L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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SANAA. Zollverein School of Management and Design

Michele Costanzo

 

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Il progetto di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa (SANAA), la Zollverein School of Management and Design, oltre ad essere il primo edificio realizzato in Europa dai due architetti giapponesi è anche la prima nuova costruzione edificata all'interno dell'area dell'ex stabilimento per la produzione di carbone di Zeche Zolverein, situato nel distretto della Ruhr a nord di Essen, dismesso negli anni Ottanta e dichiarato nel 2001 dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
Si tratta di un ex centro industriale di vastissima estensione (avente al suo interno impianti di lavaggio del carbone, cokerie e pozzi estrattivi variamente dislocati), che è stato trasformato, insieme alle strutture industriali presenti, in parco, centro per l'arte, l'architettura e il disegno industriale, nonché in spazio attrezzato per il tempo libero (dalla ristorazione allo shopping, dalle attività sportive/ricreative, all'ascolto della musica).
Il masterplan realizzato da Koolhaas/OMA, ha puntato a riconvertire l'intera area in un grande e originale spazio naturale ed espositivo recuperando e restaurando gran parte delle architetture industriali presenti. Ai numerosi interventi hanno partecipato artisti di spicco, quali Ilya ed Emilia Kabakov, Ulrich Rückriem, Thomas Rother, Maria Nordman e noti architetti, tra cui Norman Foster al quale si deve la modificazione di un ex impianto industriale per la produzione dell'acqua calda nel Red Dot Design Museum.

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In questo nuovo, suggestivo paesaggio naturale/artificiale, trova luogo la singolare opera di Sejima e Nishizawa, situata peraltro in un punto assai strategico, ossia l'accesso principale del parco. Per cui, la severa volumetria della costruzione tende a porsi come un elemento di mediazione visiva tra l'incisiva presenza degli edifici industriali e quella minuta, delicata delle abitazioni della periferia di Essen, ridisegnando lo skyline urbano con la sua mole.
L'edificio di Sejima e Nishizawa si presenta come un cubo di cemento armato lasciato a vista di 35x35 metri. E' scandito internamente da cinque livelli (incluso quello del giardino pensile) con interpiani di diversa altezza; e questo, per rispondere alle varie necessità imposte dalla didattica.
Le attività all'interno sono distribuite nel seguente modo: a piano terra, la reception, la caffetteria, uno spazio espositivo, e l'auditorium (chiuso all'interno di un volume indipendente); al primo piano, una vasta aula di lavoro, utilizzata anche come ambiente di studio e di riposo o come spazio espositivo; al secondo piano, la biblioteca e le aule per seminari (chiuse all'interno di volumi indipendenti); al terzo piano, una saletta conferenze, l'ufficio e dei piccoli cortili interni; al quarto piano, il tetto giardino (con affacci verso i cortiletti sottostanti).
L'opera è assai rappresentativa del carattere della ricerca di Sejima e Nishizawa che, come afferma Toyo Ito, esprime principalmente il desiderio di libera creatività e di relazione fisica con la realtà spaziale. Questo si riflette anche nel modo di utilizzare i materiali e le strutture, teso ad imprimere nella costruzione un effetto di leggerezza, di levità ariosa ed di ideale distacco dal luogo in cui si pone.
Dalle pareti bucate da grappoli di finestre quadrate di differente dimensione, apparentemente indifferenti alla logica della spazialità interna (ma congruente con il disegno della volumetria esterna), filtra la luce e la vista del paesaggio circostante. E' interessante, altresì, porre in rilievo una particolarità delle pareti esterne, ossia il loro ridotto spessore (cm. 25) dovuto al fatto che non è stato necessario aggiungere una controparete isolante all'interno, in quanto è stato inserito nella struttura di cemento una serrata e sottile rete di tubazioni che mettono in circolo l'acqua pompata da una vena sotterranea che si trova alla temperatura di 28° C.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2007-11-29 n. 2 Novembre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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