Parigi al Guggenheim di Gehry a Bilbao, 1997; infine le aperture della attualità, cioè di quanto è stato da ultimo realizzato, ormai in una prospettiva globale, o se si preferisce glocal, nell’ultimo decennio. Agli ultimi tre decenni è dedicato, giustamente, il corpo più ampio del volume, che pur partendo da un approccio morfologico, accetta la complessità del tema e non si sottrae al tentativo di coniugare costantemente l’interpretazione delle forme al complesso dei significati simbolici e istituzionali.

 

Autore Alessandra Criconia
Titolo L'architettura dei musei
Editore Carocci
Città Roma
Anno 2012
Pagine 231
Prezzo € 25
ISBN 9788843052882

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
FONTI Daniela
2012-05-14 n. 56 Maggio 2012
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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