L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Invenzione architettonica e patrimonio PDF

 

Il Centro Culturale partner: TEATRO POTLACH

Il Teatro Potlach è stato fondato nel 1976 da Pino Di Buduo e Daniela Regnoli.
La storia del Potlach nasce negli anni dell’avanguardia teatrale romana, e da una scelta di rifiuto e di ricerca dell’altrove, che ha spinto i suoi membri dalla fondazione a designare come sede del teatro Fara Sabina, piccolo centro della provincia di Rieti.
Questa scelta ha comportato per il Potlach fare teatro al di fuori dei circuiti sia tradizionali, sia dell'avanguardia.
La ricerca della formazione dell’attore totale e della composizione drammatica basata sull’azione fisica ha trovato un punto di riferimento negli anni di formazione presso l’Odin Teatret di Eugenio Barba.
L’identità artistica del Potlach si è espressa contemporaneamente nella produzione di spettacoli di sala e di spettacoli di strada, e nell’attivazione di iniziative pedagogiche che hanno coinvolto l’insieme delle tecniche espressive e performative, dal clown, alla parata, al teatro musicale, in un continuo scambio di intenti e di strumenti con gruppi nazionali e internazionali, alla ricerca di un profilo professionale capace di offrire spettacolo ad ogni tipo di pubblico.
Ancor oggi l'attività di pedagogia teatrale ha grande evidenza nel lavoro del regista e degli attori.
Il senso primario delle scelte creative del Potlach è la riattivazione delle eredità delle culture teatrali del passato. La creazione di spettacoli si è costantemente orientata e ispirata alla trasformazione e contaminazione di fonti molteplici e a un’accezione organica del repertorio come reviviscenza delle tradizioni latenti, consumate o dimenticate: il teatro napoletano, il song brechtiano, il varietà, la giulleria medievale, il tango, il melodramma, la commedia dell’arte. Lo sviluppo delle ricerche sulla formazione, la composizione e lo spazio dell’azione ha prodotto negli ultimi diciassette anni (1991-2008) numerose attuazioni del progetto Città invisibili, in cui l’intervento del Potlach ha mobilitato artisti e comunità di centri urbani in Europa e in America. Il progetto continua a proiettare e a rigenerare i fondamenti del lavoro teatrale fuori dai teatri e consiste nella trasformazione degli spazi quotidiani attraverso la scoperta dell’identità culturale del luogo e l’elaborazione dell’energia creativa dei suoi abitanti.

Richieste del CCR Teatro Potlach commissionate per il Concorso

Da una parte gli abitanti di una parte del monumento (le suore Clarisse eremite di S. Chiara), la loro storia, le loro necessità. Dall’altra parte gli abitanti dell’altra parte del monumento (giovani artisti degli anni 70  mossi dalla necessità di fondare un Teatro fuori dalla capitale italiana, Roma.) Dopo 30 anni di buon vicinato, questi 2 mondi si incontrano, si scambiano le loro necessità e scoprono dei punti di incontro, di dialogo e quindi una possibilità di nuove relazioni, nuove invenzioni.
Questo Concorso di architettura viene proposto dall’ACCR nell’ottobre 2007, un nuovo incontro “storico” che riapre il dialogo tra i due Monasteri. Ciò ha permesso di approfondire la conoscenza del monumento storico che il Potlach “abita” con la lettura, attraverso lo studio architettonico, delle tracce del passato,  degli spazi di questo grande edificio oramai invisibile che era il Castello del Duca Francesco Barberini, trasformato poi in due Monasteri.
I rapporti instaurati con Università, Enti ed Organizzazioni Culturali, in Italia e all’estero, sono stati fattori di crescita, non solo culturale, ma anche “fisica” del Potlach, che si trova oggi a ricercare un nuovo assetto funzionale della struttura architettonica storica, che la ospita da ormai trent’anni senza sostanziali modifiche.
Il concorso bandito dall’ACCR ha dato la possibilità al teatro Potlach di implementare l’evoluzione degli spazi soprattutto esterni del complesso; le loro esigenze concrete sono diventate le linee guida del concorso come segue:
A - La ricerca di soluzioni alle problematiche relative all’accessibilità degli spazi da parte degli utenti, un accesso che è attualmente reso difficoltoso da una serie di dislivelli tra l’arrivo della strada e l’ingresso al teatro.
B - La progettazione degli spazi esterni come strumento per migliorare la riconoscibilità del teatro, e ampliare la fruizione degli stessi come spazi scenici per rappresentazioni all’aperto nei mesi estivi, utilizzando il paesaggio come scenografia naturale.
C - La conoscenza della storia del monumento e la sua tutela, come elemento imprescindibile della progettazione architettonica, garantita da una preventiva analisi socio/storico/morfologica del manufatto, secondo una metodologia che vede il contributo della storia come una successione dinamica d’eventi e di luoghi che c’insegna il processo di trasformazione.
L’interazione fra la fase analitica e quella della progettazione, ha condotto alla realizzazione della proposta progettuale.

ENTRE MARTE ET MARIE: Il Progetto vincitore

Un gruppo di 12 studenti coordinati dal prof. Andrea Moneta e dal prof. Luca Ruzza, ha elaborato il progetto architettonico dopo una serie di workshop operativi in situ accolti dalla struttura del Potlach, nel periodo da gennaio a giugno 2008.
L’attività ha riguardato inizialmente il rilievo e la restituzione grafica degli ambienti dell’ex monastero divenuto teatro, successivamente l’analisi storica del monumento in rapporto al territorio ed infine la costruzione delle proposte progettuali in risposta alle specifiche richieste della committenza.
Dei 12 progetti presentati dagli studenti ne sono stati selezionati i migliori tre, per poi essere riassunti in un'unica proposta progettuale che ne conteneva gli aspetti più interessanti, materiale poi utilizzato per la redazione di 4 tavole A0 e la costruzione di un video per la mostra finale ad Avignone.

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L’ultima fase concorsuale ha visto gli studenti realizzare una presentazione del progetto di taglio “performativo” cosi com’era richiesto dal bando, ovvero utilizzando gli aspetti comunicativi del teatro per “raccontare” alla giuria le scelte progettuali effettuate attraverso la ricca storia del monumento, sfruttando la compresenza sul palco di simulazioni 3d, fotoinserimenti, video e 5 performer.
L’ elemento progettuale piu’ significativo e’ costituito dalla “cavea” ricavata scavando parte del terrapieno e recuperando così il dislivello esistente fra l’accesso carrabile e le sale del teatro, per offrire la possibilità di godere del paesaggio come scenografia naturale mutevole e permanente insieme.
Sulla destra della cavea “il muro”, eretto dalle suore come divisione, e’ stato trasformato in un elemento allo stesso tempo architettonico e scenico per unire le due comunità.
Una parete d’acqua scende dal “muro”, per poi trasformarsi in un filo d’acqua che arriva fino all’entrata del complesso.  Il “percorso” d’accesso è evidenziato attraverso una luce vibrante che illumina il viale alberato.
Ai piedi del visitatore appare la storia del monumento, incisa su riquadri della pavimentazione e che poi diventa scala d’accesso alla piazzetta superiore. Un’altra scala congiunge gli spazi esterni del teatro al “Giardino della Meditazione”, ricongiungendo idealmente le due parti anticamente separate.
I materiali usati sono essenzialmente due, diversi come le Marte e le Marie, con delle funzioni altrettanto opposte.  Il legno: che segna a terra l’accesso del teatro e che ricopre poi le scale e la piazzetta, facendole assumere le sembianze di un palcoscenico.
Al legno che accompagna l’arrivo degli spettatori e accoglie il movimento degli attori, si contrappone la pietra che costruisce, con i suoi gradoni, il luogo fisico ove sedersi per assistere agli spettacoli ed ammirare il meraviglioso panorama.
E mentre il legno rappresenta il movimento e la pietra la staticità, ecco l’acqua unire il tutto: quell’acqua, unico legame che univa le Marte e le Marie, ora unisce noi al teatro, ci conduce verso la scena e, con il suo corso inarrestabile, unisce il teatro alla città, al territorio, fino a valle.
Il notevole successo che il progetto architettonico e la sua “performance” ha riscosso nella giuria, ha permesso di vincere -unico gruppo fra tutti- sia il premio come “miglior rappresentazione” che come “miglior pertinenza del progetto”.
La giuria ha, infatti, evidenziato come il progetto abbia rispettato il monumento interpretandone la sua storia, con un intervento ben inserito nel contesto e assolutamente realizzabile, utilizzando inoltre il paesaggio come elemento scenico.
Questo risultato prestigioso è un importante segnale che, nonostante le enormi difficoltà, l’università italiana si pone ancora fra le migliori istituzioni univeritarie europee, in particolare, nel rapporto che il progetto architettonico instaura con gli edifici storici, atteggiamento frutto di una tradizione umanistica delle nostre scuole d’architettura, soprattutto quella di Valle Giulia.
Ma il successo di questa partecipazione e delle sue peculiari modalità, è anche un’importante conferma della funzione che il teatro riveste nel suo rapporto con l’architettura: il binomio teatro/architettura è ormai un indispensabile e peculiare strumento per analizzare, raccontare e progettare lo spazio, per interpretare il luogo e il paesaggio; ma anche per descrivere scenari di nuove possibili configurazioni, coniugando competenza tecnica e poesia, innovazione e tradizione, in una continua azione sincretica fra arte e ricerca.
I progetti vincitori saranno pubblicati nella rivista « AMC - Le Moniteur », la consegna ufficiale dei premi è prevista a Parigi il 15 ottobre prossimo alla presenza del Ministro della Cultura Francese.

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I partecipanti

Teatro Potlach:
Pino Di Buduo (direttore)
Nathalie Mentha (responsabile CCR)

Docenti:
prof. Andrea Moneta
prof. Luca Ruzza

Studenti:
Adriana Cucco
Desiree De Francesco
Tanya Dermendzhieva
Sara Filizzola Hartmann
Marilisa Iannuzzo
Maria Lauriola
Daniele Meddi
Caterina Mercatante
Fiorenza Muretti
Annachiara Tozzi
Giorgia Valsenti
Marisa Zucchinali

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
MONETA Andrea 2008-07-02 n. 10 Luglio 2008


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
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Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

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