L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriContro la segregazione urbana

Riqualificazione del bairro Cova da Moura a Lisbona

Tesi di laurea di Nicol Bolletta
Relatore Luca Reale
Correlatore
: Nuno Alberto Leite Rodrigues Grande
Tutor: Lorenzo Pesaresi

bolletta_tOggi Cova da Moura vive la condizione di ghetto, luogo centrale ma isolato e dimenticato all’interno del comune di Amadora, inaccessibile perché sconosciuto, pericoloso per chi non vi abita. Siamo nella periferia nord-ovest di Lisbona: Amadora fa parte del distretto della Grande Lisbona, Cova da Moura è un nucleo di 5.000 abitanti formatosi spontaneamente negli anni ’40 e dove, dagli anni ’70, si sono stabilite minoranze emigrate dalle ex-colonie africane, prevalentemente da Capo Verde.


Dall’esterno Cova può anche apparire un’isola esotica, dove si intrecciano culture differenti e lontane. In realtà alla vitalità multietnica si affiancano povertà, degrado e criminalità, che rendono necessaria la creazione di nuove connessioni alla scala locale, con le altre parti di Amadora e con i servizi di quartiere, alla scala regionale, con il sistema della mobilità urbana (stazione del treno, parcheggi). La presenza sul campo, il dialogo con le persone del luogo, i sopralluoghi e il rilievo della zona sono stati indispensabili per un lavoro su un quartiere così problematico e sul suo immediato intorno (Alfragide, Buraca, Damaia, Reboleira, Falagueira).
Il lavoro di Tesi si fonda infatti su due precedenti esperienze di gruppo della laureanda, che ha sviluppato un lavoro intrapreso durante il periodo Erasmus nell’esame di Projecto V (laboratorio coordinato da Goncalo Byrne, che prevedeva una riqualificazione generale di Cova) e ha assunto - come programma di intervento - il tema della IIª Trienal de Arquitectura de Lisboa “Falemos de Casas” (responsabile Manuel Aires Mateus), che immaginava nell’area la creazione di un “urbanduto” (un induttore di urbanità in grado di connettere valorizzando gli spazi aperti), a partire dalla riqualificazione di abitazioni e spazi pubblici. La tesi affronta dunque problemi fortemente intrecciati: la difficoltà di integrazione delle minoranze nelle grandi città europee (con l’aggravante in questo caso della conflittualità tra ex-coloni ed ex-colonizzati) e la ricerca della qualità nel rapporto tra casa e città. Se il primo è un tema prevalentemente sociale e politico, il secondo è propriamente architettonico.
L’obiettivo è stato quello di elaborare - con operazioni di demolizione e ricostruzione di un campione dei tessuti più degradati - architetture in grado di combinare diversità e semplicità. Attraverso la realizzazione di abitazioni che da un lato riflettono le esigenze ambientali, funzionali e culturali degli abitanti, dall’altro costituiscono elementi generatori degli spazi urbani, sono state definite strade, piazze, vuoti interstiziali, spazi esterni collettivi intesi non solo come luoghi dell’incontro e della socialità, ma anche come il prolungamento pubblico degli spazi privati. La disposizione dei tre edifici di residenze e servizi progettati conferma l’andamento morfologico del tessuto preesistente, caratterizzato da un forte dislivello (22 metri), introducendo tuttavia due percorsi di collegamento trasversale, due nuove linee di connessione tra il cuore del quartiere e la stazione del treno che porta in città. La prima, veloce e diretta, “taglia” o “fora” i blocchi di abitazione; la seconda, indiretta, costruisce una lenta passeggiata lungo giardini pensili e spazi pubblici di attraversamento o di sosta. L’apertura o la schermatura degli spazi aperti su quelli domestici (e viceversa) non sono mai completi, il progetto tenta un equilibrio tra accessibilità pubblica e privacy, cercando la permeabilità al passaggio tra le case, nel rispetto dell’intimità domestica,  e l’integrazione degli abitanti nella “città ufficiale”, senza paternalismi o demagogia.
Luca Reale
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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