L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Peter Märkli. Im Birch, una scuola a Zurigo.

Michele Costanzo

Peter Märkli divide la sua attività tra l'insegnamento presso la Zürich ETH e l'attività di progettista che per più di due decadi ha portato avanti in maniera appartata, realizzando edifici di piccole dimensioni, impiegando a volte, per lo scrupolo nella loro costruzione (1), diversi anni. Rispetto alla ridotta volumetria di tali organismi, ideati e disegnati dall'architetto svizzero nella solitudine del suo originale studio-atelier zurighese, fanno eccezione diverse opere (realizzate o in via di ultimazione) degli ultimi anni in cui gli interventi anno subito un incremento di scala; cosa che ha comportato la riorganizzazione dell'approccio progettuale  e un più serrato scambio con collaboratori esterni. Si segnalano, tra tali importanti impegni, la scuola "Im Birch", a Zurigo, presentata in queste pagine.
Il tema progettuale più ricorrente a partire dal periodo iniziale della carriera -quasi un referente concettuale-dimensionale nel lavoro di Märkli- sarà quello dell'abitazione (spesso monofamiliare); per cui, si potrebbe osservare che anche una delle opere più note di questo lungo cammino riflessivo/operativo, il piccolo museo di Giornico denominato La Congiunta (1990-1993), nel Canton Ticino, dedicato allo scultore Hans Josephsohn, ha un suo carattere di domesticità: del resto, è lo stesso Märkli ad affermare che "si tratta di una 'casa' per le sculture di Josephsohn".
Rispetto alla definizione dell'identità della figura architettonica, egli ritiene necessario che il progettista debba avere un atteggiamento mentale/organizzativo adeguato alla diversa dimensione che va ad assumere. A tale proposito, egli afferma: "E' molto importante reagire alla scala. Non si può realizzare una piccola costruzione con lo stesso criterio che si riserva per una grande. Oggi, ad esempio, si vedono architetti svizzero-tedeschi che realizzano edifici urbani multipiano in cui le finestre hanno un ordine del tutto libero, per me questo è impossibile. Del resto, non è riscontrabile tale ordine libero a grande scala in nessuna forma d'arte".
Quello che può consentire al progettista il controllo formale dell'oggetto architettonico nei diversi passaggi di scala, secondo Märkli, è il costante riferimento ad un sistema proporzionale. "Dio ci ha dato il mare e le montagne e noi, essendo umani, abbiamo creato diversi linguaggi. Per comunicare", egli osserva, "abbiamo bisogno di conoscere le regole di questi linguaggi; e questo, anche in architettura. Non è possibile lavorare con la forma come si vuole".
L'architettura, secondo Märkli, deve avere la capacità di incorporare in sé i valori della civiltà umana. E tali valori egli vede compromessi dal confuso insieme dei linguaggi individuali che costituiscono il panorama dell'architettura del tempo presente.
A seguito di ciò, egli ritiene necessario che l'architettura torni ad essere un linguaggio di tutti e per tutti, facendo sì che possa riconfluire all'interno di un percorso storico, che per Märkli è rappresentato dal lungo tracciato della continuità del fare progettuale (2) che dal passato giunge fino all'oggi, ma deve essere ricercato, ricostruito, continuamente reinterpretato.
La forte tensione interiore che spinge alla sua ricerca, alla sua individuazione corrisponde al viaggio alla scoperta di sé realizzato da Märkli a partire dagli anni dell'università, presso la Zürich ETH, lungo il quale incontrerà, al di fuori dell'insegnamento universitario che considerava non corrispondente al suo "sentire" (per indicare una posizione di disagio, d'insoddisfazione, espressa più a livello intuitivo, che consapevole e cosciente), due personaggi chiave per la sua formazione: lo scultore Josephsohn che gli trasmetterà l'amore per la cultura mediterranea, per l'arte pre-moderna, quale quella della Grecia arcaica e, poi, per quella pre-romanica e proto-rinascimentale; e Rudolpf Olgiati che gli comunicherà il suo interesse per la plasticità del tardo Le Corbusier, per l'architettura vernacolare degli insediamenti agricoli della Valle del Po, per le architetture delle culture africane e messicane, e per l'arte di Matisse. In effetti, egli ricorda, "ci sono voluti dieci anni prima che potessi occuparmi di Le Corbusier, perchè all'inizio mi sono dovuto rivolgere a cose più elementari".
A seguito di tali sollecitazioni riflessive, Märkli avvertirà l'esigenza di definire una sorta di principio grammaticale che andrà a costituire la base della sua caratteristica maniera espressiva, per buona parte impostata sull'indagine delle proporzioni e delle leggi a cui una costruzione architettonica deve necessariamente rispondere. "Per me definire la proporzione di un edificio e delle sue parti è un fatto cruciale", egli nota, "Attraverso i miei studi su varie regole e proporzioni -la sezione aurea, il triangolo rettangolo, il modulor, e così via- ho sviluppato un mio sistema di proporzioni. E' chiaro che questo non può garantire in sé la buona riuscita di un edificio, ma è uno strumento vitale per raggiungere tale obiettivo".

