L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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scritti_broccoliHortus a via Gramsci, 53

c/o Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma

Antonino Saggio

orto_tAlcuni mesi fa sono stato all'Accademia americana e dopo la conferenza Fritz Haeg, (www.fritzhaeg.com), studente ai tempi in cui insegnavo a Carnegie-Mellon di Pittsburgh, ed ora borsista della importante Accademia e architetto quarantenne emergente nella scena statunitense, insomma Fritz mi invita a vedere il suo studio nel tetto dell'Accademia. Sono studi semplicemente incredibili, forse sette metri di altezza per circa 100 metri quadri liberi di superficie. Nel suo caso con tre finestre ad angolo che dal Gianicolo guardano l'Aventino.


Ma la cosa che ben ricordo è che Fritz mi portò nella grande terrazza antistante lo studio mostrandomi la sua coltivazione. Sì, coltivazione: di broccoli, insalata, bieta eccetera organizzata in varie cassette da mercato. Aveva colonizzato ad orto il tetto della Accademia! Quindi, ragioniamo un attimo: uno è borsista in una prestigiosa istituzione e invece di andare in giro con il taccuino e il papillon a disegnare le rovine, si mette a fare gli orti? Ebbene, è proprio così, anzi Haeg ha organizzato da anni in USA e poi in giro per il mondo una specie di procedura che dice: individuate un vuoto, magari davanti casa, e vi insegno a coltivarlo, magari gli orti li possiamo fare anche sulle navi abbandonate, tra le fabbriche dismesse, eccetera.
In realtà questa tecnica degli orti in giro per la città si va diffondendo come pratica “Grassroots” e cioè originata spontaneamente dalla comunità “dal basso” (anche fisicamente..dal basso, visto che farlo l’orto, letteratura a parte costa, una bella fatica ormai dappertutto).

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L'altro giorno ero a Londra con Gianni Ranaulo e sotto uno svettante e bell'edificio appena terminato rieccolo spuntare, l'orto. Anche alla galleria di Architettura "come se" a San Lorenzo (www.comese.me.it) ogni venerdì c'è un ibrido strano. I Gas (Gruppi di Acquisto Solidale www.gasroma.org) organizzano la distribuzione dei prodotti a chilometri zero e hanno eletto questa galleria a loro luogo deputato. Durante la distribuzione si tiene un misto tra happy hour, incontro a tema, open lounge vegetale conferenze e incontri. E la direttrice arch. Angelini mi dice quanti gruppi di "Pomodori all'attacco", "Gorillaz del verde", "Hasta Chetriolo" prolificano nella città di Roma. Non sono affatto sarcastico, sia chiaro, non li cito propriamente perché dovrei capire chi è più valido e "radicato" e chi appena agli inizi, come per esempio molti anche tra i miei studenti che mi presentano tante iniziative di questo tipo.
Insomma, il fenomeno si diffonde in tutto il mondo, si danno prestigiose  borse per studiare il fenomeno, escono numeri monografici di riviste, libri, proliferazione di siti web. E noi, noi architetti, noi che abbiamo la nostra sede storica a via Gramsci, ancora una volta fermi e immobili.
Ebbene no! Questo il punto: una volta tanto possiamo rivendicare un ruolo storico di pionieri! Noi siamo almeno cinquant'anni che lo facciamo l'orto! Ma mi sembra di capire che pochi lo conoscono questo nostro ruolo di apripista. Ecco perché lo voglio porre all'attenzione generale.
E veniamo alla seconda parte dello scritto.

Entrai in facoltà nel 1974. E ricordo tra le turbe irrequiete dei capi popolo reduci dalla stagione precedente del ‘68, la presenza distinta del signor Pompei. Era estremamente signorile, aveva sempre una livrea blu chiara e all'occhiello qualche simbolo dorato. Avendo forse sessant'anni da giovane era stato il portiere della Facoltà e quindi era il portiere anche ai tempi di Del Debbio, di Foschini di Piacentini. Naturalmente ricordo il cosiddetto cagnaccio Tirelli, suo sottoposto, burbero, con baffi da boss. E poi sempre con camice nero!
Accanto a Tirelli, in realtà a volte sorrideva e non era affatto cattivo, c'era un omino piccolo, con baffetto e sorrisetto, sicuramente un addetto in chiave molto inferiore del sistema di portieri della facoltà. Il suo aspetto era veramente quello che si incontra spesso nei paesi del sud. Ebbene Spiridione è il nostro eroe. Il Signor Spiridone la sera smesso il lavoro o nelle pause si infrattava in una zona in cui nessuno di noi mai andò, dietro i capannoni di strutture, e lì, faceva.
Che faceva nei lontani anni Sessanta e poi Settanta e poi Ottanta e forse anche Novanta, ma è stato avvistato sino a qualche anno fa? Faceva l'orto: vivaddio!
Ora concentriamoci, il signor Spiridione, al centro della Roma più prestigiosa e signorile, con appartamenti dal valore stratosferico dei Parioli, in una posizione magnifica faceva l'orto? mi direte voi. E io vi rispondo sì, faceva l'orto.

Naturalmente a nessuno di noi studenti e poi docenti  importava un bel niente. Lo posso garantire mai e poi mai "nessuno" né docente né studente, né Pallotta o Rossano  mi disse mai nulla, anche se ovviamente non posso certo escludere che a qualcuno che ne fosse a conoscenza la cosa importasse molto e vi abbia già scritto un articolo.
L'altro giorno, spinto da non so quale istinto esploratore, vado oltre il campo da basket e lo vedo di nuovo, lui l'orto. L'orto è coltivato di nuovo! Ci sono alberi in fiore, belli per la verità, e soprattutto la bieta, l'insalata, le canne dei pomodori. E tornandoci una sera vedo e parlo con Giovanni che lo cura, che è affabile e gentile come tutte le persone che lavorano. Giovanni è il marito di Maria Antonietta custode della nostra facoltà  insieme a Claudio Giunta.
Ed eccoci al dunque: noi siamo pionieri. Non solo perché da almeno cinquant'anni abbiamo il nostro orto in facoltà, e possiamo sorridere dei recenti esperimenti in giro per il mondo e sui tetti del Gianicolo, ma perché, guarda caso abbiamo anche una rivista che fondata da Michele Costanzo e portata avanti oggi  bellamente da De Matteis e Giancotti, profuma non solo nella grafica ma anche ovviamente nel titolo di (h)ortus. Mancava però l'anello che mettesse "insieme" rivista vera e orto possibile, anzi no: orto vero, reale. C'è: andateci.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
SAGGIO Antonino 2012-04-23 n. 55 Aprile 2012
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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