L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaElio Trusiani

Progetto e cultura nella città dei movimenti

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Gabriella Restaino

trusianiIl testo è il risultato e la sintesi di un'ampia e approfondita ricerca pluriennale condotta sul tema del Patrimonio culturale urbano e gli strumenti urbanistici a Porto Alegre. Si articola in cinque capitoli/temi fondamentali, quali il patrimonio culturale e recupero urbano in Brasile e a Porto Alegre, la pianificazione, conservazione e trasformazione, le politiche per le aree speciali di interesse culturale, e si chiude con le questioni aperte, gli scenari futuri per la città e le considerazioni a margine; include i contributi di: Briane Panitz Bicca per il Patrimonio culturale e la storia della città e Andrea Vizzotto con Decio Rigatti per il tema del Processo/Prodotto città.


«Perché Porto Alegre?» Così l’autore introduce lo scenario di fondo della città; città dei movimenti, città come «spazio di sperimentazione politica urbana e sociale» che la pongono all’attenzione mondiale e ne fanno nel 2001 la sede del Forum Sociale Mondiale; «casa dei movimenti per un’alternativa possibile» e «sede di un processo più che di un progetto», Porto Alegre è il luogo in cui diventa possibile «costruire un discorso propositivo quotidiano», spazio di discussione e di confronto dove l’urbanistica è incentrata di nuovo sul cittadino; è, inoltre, la città dove si iniziano a sperimentare le politiche di Piano per «la salvaguardia del patrimonio culturale urbano sia come memoria del proprio passato sia come occasione e forma di promozione di un miglior livello di qualità della vita nella città».
Città di fondazione di fine settecento, Porto Dos Casais poi Nossa Senhora de Deus de Porto Alegre, attualmente Porto Alegre, è un insediamento sorto in una baia protetta da un promontorio, lungo il Lago Guaiba a circa 100 km dal mare, condizioni geografiche che fecero della capitale gaucha un sito strategico militare e produttivo. Centro di colonizzazione portoghese, nell’Ottocento, diviene luogo di immigrazione tedesca e italiana, che man mano ne disegnò le architetture secondo filoni dominanti nella prima metà del secolo XX. Si trasforma durante gli anni 60-70-80 del Novecento. É con il Piano direttore del 1959 che, con l'apertura di grandi assi e quindi la modificazione dello spazio urbano, si ha la perdita di alcuni edifici antichi.
Il processo di trasformazione urbana continua negli anni Sessanta, non si arresta nemmeno negli anni Settanta, anni in cui nascono i primi movimenti – di intellettuali, artisti, studiosi, professori e studenti – per la tutela e salvaguardia del patrimonio storico urbano, pubblico e privato, e prosegue anche negli anni Ottanta e Novanta.
A dieci anni di distanza dal Forum del 2001, la città è sempre inserita nel dibattito disciplinare e culturale ed è luogo di sperimentazioni in campo urbanistico che vertono sul patrimonio culturale urbano, e che affrontano le problematiche relative alla tutela e valorizzazione del tessuto urbano storico della città e dei suoi dintorni.
Al riguardo, l’autore pone l’accento sul tipo di approccio metodologico sperimentato per la prima volta a Porto Alegre riguardo il tema del patrimonio culturale, in particolare per le Aree speciali di interesse culturale (AEIC, Áreas Especiais de Interesse Cultural) all'interno degli strumenti urbanistici. «Luoghi della città che presentano caratteristiche diverse derivate dall'uso, dall'ubicazione, dalle caratteristiche del paesaggio o dall'esistenza di un patrimonio culturale o naturale», sono aree alle quali viene riconosciuto il carattere eccezionale, tale da richiederne un trattamento specifico e differenziato.
Nato dalla necessità di regolamentare la strategia di qualificazione ambientale del Piano Direttore di Sviluppo Urbano Ambientale di Porto Alegre (PDDUA, 1999), lo studio sulle AEIC sarà considerato come uno degli strumenti urbanistici – attuativi del Piano – di intervento nel territorio e nella città, «con una forte componente progettuale orientata al completamento e alla trasformazione delle aree piuttosto che alla loro tutela e conservazione».
Il testo indaga il rapporto tra il Piano e lo studio di dettaglio delle aree speciali di interesse culturale cercando di evidenziarne innovazioni di metodo e prospettive di applicazioni nonché criticità e questioni aperte che aprono la scena a nuovi approfondimenti e campi di ricerca.
«Sviluppare una conoscenza critica della metodologia adottata dal PDDUA di Porto Alegre sul tema del Patrimonio culturale vuol dire indagare in quale misura l'impostazione metodologica del Piano direttore definisca realmente politiche urbane di tutela e conservazione» delle AEIC: parametri unitari, caratteri principali, valore e peso della componente storico-architettonica e paesaggistica, e infine «delineare le principali strategie, azioni e progetti come espressione di una domanda più ampia che coinvolge la cittadinanza tutta e si propone come riscatto della memoria perduta e/o come fondamento e presupposto delle trasformazioni della città contemporanea».
L'ultima parte restituisce e attualizza l'esito di questa strumentazione sia nel suo percorso processuale sia  nella sua produzione della "città fisica"; in tal senso, senza toni trionfalistici e alla moda, i contributi finali pongono l'accento sul processo/prodotto adottato e sperimentato rilevandone risorse e contraddizioni di campo nell'operatività pratica della gestione urbanistica.
Affiancano il discorso antiche piante di città, cartografia urbanistica contemporanea e un cospicuo apparato fotografico delle architetture, che, insieme, restituiscono l’immagine contemporanea della città in un tutt’uno con la sua storia.
Quasi un racconto di rigore scientifico, che ci comunica la storia, l’evoluzione e i processi di trasformazione, pianificati e in divenire, di una città dell’antico Nuovo Mondo, il testo ci accompagna in un affascinante viaggio ragionato tra le sue architetture, maglie interne, reti e tessuti del suo territorio; guidandoci, nel contempo, attraverso vicende e strumenti urbanistici, alla comprensione e conoscenza critica di una Porto Alegre contemporanea per lo più inedita.
Autore Elio Trusiani
Titolo Progetto e cultura nella città dei movimenti. 0055 51 porto alegre brasile
Editore Gangemi
Città Roma
Anno 2010
Pagine 111
Prezzo € 20,00
ISBN 9788849219951

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
RESTAINO Gabriella 2011-09-09 n. 48 Settembre 2011
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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