L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaMichele Costanzo

Il tempo del disimpegno

Riflessioni sull’architettura contemporanea

Alfonso Giancotti

costanzo_disimpegnoSempre più di frequente, negli ultimi mesi, mi capita di citare – nel corso di riflessioni sia scritte che verbali – un testo che ha accompagnato in maniera significativa la mia formazione di studente e i primi anni di architetto: La crisi della modernità, opera di David Harvey del 1989.
Ciò accade naturalmente per l’attualità del pensiero del famoso geografo britannico a oltre venti anni di distanza dalla sua pubblicazione. All’interno di questa condizione post-moderna, a mia avviso non ancora esaurita, che lo stesso Harvey definisce come una miniera di nozioni tra loro in conflitto, si inserisce la raccolta di scritti di Michele Costanzo.
Si tratta di una serie di testi elaborati in origine come editoriali della rivista (h)ortus, della quale Costanzo è stato direttore, prima di lasciare il timone al sottoscritto e a Federico De Matteis, co-fondatori della rivista stessa.


Testi che, dopo un periodo di “decantazione”, come lo definisce l’autore stesso, sono stati «raccolti e ricomposti in un diverso ordine […] e poi corretti, ampliati, tagliati e anche precisati rispetto ad alcune osservazioni critiche; e questo, attraverso una delicata e meditata operazione di trasferimento dei diversi contributi concepiti per il mezzo mediatico, da uno strumento immateriale, in cui vige una lettura veloce sostenuta da un corredo d’immagini, ad un oggetto cartaceo che ha, diversamente, consistenza materia e, dunque […] invita il lettore ad un rapporto più esigente e riflessivo con il testo».
In questo esercizio descritto dall’autore risiede il primo dei pregi di questo volume e, conseguentemente, la singolarità con cui questa raccolta si inserisce nel filone delle raccolte di testi elaborati per quotidiani, periodici e riviste da molti dei teorici del secolo scorso.
Una raccolta di riflessioni che si segnala, inoltre, per la natura della coscienza critica con la quale l’autore, in maniera assolutamente scientifica, e quindi scevra da pregiudizi, legge e analizza l’architettura del tempo presente, selezionandone ambiti, temi e idee predominanti.
E il titolo del volume – Il tempo del disimpegno – fornisce un primo significativo indizio per comprendere il carattere del ragionamento complessivo che emerge dalla messa a sistema dei diversi ambiti di riflessione.
Nello svolgimento di questo libero pensiero l’analisi percorre un doppio binario. Da un lato conduce alla definizione di alcuni temi della contemporaneità quali il camouflage, il packaging, il fuori luogo, solo per citarne alcuni. Dall’altro la ricerca muove i suoi passi attraverso lo studio del tema del doppio: pesantezza/leggerezza, concreto/astratto, familiarità/estraneità, uguale/diverso; sono alcuni dei rapporti la cui declinazione trova un punto di contatto all’interno della figura dell’ossimoro in architettura. Figura retorica – ma non solo – attraverso la quale Costanzo trova uno dei frequenti punti di confluenza delle contraddizioni della stagione contemporanea.
Un viaggio teorico all’interno della contemporaneità del progetto di architettura nel quale l’autore verifica l’opportunità di restituire all’architettura quel ruolo, ormai perduto nell’immaginario collettivo, di sintesi tra le diverse forme d’arte. Le nuove forme del linguaggio artistico, tanto quelle figurative quanto quelle astratte e multimediali o, ancora, le forme della poesia e della letteratura, costituiscono punti di partenza di continue riflessioni ovvero chiavi di lettura privilegiate per comprendere le ragioni che accompagnano il processo del pensiero che si trasforma in materia.
Un processo all’interno del quale, con l’affascinante artifizio letterario dell’ampia citazione del pensiero dei protagonisti della contemporaneità, Michele Costanzo trasforma alcuni tratti dei saggi in una sorta di dialogo, di scambio di opinioni attraverso le quali la riflessione sulla contemporaneità si arricchisce del pensiero di coloro i quali con la loro opera o le loro idee ne hanno tracciato e continuano a tracciarne le linee.

 

Autore Michele Costanzo
Titolo Il tempo del disimpegno
Editore Quodlibet Studio
Città Macerata
Anno 2011
Pagine 136
Prezzo € 16,00
ISBN 9788874623518

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso
2011-03-25 n. 42 Marzo 2011
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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