Il progetto per la scuola Im Birch a Zurigo (2002-2004), come tutto il lavoro di Märkli è in accordo con un personale sistema proporzionale basato sulla divisione del numero 8; da questa operazione egli fa derivare alcuni dei sistemi proporzionali che hanno guidato nel passato e guidano nel presente, secondo la sua visione, la progettazione: com'è il caso della sezione aurea 1:5/8 o del triangolo rettangolo 1:7/8. "Quello che cerco è l'esatta relazione tra funzione e forma, in contrapposizione alla ricerca della pura espressione dell'edificio", ma anche il giusto equilibrio, egli aggiunge, "tra rappresentazione e contenuto".
L'edificio fa parte del nuovo quartiere Zentrum Zürich Nord che sorge in un'area ex-industriale. Il lotto si affaccia ad est verso un parco e ad ovest verso un insieme di edifici abitativi. L'idea del progettista, diversamente da quella riportata nel masterplan, sarà quella di non porre delle barriere lungo nessun lato dell'organismo scolastico, lasciando alla struttura un'ampia capacità di risultare permeabile per gli abitanti del quartiere; puntando, altresì, ad un diverso grado di intimità degli spazi, attraverso la differente dislocazione e definizione dei volumi.
Sulla base di tale impostazione programmatica, il complesso scolastico "Im Birch" risulta essere suddiviso in tre volumi, due dei quali a quattro piani, sistemati in successione, ma non allineati.
Il primo che s'incontra ospita gli studenti della scuola secondaria e dell'asilo (quest'ultimo ha uno sviluppo su tre piani); e all'esterno, in un punto strategico del cortile, è situata una scultura di Josephsohn. Il secondo, è destinato agli studenti della primaria; in esso si trova anche l'atrio d'ingresso Il terzo, ha al suo interno la palestra (una della più grandi della città), ed è strettamente congiunto con il secondo volume.
La struttura del complesso scolastico è prefabbricata; il disegno delle facciate è composto da una tessitura di elementi lineari verticali-orizzontali di cemento armato. In tale sistema strutturale/formale che avvolge le volumetrie, le fasce orizzontali corrispondenti ai piani, sono fortemente rimarcate. Tutte le aperture, quando la scuola non è in funzione, sono protette con chiusure di sicurezza.
All'interno dell'organismo lo spazio didattico è scandito dalle unità formate da gruppi di 3 o 4 aule con uno spazio comune. Gli ambienti piuttosto flessibili sono caratterizzati, nella loro configurazione spaziale, dall'articolazione dei blocchi; e sono, inoltre, pervasi da fresca atmosfera, bene illuminati e contraddistinti dall'impiego di materiali semplici di immediato impatto percettivo, durevoli, e di facile manutenzione.

 

 

Il video riporta una parte della lezione tenuta da Peter Markli alla London Metropolitan University. Per maggiori informazioni visitare il sito web.

Note
(1) Com'è delineato nel libro di Mohsen Mostafavi, Approximations che si occupa dei lavori di Märkli dal 1982 al 2002. Il volume presenta, inoltre, un'interessante intervista, fatta all'architetto svizzero, da Marcel Meili.
(2) Ha aggiunto al suo piccolo studio-pensatoio situato nel centro di Zurigo, che si affaccia all'interno di un cortile di un antico palazzo, un secondo studio nella periferia della città.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2007-11-26 n. 2 Novembre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack