L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Bernard Tschumi. BLUE Residential Tower a New York.

Michele Costanzo

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La BLUE Residential Tower (2005-2007), progettata da Bernard Tschumi, è una costruzione a carattere residenziale e commerciale che, per il suo inconsueto profilo e la sua "pixelated apparence", rappresenta una nuova, singolare presenza del panorama urbano di Manhattan.
L'edificio, recentemente ultimato (è stato inaugurato il 7 novembre di quest'anno), sorge al centro di un'area del Lower East Side stretta tra due strade parallele: la Grand Street e la Delancey Street (la quale s'innesta nel Williamsburg Bridge, uno dei tre ponti che portano a Brooklyn).
L'ingresso nell'atrio della torre è sulla Norfolk Street che attraversa ortogonalmente le due importanti arterie.
La torre rappresenta la seconda opera realizzata a New York dall'architetto svizzero-francese, la prima è l'Alfred Lerner Hall, un edificio della Columbia University progettato nel periodo (che va dal 1988 al 2003) in cui è stato preside della Graduate School of Architecture, Planning and Preservation.
Nella configurazione di BLUE, contrariamente all'impostazione della precedente opera newyorkese, Tschumi non si rifà al suo tradizionale approccio progettuale, teso a definire un'impalcatura concettuale che si traduce poi in uno specifico, spesso sorprendente, impianto spaziale.
Differentemente, dunque, da altre occasioni, il progettista non tende ad una rinnovata definizione del rapporto tra organismo architettonico ed evento, né ad un coinvolgimento operativo/emotivo dell'utente, ma piuttosto cerca di dare concreta immagine ad una intenzionalità architettonica che porta in sé una valenza più mentale che reale: facendo, così, assumere alla nuova emergenza il ruolo di forma simbolica, rappresentativa di un ambiente urbano che si rinnova; e questo, attraverso l'ideazione di una figura architettonica dalla singolare silhouette, rivestita da un disegno a mosaico fatto di grandi "tessere" blu di diversa gradazione tonale.
Il quartiere, per tutto lo scorso secolo è rimasto frammentato in un insieme di unità territoriali, di enclaves chiuse nelle loro identità culturali, ciascuna distinta dalla presenza di gruppi d'immigrati di differente provenienza (italiani, irlandesi, russi, polacchi, cinesi, etc.) che si sono succeduti nel tempo. Ora le ragioni di tali distinzioni sono cadute e l'edificio rappresenta il primo segno del cambiamento, l'immagine del nuovo che verrà. E tale aspetto di continua modificazione è una delle caratteristiche di Manhattan, del suo "delirio": un'energia incontenibile prodotta dalle continue trasformazioni che sono alla base del suo mito (enfatizzato dal continuo effetto della sorpresa).
In questo modo, dato che le costruzioni del Lower East Side non hanno un notevole sviluppo in altezza, BLUE si pone come una presenza iconica dominante che assimila in sé la loro essenza eclettica ridefinendo lo skyline del loro insieme.
La Residential Tower è alta 16 piani ed ospita 32 appartamenti; la sua struttura d'acciaio si erge in aderenza ad un più basso volume (non progettato da Tschumi) destinato ad attività commerciale. Un lato della torre si protende in aggetto sopra la terrazza di copertura di tale magazzino per aumentare la superficie degli appartamenti; dalla parte opposta, per analoghe ragioni estetico/utilitaristiche, il piano del prospetto si piega protendendosi aggressivamente in avanti. La copertura, infine, è inclinata per rendere formalmente più morbido il contorno della figura architettonica; e al suo interno è situato un giardino d'inverno, uno spazio comune per i residenti e i loro ospiti con un'incantevole vista verso il fiume e l'imponente costruito urbano circostante.
Gli appartamenti sono organizzati in modo da offrire una diversa gamma di soluzioni spaziali; le diverse unità possono avere, in questo modo, un soggiorno con una o due camere da letto e all'ultimo livello dei duplex con terrazza panoramica verso l'Hudson River. Gli ambienti interni sono illuminati da finestre a tutta altezza con parziali aperture scorrevoli. Le pavimentazioni sono in legno di cocco o di palma, come pure il rivestimento di alcune tramezzature; la cucina e i servizi sono pavimentati rispettivamente in marmo e in piastrelle.

Dati progetto   
Nome
Blue Residential Tower
Destinazione d'uso
Residenze
Localizzazione
New York
Indirizzo
105 Norfolk Street
Committente
Angelo Cosentini e John Carson
Progettista
Bernard Tschumi Architects, New York
Collaboratori
Kim Starr, William Feuerman, Adam Dayem, Dominic Leong, Alan Kusov, Casey Crawmer, Shai Gross, Adam Marcus, Amy Yang
Progetto
2004
Inizio costruzione
2004
Completamento
2007
Superficie 5.110 m2
Costo
$ 17.000.000

 

 

Foto gentilmente concesse da Peter Mauss/ESTO

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2007-11-15 n. 2 Novembre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
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camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

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